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Giriamo a voi la domanda: potrebbe avere senso questo strano timone a due pale?

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3 Comments

  1. Giuseppe Notarnicola ha detto:

    …semplice…. è la soluzione ottimale quando si naviga sbandati e non si ha il doppio timone…. Immaginateli con la barca sbandata, e in caso di navigazione dritta non cambia nulla….

  2. emanuele ha detto:

    una barca ben bilanciata di pesi propri e carichi velici non necessita di azioni sul timone, in tal caso questa soluzione presenta il grosso svantaggio di avere sempre (anche a barca sbandata) troppe superfici bagnate e quindi maggiori attriti. Ricordo che in caso di due pale del timone a barca sbandata, una finisce praticamente fuori mentre l’altra agisce perfettamente, e in questo caso questo non accade. Qui migliora solo il risultato di azioni leggere sulla barra rispetto agli effetti sulla barca. Insomma esperimento inutile.

  3. Ettore ha detto:

    Più che la pala, bisognerebbe tenere perpendicolare alla superficie dell’ acqua l’ asse di rotazione della pala stessa, come del resto si fa col doppio timone. Oltre al problema dell’ aumento della superficie bagnata, con questa soluzione si ha un aumento delle componenti verticali, inutili per l’ imbardata e che contribuiscono alla resistenza all’ avanzamento! A questo punto, se non si può inclinare l’ asse di rotazione, l’ unico modo per aumentare la componente orizzontale della pala è aumentare la superficie!
    In ogni caso idea originale!!

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