Presidente, che s’ha da fare? Le domande a Matteo Renzi sulla nautica

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renzi-hpI nostri amici di Liguria Nautica hanno avuto un’ottima idea: dato che, scrivono, “la nautica rappresenta ancora una voce importante per l’economia italiana: nel 2013 il fatturato si è assestato intorno ai 2,4 miliardi di euro, fonte UCINA, mentre l’anno d’oro del 2008 aveva fatto segnare addirittura 6,2 miliardi”, hanno deciso di scrivere una lettera aperta al presidente del Consiglio Matteo Renzi per “aprire un confronto sereno e autentico su alcuni temi secondo noi particolarmente importanti che riguardano il settore in cui operiamo”. La lettera contiene alcune domande per le quali il comparto nautico aspetta – da ormai troppo tempo – una risposta concreta da parte del Governo.

LE DOMANDE A RENZI SULLA NAUTICA
1) Come è già stato fatto in Sardegna, per favorire il settore della nautica, non sarebbe possibile abbattere l’IVA sui posti barca all’11%? Quella sui servizi turistici come gli hotel è addirittura al 10. Oggi parlare di nautica significa pensare anche al turismo: dove ci sono posti barca ci sono servizi turistici e quindi un generale giovamento per l’economia.

2) Non è arrivato il momento di abbattere le tasse sui carburanti? La media di tassazione europea è del 46,3 %, mentre in Italia siamo giunti, con l’aumento scattato il 1 marzo 2014, al 60,5 % tra accise e IVA.

3) Lei ha messo in primo piano la scuola. L’Italia ha oltre 7 mila chilometri di coste, senza contare i numerosi laghi: non è arrivato il momento di promuovere la cultura marinara anche nelle scuole, per esempio con corsi di vela o attività legate ai mestieri del mare? Questo aiuterebbe a spezzare lo stereotipo nautica=maxi yacht=evasione. La nautica è anche sport, natura, cultura e turismo.

4) Nautica=evasione è uno stereotipo che ha fatto solo danni al nostro settore. A quando un efficiente sistema di controllo digitale da parte del fisco? Obbligatorietà di iscrizione al registro navale per le unità anche sotto i 10 mt, accelerazione sull’informatizzazione dei registri e conseguenti controlli a monte sono tre punti che risolverebbero tanti problemi. Gli accertamenti sono giusti, ma le indiscriminate incursioni della GDF sulle banchine dei marina o direttamente in mare ci sembrano deleteri.

5) Per limitare l’evasione fiscale nelle attività di charter che si svolgono nelle nostre acque, non è possibile favorire le imbarcazioni battenti bandiera italiana o EU con un’IVA agevolata (si veda il primo quesito), e vincolare invece quelli provenienti da altri paesi all’ottenimento di un’apposita licenza? Questo modello è stato già introdotto in Croazia.

6) Per rilanciare il settore turistico e quello nautico, non è arrivato il momento di varare un serio piano di investimenti sulle infrastrutture portuali? Soprattutto al sud, territorio che di turismo potrebbe vivere 365 giorni all’anno, si riscontra la mancanza di porti in grado di essere un reale traino per le economie locali e non solo.

7) Il made in Italy è una delle principali risorse del nostro paese, una delle cosiddette eccellenze, e la nautica ne è una delle migliori espressioni. Tra i tanti profili di rilievo che avrebbe potuto scegliere, perché nominare Ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi, le cui aziende di famiglia sono note per la delocalizzazione sistemica della produzione?

8) Abbiamo seguito con interesse l’incontro promosso dal PD a Roma, dal titolo “La nautica al lavoro è Lavoro per il Paese”. Ci sembra un peccato che a questo incontro fossero presenti soltanto i “big” del settore e mancasse totalmente la nautica “reale”, quella fatta da piccole e medie imprese che ogni giorno continuano a morire; per non parlare dell’assenza del mondo dell’associazionismo e dei club nautici che promuovono la cultura marinara per esempio con le scuole di vela. Quando il suo partito e il Governo parlano di nautica, quali sono gli interlocutori a cui si riferiscono?

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2 commenti su “Presidente, che s’ha da fare? Le domande a Matteo Renzi sulla nautica”

  1. MASSIMONAPO72

    CIAO MINISTRO MA TU HAI DATO 100 EURO AL MESE A CHI LAVORA E UNO KOME ME INVALIDO OPERATO DI TRE TUMORI E 74 PERC CENTO D INVALIDITA DEVE VIVERE CON 290 EURO MENSIILI FACCIAMO CAMBIO IL TUO MENSILE A ME PER UN MESE CMQ FAREMO IN MODO DI MANDARE GLI ITALIANI A VOTARE STO RECICLOMANDO GENTE PER ANDARE A ROMA IL MINISTRO DEL CONSIGLIO DOBBIAMO VOTARLO NOI NO I POLITICI CIAO

  2. Pingback: Liguria Nautica

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