Salvo! Termina dopo 10 giorni alla deriva in Atlantico l’incubo di Lionel Lemonchois

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PRINCE_DE_BRETAGNESi è conclusa ieri, alle nostre 19.30, la disavventura di Lionel Lemonchois, lo skipper che, a bordo del trimarano Maxi 80 Prince de Bretagne, era partito lo scorso 17 gennaio in solitario da Lorient (Francia Atlantica) verso Port Louis alle Mauritius, isola dell’oceano Indiano, per tentare di battere il record del 2009 stabilito da Francis Joyon, e aveva scuffiato il 27 gennaio al largo del Brasile. Lo hanno recuperato a bordo di un rimorchiatore dopo 10 giorni di pura sopravvivenza.

L’INCIDENTE
Nella mattina del 27 gennaio, il suo trimarano aveva scuffiato (ancora sconosciute le cause dell’incidente) circa a 800 miglia dalle coste del Brasile, mentre navigava all’interno di una situazione meteo caratterizzata da un anticiclone di Sant’Elena particolarmente esteso: Lemonchois, esperto navigatore (ha vinto la Route du Rhum nel 2008), si era riparato all’interno dello scafo centrale, dopo essersi liberato dell’armamento velico per non rischiare di affondare. Aveva poi lanciato l’SOS e tramite un breve contatto telefonico era riuscito a comunicare di essere “al sicuro”.

lemonchoisCOMPLEANNO IN PURA SOPRAVVIVENZA
Da lì è iniziata l’attesa dei soccorsi. Una squadra tecnica ha volato verso il Brasile. Nel frattempo le condizioni meteo, fortunatamente, erano migliorate. Dopo 5 giorni, comunicava Lemonchois, “il trimarano è stato messo in sicurezza, lo scafo centrale non è danneggiato. Ho con me l’Iridium e ho accesso al cibo e all’acqua. Derivo circa 25-30 miglia al giorno in direzione di Salvador de Bahia, il mare è calmo e piove”. Lionel è nato il 2 febbraio 1960: strano modo di festeggiare il proprio 54° compleanno quello di stare in mezzo all’Atlantico a bordo di un maxi trimarano rovesciato, in attesa che ti vengano a salvare.

Fred le Peutrec dirige la squadra di recupero
Fred le Peutrec dirige la squadra di recupero

LE DIFFICOLTA’ DEL TEAM DI SOCCORSO
Nel frattempo la squadra di soccorso, guidata dal velista Fred Le Peutrec, stava avendo non poche difficoltà nell’organizzare l’intervento. Si sono registrati ritardi nel caricare le 5 tonnellate di catene che sarebbero servite a far da contrappeso per giriare il trimarano. Caricarle a bordo del rimorchiatore, poi! Il marina dove avrebbe dovuto attraccare non aveva neanche la gru. La squadra ha dovuto caricare il tutto a mano e per facilitare le operazioni si è reso necessario tagliare con la fiamma le catene (pesanti 125 kg al metro). A tutto questo si sono aggiunti ritardi causati, a detta di Le Peutrec, da una logistica insostenibile in Brasile, con tantissimi cantieri aperti in vista dei Mondiali di calcio e dei Giochi olimpici.

LA FINE DELL’INCUBO
Per sua fortuna non sarà l’ultimo che Lemonchois festeggerà: alle 19.30 (ora francese) di giovedì 6 febbraio Prince de Bretagne è stata finalmente raggiunta da un rimorchiatore e il navigatore è stato tirato a bordo, in buone condizioni, dopo dieci giorni alla deriva. “Non vedo l’ora di godermi una vera cena assieme alla squadra tecnica”, le sue parole dopo il salvataggio. Dopo una notte di riposo sono iniziate le operazioni di recupero del trimarano.

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