Nautica, segno negativo anche nel 2013 (e c’è chi ci bagna il naso…)

barcheIl settore della nautica? Ancora in discesa, sebbene un po’ meno “verticale” rispetto alle previsioni: Ucina ha reso noti i dati relativi ai volumi di affari del settore nell’arco del 2013, e viene fuori che la contrazione del mercato è stata del -3% (contro al -4% previsto), con un fatturato complessivo di 2,4 miliardi di euro. Una situazione difficile quella che il presidente uscente Anton Francesco Albertoni lascia al suo successore, presumibilmente Massimo Perotti, presidente del cantiere Sanlorenzo

CRESCE L’EXPORT, MA NON BISOGNA FESTEGGIARE
Cresce decisamente la quota export della produzione cantieristica nazionale: 93% contro il 54% del 2008 (nel 2012 era all’86%). Ma si tratta di un dato non del tutto positivo: indica la competitività della cantieristica nazionale e l’innamoramento dei clienti stranieri per i marchi italiani, ma anche la costante diminuzione della domanda interna. Le aziende italiane stanno quindi mettendo in atto nuove strategie commerciali “esterofile” (tra cui la delocalizzazione) per sopravvivere.

I NOSTRI VICINI SPAGNOLI
E negli altri paesi cosa sta succedendo? La Confindustria nautica spagnola (ANEN, Asociacion National de Empresas Nauticas) ha reso noti alcuni dati interessanti: nel solo mese di aprile, in Spagna sono state registrate 397 nuove barche, il 23,68% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e un generale +11,85% rispetto al primo quadrimestre. Diversi cantieri spagnoli hanno ripreso le assunzioni: si stanno riprendendo, mentre in Italia siamo ancora nella fase di decrescita. Segno di una politica più concreta del governo iberico a sostegno della nautica. Non ci resta che prendere spunto.


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3 commenti su “Nautica, segno negativo anche nel 2013 (e c’è chi ci bagna il naso…)”

  1. Pingback: Varato Windward, il primo Swan 60 per un armatore cinese

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