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Al TAG Heuer VELAFestival c’è anche l’Elan 400 Performance

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Al TAG Heuer VELAFestival potrete salire a bordo dell’Elan 400 Performance, il gioiellino che il cantiere sloveno ha realizzato su progetto di Rob Humphreys. La barca è caratterizzata da una carena sportiva che coniuga interni da crociera e una notevole facilità di conduzione e che assicura buone prestazioni in navigazione.

elan-400-performanceLA NOSTRA PROVA
La prima impressione vedendo lo scafo dalla banchina è subito forte: le linee sono “cattive”, la sensazione è di trovarsi di fronte a una barca da regata pensata per la velocità, completa di doppia pala del timone, poppa aperta, spigolo pronunciato, bulbo profondo e due ordini di crocette acquartierate (31°). Ma la vera sorpresa è che l’Elan 400 è stato disegnato pensando a degli interni da vera crociera che segnano un’evidente evoluzione rispetto ai modelli di questa gamma che già conoscevamo, come il 310 e il 350. Il risultato è uno scafo che fa da trait d’union fra la gamma Impression e quella Performance, unendo le rispettive scelte vincenti.

elan-400-barcaCOPERTA
In coperta ci colpiscono subito gli spazi, dal pozzetto ai passavanti, totalmente sgombri
. Lo stile è minimal e regna un’assoluta pulizia. Le due ruote sono supportate da due colonne oblique che, oltre a essere un supporto ideale per la strumentazione elettronica in coperta, lasciano un’ampia zona libera per il passaggio verso poppa, dove trovano posto anche due puntapiedi regolabili per facilitare l’equilibrio del timoniere di bolina con barca sbandata. Alle spalle delle due ruote è rimandato il paterazzo sdoppiato, che potrebbe recare qualche fastidio ai timonieri “alti”. Al centro è presente un tavolo a scomparsa che è possibile incassare in pozzetto quando non viene utilizzato spingendo verso il basso; ai lati, due panchette con due oblò incassati su ognuna regalano luce alle cabine di poppa. Tutte le manovre passano sotto la tuga assicurando ordine a bordo. Da notare il circuito della scotta randa a T (il trasto è incassato con circuito chiuso del carrello), che viene rimandata, senza passare sulla zona prendisole davanti al tambuccio, su due winch a portata del timoniere. Vicino a questi è presente anche un comodo vano, dove raccogliere la scotta della randa in modo tale che non sia di intralcio e non si incattivi quando è libera in coperta.

Lo specchio di poppa si abbatte con un sistema manuale lascando una scottina e trasformandosi in una spiaggetta che scende fino a raggiungere il livello dell’acqua. Il sistema è pratico e leggero e non è necessario alcuno sforzo per recuperare la plancetta. La poppa aperta rende tutto ampio e la schiena d’asino, comoda per “chiudere” la barca e ottenere più sedute a poppa, può essere utilizzata in banchina come passerella (con rotelline) per scendere a terra, fissandola per mezzo di un perno alla poppa. Sotto la schiena d’asino trova posto un ampio gavone che ospita la zattera che, non occupando molto spazio, lascia posto per stivare anche attrezzature diverse. Spostandoci verso prua, il passaggio è senza intralci, grazie ai passavanti completamente liberi (le lande sono a murata e non laminate all’interno) e facilitato dai numerosi tientibene che accompagnano tutto il percorso verso prua. È prevista anche la possibilità di avere come optional le bitte a scomparsa, soluzione insolita per uno scafo con velleità competitive. Sull’estremità prodiera troviamo il rollafiocco incassato, che consente di avere il punto di mura del fiocco più in basso. Questa soluzione permette di ottenere una forma migliore della vela che avrà maggiore superficie di tela e permetterà di stringere meglio il vento. Il fiocco, a bassa sovrapposizione, segue le tendenze dei piani velici del momento che vogliono una maggiore superficie invelata della randa. Sempre a prua troviamo il bompresso a scomparsa per l’armo del gennaker.

elan-400-interniINTERNI
Tre cabine e un bagno è il layout standard proposto, presente anche sul modello che abbiamo provato, ma si può anche optare per un bagno in più con un costo aggiuntivo di 2.000 euro
(di prossima uscita anche la versione a due cabine). Questa soluzione è pensata per far contente anche le mogli degli armatori che spesso scelgono la comodità di questo secondo layout. Sottocoperta, dove i volumi sfruttano attentamente la larghezza dello scafo, si apprezzano gli ampi spazi ricavati. A poppa, le paratie diagonali e non strutturali (lo costruzione dello scafo ha consentito questa soluzione, perché era già sufficientemente rigida), permettono di avere cabine larghe e alte per un dodici metri. Queste sono speculari, con letto matrimoniale, e godono di un ottimo ricambio d’aria grazie a tre oblò posizionati scontrati in tre posizioni differenti che permettono tre ingressi d’aria diversi a creare un fresco canale. L’altezza generosa consente di muoversi con libertà e di cambiarsi tranquillamente; in fondo ai letti c’è il passaggio per accedere, in caso di necessità, alle timonerie dove si può lavorare facilmente.

In quadrato è presente un divanetto che, ribaltandosi, diventa un tavolo da carteggio al quale ci si può accomodare stando seduti sia verso pura che verso poppa; di fianco alla scala è posizionato un armadio per lo stivaggio delle cerate, particolarmente funzionale quando sono bagnate. Sulla sinistra trova spazio il bagno con box doccia mentre al centro, in mezzo al tavolo del quadrato, passa l’albero in alluminio. La luminosità degli interni è garantita da undici oblò a filo, ognuno dei quali dotato di tendina e di canalina di scolo esterna, comoda per mantenerli puliti. Grande attenzione è stata prestata anche agli spazi di stivaggio, presenti soprattutto sotto il pagliolato, abbastanza profondi e apribili con delle ventose che ne facilitano il sollevamento. Nella cabina di prua è presente un armadio, due cassetti sotto al letto e addirittura una scarpiera, palese occhiolino al gentil sesso, mai dimenticato nel progetto del cantiere e che prova una volta di più il fatto che questa imbarcazione sia davvero un “ibrido” ben riuscito tra interni comodi per la crociera e scafo pensato per la velocità in navigazione.

elan-navigazioneNAVIGAZIONE
Ci prepariamo a mollare gli ormeggi e a muoverci verso la laguna di Grado. Per la verità non c’è un grande vento ad aspettarci: dai 4 agli 8 nodi, ne approfittiamo per testare la manovrabilità a motore, un Volvo Penta 40: è aumentata rispetto al suo fratello minore, l’Elan 350, grazie ad appositi studi idrodinamici effettuati da Rob Humphreys, che consentono un flusso generato dall’elica (a pale abbattibili e con un giro e mezzo di sterzata) più omogeneo sulle pale dei timoni. A prua è prevista come optional anche l’elica di manovra a scomparsa. Queste le velocità registrate a motore: a 2.500 giri 7.5/8 nodi; a 2.000 giri, 6,7 nodi; a 1.500 giri, 5.5 nodi. Subito dopo esserci allontanati dal canale issiamo gennaker: l’uscita del bompresso, che scorre su due boccole, è comoda e la strambata è armata esterna: con un vento reale di 8 nodi camminiamo a 5,8 con accelerazioni a 7 quando orziamo e ci mettiamo al traverso. Il timone, molto sensibile, è costituito da un sistema indipendente dei frenelli ed è caratterizzato dalla doppia pala che assicura sicurezza e controllo.

Di bolina, con 5 nodi di reale, la barca si appoggia parzialmente allo spigolo creando un po’ di scia di trascinamento: probabilmente servono 2 o 3 nodi in più per sfruttare al meglio lo spigolo e farla appoggiare completamente, come su due binari, aumentando così la velocità critica. La conduzione è semplice in equipaggio ridotto ma non ci sono problemi in caso si fosse a bordo in tanti, perché gli spazi per muoversi sono abbondanti. Aggressivo ma manovrabile, veloce ma anche comodo, l’Elan 400 Performance concilia davvero comfort e prestazioni. Siamo soddisfatti della giornata e decidiamo così di tornare a terra godendoci il tramonto sulla laguna in un paesaggio quasi lunare: il vento debole rende il mare un olio e navigare senza onde, oltre a regalare un silenzio surreale ci dà la sensazione di scivolare sull’acqua senza ostacoli.

COME E’ COSTRUITO?
La matita che ha disegnato l’Elan 400 è quella di Rob Humphreys che, coadiuvato dall’Elan Design Team, ha dato vita a uno scafo ispirato alle veloci imbarcazioni oceaniche, suo cavallo di battaglia. Lo scafo è costruito in infusione sottovuoto e, per la prima volta, anche la parte centrale, ovvero l’ossatura che prende le lande, l’albero e la chiglia, è stata infusa sottovuoto e rinforzata con una struttura d’acciaio esterna chiaramente non affogata, in modo tale che possa essere facilmente riparata in caso di danni. Anche i madieri centrali sono infusi insieme allo scafo, così da rendere la parte centrale un’unica struttura monolitica utilizzando la tecnologia 3D VAIL, Vacuum Assisted Infusion Lamination, che garantisce leggerezza e solidità. Il bulbo, piuttosto profondo per aumentare il momento raddrizzante dello scafo, è previsto nella versione a basso pescaggio.

SCHEDA TECNICA
Tipo: monoscafi
Lunghezza: mt.11.95
Larghezza: mt.3.87
Cuccette (min): 6
Dislocamento: ton. 7.5
Pescaggio (min): mt. 2.4
Sup. velica (min): mq. 89
Categoria di progettazione: Open

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