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Rullo di tamburi…chi sarà il Velista dell’Anno 2014? Venite a scoprirlo al TAG Heuer VELAFestival

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collage-velisti1Il tempo stringe, la giuria di qualità sta ultimando il suo lavoro. Chi sarà il nuovo Velista dell’Anno 2014 tra le cinque nomination che avete scelto con oltre 12.000 voti sul nostro sito? Sarà uno dei navigatori oceanici Andrea e Gaetano Mura? Oppure Marta Maggetti, la giovane erede di Alessandra Sensini? E perché non Gilberto Nobili o la coppia di progettisti Mario Caponnetto / Michele Stroligo, artefici del successo di Oracle in Coppa America?

LA GIORNATA DEI CAMPIONI
Venite a scoprirlo durante la Giornata dei Campioni al TAG Heuer VELAFestival di Genova, il prossimo 11 aprile. Potrete incontrare i più grandi velisti, parlarci e chiedere consigli: ma per festeggiare il Velista dell’Anno, e i vincitori dei premi TAG Heuer Passion, High Performance e Innovation, dovrete attendere fino alle 18.30, quando inizierà la Serata dei Campioni nell’area grandi eventi, con il giornalista sportivo Mino Taveri a condurre i giochi.

L’IDENTIKIT DEI CANDIDATI
Ecco chi sono i “papabili” al premio:

gilberto-nobiliGILBERTO NOBILI, 39 ANNI
“La mia storia di velista è iniziata in un negozio di biciclette nel 2001”, racconta Gilberto “Gillo” Nobili, nato a Castelnovo ne’ Monti (Regio Emilia) nel 1974. “Lì ho conosciuto Romolo Ranieri (tre campagne di Coppa America su Luna Rossa), presentatomi da un amico comune. Mi ha squadrato e mi ha chiesto se avessi voluto fare un provino come grinder. All’epoca praticavo atletica leggera e canoa fluviale, ma ho deciso di accettare la sfida. Lavoravo come consulente informatico a Milano: in ufficio ho raccontato che avrei passato un paio di settimane a Punta Ala con i ragazzi di Prada. Le due settimane sono diventate mesi, e non sono tornato più indietro”. Tanto che Gillo deve ancora laurearsi in Ingegneria perché, a detta sua, “la Coppa America non mi lascia il tempo”. Su Luna Rossa nel 2003 e nel 2007, è passato ad Oracle con cui ha vinto le ultime due America’s Cup. A bordo dell’AC72 oltre a fare il grinder si è occupato dello sviluppo dei software di navigazione wireless: “Abbiamo fatto sì che ogni membro dell’equipaggio avesse a disposizione un’unità wireless dove venivano visualizzati i dati utili, tarati a seconda del ruolo della persona. Niente cavi o batterie: un bel risparmio di peso e soprattutto un vantaggio evidente nella comunicazione a bordo. Nessuno aveva bisogno di chiedere informazioni agli altri. In navigazione, utilizzavamo ben 30 dispositivi wireless”.

Perché l’abbiamo candidato. Sia nel 2013 che nel 2010, ha vinto la Coppa America con Team Oracle da assoluto protagonista, diventando uno dei pochissimi italiani ad aver conquistato la brocca due volte. Imbarcato come grinder, non si limita a girare i winch. Grande testa, ha dato il suo contributo fondamentale alla realizzazione di software di navigazione wireless di Oracle. E pensare che fino al 2001 era un canoista!

aht-ISAF-Youth-Marta-Maggetti--RSX-F-MARTA MAGGETTI, 18 ANNI
Nonostante la giovane età (è nata a Cagliari il 10 gennaio del 1996), il palmarès sportivo di Marta Maggetti è costellato di successi iridati. La timida ragazzina sarda, in forza al Windsurfing Club cagliaritano, quando è a bordo della sua tavola si trasforma in una bestia da regata. Nel 2010 si fa conoscere vincendo titolo mondiale ed europeo Under 15 nella Techno 293. Marta cresce ma i risultati non cambiano: nel 2012, sempre sulla Techno, tra gli Under 17 è nuovamente campionessa mondiale ed europea. Il 2013 è l’anno della svolta: la Maggetti passa alla più impegnativa RS:X. Ad abituarsi ci mette pochissimo: nel 2013 conquista l’argento al Mondiale Under 19 e l’oro all’Enel RS:X Youth World Championship di Civitavecchia. Ovviamente, trionfa nelle più importanti regate nazionali e al CICO 2013. Come direbbe Dan Peterson: “Fenomenale!”. Ha fatto il pieno di voti, e se li è meritati tutti.

Perché l’abbiamo candidata. L’erede di Alessandra Sensini si chiama Marta Maggetti, giovane specialista delle tavole in forza al Windsurfing Club di Cagliari: a 18 anni ha vinto il titolo mondiale all’RS:X Youth World Championship di Civitavecchia nell’ottobre del 2013 e ha ottenuto l’argento al Mondiale Under 19 di Cipro a Luglio.

stroligo-caponnettoMARIO CAPONNETTO E MICHELE STROLIGO (53 E 30 ANNI)
“Ci sono un genovese e un triestino nel design team di Oracle”. Potrebbe sembrare l’incipit di una barzelletta e invece è tutto vero. Mario Caponnetto e Michele Stroligo sono una “premiata ditta” al servizio degli Yankee. Caponnetto, nato a Genova 53 anni fa, inizia la sua carriera di progettista come disegnatore di eliche per sottomarini in un cantiere militare. Fa parte del team del Moro di Venezia nel 1990-1992 per poi tornare nell’ambiente della Coppa America nel 2007 con Luna Rossa, per la quale ha lavorato fino al 2007, prima di passare con Oracle. Non è uno “scienziato” prestato alla vela, ma un regatante completo: nel 1990 e nel 1991 ha vinto la Coppa del Re in IMS  classificandosi anche al secondo posto all’italiano J24 come timoniere. Durante la sua attività giovanile ha fatto parte delle squadre nazionali di Optimist, Flying Junior, 420 (vincendo l’Europeo del 1980), 470 e Soling. Il trentenne triestino Michele Stroligo è il più giovane del design team di Oracle Team USA: mica male per essere alla sua prima vera esperienza lavorativa. Laureato come Caponnetto in architettura navale e ingegneria marina, ha catturato l’attenzione di Oracle grazie al testo che ha scritto “Confronto sperimentale e teorico tra i componenti di resistenza di un catamarano nelle differenti configurazioni”. Ci aveva raccontato Stroligo: “Ho ricevuto una mail per un colloquio dopo la pubblicazione del mio testo e a luglio del 2010 sono entrato a far parte del team”. Michele ha un passato da canottiere.

Perché li abbiamo candidati. Per la prima volta nella storia del premio di Velista dell’Anno abbiamo scelto di “nominare” una coppia, composta dal “maestro e dall’“allievo”. L’architetto navale Mario Caponnetto è alla sua seconda vittoriosa esperienza con il team di progettazione di Oracle, dove era considerato il massimo esperto di CFD (Computational Fluid Dynamics). Inoltre è stato uno dei progettisti dell’ala. Il suo pupillo Michele Stroligo, con i suoi trent’anni, è il più giovane membro del team di progettisti di Oracle: si è occupato dello sviluppo idrodinamico e delle analisi CFD.

andrea-muraANDREA MURA, 49 ANNI
“Eclettico” è probabilmente l’epiteto che meglio descrive, a livello velico, Andrea Mura. Nato a Cagliari nel 1964, sulle derive da quando ha 14 anni, vince due titoli europei in 420, un mondiale Juniores 470 e prende parte a due campagne olimpiche sui 470 (1984 e 1988) e sui Tornado (2004). Il suo palmares comprende dieci titoli italiani tra classi olimpiche e vela d’altura. Nel 1985, a 21 anni, fonda la veleria “Andrea Mura sail design” e collabora con North Sails. Dall’88 al ’92 è impegnato come randista sul Moro di Venezia. Il 2006 è l’anno della svolta oceanica: Andrea inizia la sua avventura a bordo di “Vento di Sardegna”, l’Open 50 progettato da Umberto Felci. È il primo italiano a vincere la Route du Rhum nel 2010 (ci riproverà quest’anno): “Sono andato oltre la paura perché avevo un traguardo da raggiungere. Durante la regata ho imparato a entrare in equilibrio con il mare e ho scoperto sensazioni nuove e impreviste”, racconterà nel suo libro “L’avventura, l’ignoto, la paura”. Nel 2012 trionfa alla Twostar (da Plymouth, in Inghilterra, a Newport, negli Usa) insieme a Riccardo Apolloni, stabilendo un nuovo record di percorrenza e alla Quebec – S. Malò insieme ad Apolloni, Luca Tosi e Tommaso Stella. Anche lì è record. Nel 2013 il trionfo alla OSTAR. E scusate se è poco.

Perché l’abbiamo candidato. Andrea Mura, a bordo di Vento di Sardegna, ha vinto nel 2013 in tempo reale la OSTAR, una delle più dure regate transatlantiche di sempre, e ha avuto anche l’onore di essere chiamato a partecipare alla Transat Jacques Vabre dal bretone Gilles Lamiré, con cui ha chiuso terzo. Velista solitario italiano tra i più titolati, è l’emblema del navigatore indefesso, che non vede l’ora di partire alla conquista degli oceani. Ora si prepara alla Route du Rhum 2014 (da Saint Malo, in Bretagna, a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa), regata oceanica che ha già vinto nel 2010.

gaetano-muraGAETANO MURA, 45 ANNI
Gaetano è l’emblema del lupo di mare che si è “fatto da sé”. Nasce nel 1968 a Cala Gonone (Nuoro), lo splendido luogo cornice del film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmuller. All’epoca non c’erano né circoli velici né scuole di vela in loco. Si fa le ossa come mozzo sui pescherecci, a 20 anni acquista un fatiscente veliero d’epoca di 23 metri che restaura e con cui sbarcherà il lunario facendo charter. Solitario autodidatta, partecipa alla Transat 2009 e nel 2012 inizia l’attività con il Class 40 BET1128. Simpaticissimo campione di umiltà, ci ha chiamato più volte in redazione protestando contro la sua candidatura (“con tutti i velisti pluripremiati in giro, dovevate scegliere proprio me?”) e per manifestare il suo stupore per l’andamento delle votazioni: “Ajò, ma si può sapere chi mi ha votato?”. Davvero in tantissimi, Gaetano.

Perché l’abbiamo candidato. Gaetano si è reso autore, assieme a Sam Manuard, di un’impresa che ha dell’incredibile. Durante la Transat Jacques Vabre, a bordo del suo Class 40 Bet1128, ha disalberato mentre stava navigando con 25 nodi di bolina. Chiunque si sarebbe ritirato: lui no, e con una forza sovrumana, ha rimesso in piedi l’albero dopo aver attaccato la drizza del Code O al bompresso, riuscendo ad arrivare dodicesimo. Ha raccontato la vicenda del riarmo dell’albero in chiave umoristica e “naif” come se si fosse trattato di un lavoretto di ordinaria amministrazione.

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