La barca è sempre più “easy”: voi cosa ne pensate?

APE_barcaeasyE’ il “leit motiv” delle ultime stagioni: andare in barca con più facilità, faticando meno e in totale sicurezza. Il tutto racchiuso in due parole: easy sailing. La possibilità di “navigare facile” è stata la chiave di volta di tanti cantieri, che hanno modificato nelle stagioni trascorse la propria gamma da crociera, e in alcuni casi l’hanno persino sostituita. Bavaria con i suoi Cruiser, Beneteau con gli Oceanis e i Sense, Jeanneau sui Sun Odyssey, Dufour con Grand Large, Hanse (come con il 415, che in questo articolo usiamo come esempio).

Ci si concentra solitamente sulle manovre e sulle vele quando si parla di easy sailing, ma non è tutto. Per godersi appieno la barca il layout generale della coperta è fondamentale. Facciamo un esempio: negli ultimi due anni sono sempre di più le barche di taglia ridotta, ovvero sotto i dieci metri, sulle quali si opta per la doppia ruota del timone invece che per la singola o per la barra. C’è chi storce il naso, ma il vantaggio in termini di mobilità a bordo è innegabile. Soprattutto ora che gli specchi di poppa abbattibili si sono diffusi a macchia d’olio…

Adesso diamo a voi la parola: dalle manovre al disegno della coperta, che cosa rende una barca davvero facile secondo il vostro punto di vista?

LA BARCA “EASY” IN SEI PUNTI
barca easyALE.qxp:Fronte del porto

1. Il joystick di manovra
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Manovrare in porto, grazie al joystick, diventa facile. Con una mano si può far ruotare la barca su se stessa o traslarla lateralmente. Anche se il prezzo è ancora abbastanza alto, sono in tanti a richiederlo tra le dotazioni al momento dell’acquisto.

2. Comodità in pozzetto
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Spazi di stivaggio, tavolo con piani abbattibili e tientibene. La doppia ruota consente un accesso più comodo verso poppa, dove le plancette abbattibili hanno creato una vera e propria zona vivibile.

3. Winch a portata
Hanse 415, Prototyp, Fotoshooting Mallorca Februar 2012

La posizione dei winch è fondamentale per consentire al timoniere di regolare anche da solo le vele. Importante anche la disposizione degli stopper. Verificate che lavorino bene le scotte.

4. Fiocco autovirante
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Con l’evoluzione dei piani velici, che vogliono vele di prua più piccole di un tempo e dunque più facili da gestire, la scelta del fiocco autovirante diventa ancora più facile da prendere, poiché si mantengono comunque buone prestazioni.

5. Da prua a poppa
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I passavanti, con lo spostamento delle rotaie della vela di prua sulla tuga, una soluzione che spesso vediamo sulle barche degli ultimi anni, risultano sgombri e più sicuri.

6. E alle andature portanti?
Hanse 415, Prototyp, Fotoshooting Mallorca Februar 2012
Non serve per forza un bompresso per godersi il gennaker o il Code Zero (quelle vele che ormai hanno sostituio il classico spi sulle barche da crociera). Molti musoni dell’ancora sono disegnati per fissare comodamente il punto di mura.

 

 

 

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8 commenti su “La barca è sempre più “easy”: voi cosa ne pensate?”

  1. La barca a vela per essere facile deve essere sicura. Non deve avere forti angoli di sbandamento, non deve avere il boma, non deve avere spigoli vivi, parti sporgenti, né parti scivolose. le forze devono essere gestibili da una persona debole e andrebbe considerato sempre che chi la conduce potrebbe essere da solo e idiota (temporaneamente). Buone barche da questo punto di vista sono i catamarani Wharram.

  2. La base di tutto è il disegno, linee d’acqua equilibrate che consentano un comportamento agile e “responsivo” della barca. Il resto sono accessori che facilitano, ma se la barca è tonda, come in molti dei casi citati nell’articolo, gli accessori possono ben poco. ciao

  3. No alle poppe apribili, ma grandi gavoni a poppa.
    Doppio gavone a prua, uno per l’ancora ed uno per le vele di prua.
    Si alla doppia barra e grande attenzione alla posizione dei winch.
    Rinvio delle manovre in pozzetto,in particolare anche drizza randa e drizza gennaker, con relativi stopper per consentirne l’uso in solitario od un equipaggio ridotto.
    Naturalmente utile tutto quanto riduce gli sforzi muscolari come salpaancore elettrico ed almeno due winch elettrici.
    L’autovirante è molto comodo, ma spesso riduce le prestazioni veliche.
    Possibilmente tavolo fisso in pozzetto, utile come poggiapiedi, ma soprattutto utilissimo per evitare cadute in mare (costituisce un ostacolo in caso di forte sbandamento che evita di infilarsi tra il bordo e la battagliola).
    Agevoli passavanti per spostamenti sicuri anche con mare formato.

  4. Pingback: Evoluzione multiscafi: facciamo il punto in tre mosse

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    Andre Botelho is a recognized authority in youth soccer coaching.
    Participating in recreational sports is an fantastic way
    to reduce anxiety.

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