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dick-socratesOgni anno il Cruising Club of America premia con la Blue Water Medal il marinaio che più si è distinto per le proprie imprese. Un riconoscimento che viene assegnato fin dal 1923. Il nome del candidato vincente viene scelto esclusivamente tra quello di navigatori per passione e crocieristi. Quest’anno è toccato (giustamente) all’inglese Jeanne Socrates, “la nonna degli oceani”, che è riuscita a completare il giro del mondo nonstop (partendo dal Canada) senza scalo e senza assistenza, al suo terzo tentativo e a 71 anni d’età. Un grande esempio di caparbietà e di passione. L’associazione consegna inoltre ogni anno il Rod Stephens Trophy a colui che ha dimostrato una marineria fuori dal comune (lo vinse il nostro Alessandro Di Benedetto nel 2010 per il record del giro del mondo senza scalo con la barca più piccola della storia): il premio è andato al nizzardo Jean-Pierre Dick, che, nonostante la rottura della canting keel, ha concluso il suo terzo Vendée Globe (a bordo dell’Imoca 60 Virbac-Paprec3) in quarta posizione.

jeanne-socrates-2LA STORIA DI JEANNE
“Sono stata fortunata ad essere andata in pensione tanto presto, così ho potuto prendere il largo con la mia Nereida”. Sono queste le prime parole del blog di Jeanne Socrates, la “nonna” di tutti i solitari del mondo, che a 71 anni è ha stabilito il record come più anziana donna a circumnavigare il globo da sola e senza scalo. Ecco la storia incredibile di una donna incredibile. Percorre gli oceani in lungo e in largo da oltre 15 anni. Ci ha provato e riprovato, sempre con un’idea in testa: diventare la più anziana donna ad aver fatto il giro del mondo senza aiuti e senza scalo. La sua barca si chiama Nereida, ed è un Najad 380, un modello del 2009 costruito in Svezia.

UN’IDEA IN TESTA
Prima di capire qual era il suo vero obiettivo (il giro del mondo senza scalo) Jeanne stava già macinando miglia e miglia fin dai primi anni del 2000, quando è andata in pensione. Nel 2003 il marito George, con cui condivideva la passione per la vela, muore di cancro e lei decide di proseguire da sola. All’attivo nel 2006 aveva già una Transpac Race Hawaii-San Francisco, un tentativo di passaggio trai freddi mari della British Columbia canadese (non concluso a causa dell’inverno troppo rigido), e poi navigazioni in Messico, Guatemala, Panama, Australia e Sud Africa. È proprio grazie a queste fortissime esperienze in mare che nella testa della navigatrice canadese si fa strada l’idea di poter fare un giro del mondo senza scalo.

nonna3PRIMO E SECONDO TENTATIVO
Jeanne decide di acquistare Nereida, un Nijad 380 che va a sostituire il suo Najad 361, più adeguato a distanze del genere e nel 2009 parte per il giro del mondo. Il suo programma è quello di arrivare alle Canarie e da lì, col favore dei venti e del meteo, fare rotta verso Cape Town, il primo dei cinque Capi, per far ritorno  alle Canarie in 6/7 mesi. Ma a poche settimane dalla partenza, la navigatrice solitaria deve fermarsi per ben tre mesi a Cape Town, in Sud Africa, a causa di un guasto al motore. Decide di rinviare il suo tentativo all’anno seguente ripartendo da Victoria, in Canada dove con grande fatica riesce comunque ad arrivare completando parzialmente il giro del mondo in un anno. Nel 2010, a oltre 70 anni, la “nonna degli oceani” ci riprova: da Victoria in Canada scende giù fino a Capo Horn, ma dopo 75 giorni di navigazione a poca distanza dal Capo più famoso del mondo, Jeanne ha un grave problema a bordo causato dal cattivo tempo. Nonostante tutto riesce a passare indenne la punta più estrema e pericolosa delle Americhe, ma è costretta a riparare a Ushuaia in Argentina. Da lì riparte: Falkland, Città del Capo, Tasmania, Hawaii e Canada. Riesce quindi a completare il suo secondo giro del mondo toccando tutti e Cinque Capi: Cape Horn (Chile), Cape di Buona Speranza (S. Africa), Cape Leeuwin (Australia), S.E. Cape of Tasmania (Australia), S.W. Cape of Stewart Island (New Zealand), tuttavia lo scalo per riparare la barca annulla tutta la fatica fatta. Il sogno della circumnavigazione del globo no-stop sfuma ancora.

BUONA LA TERZA
Jeanne non si perde d’animo e nell’ottobre del 2012 riparte sempre da Victoria in Canada per il suo terzo tentativo: dopo 259 giorni in mezzo al mare, da sola e senza assistenza, arriva all’Ogden Point di Victoria l’8 luglio 2013 dopo una navigazione nonstop che l’ha portata a doppiare Capo Horn, Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo di Sud Est (Tasmania). E’ la prima donna a circumnavigare il globo su una rotta che parte e arriva nel nordamerica ed è la più anziana donna ad averlo fatto.

dickL’IMPRESA DI DICK
Nel 2013, Jean-Pierre Dick stava partecipando al suo terzo Vendée Globe (era arrivato sesto nel 2004-05, mentre nell’edizione 2008-09 si è dovuto ritirare in Nuova Zelanda dopo che un oggetto non identificato gli aveva spaccato il timone): nella parte finale della regata intorno al mondo era in terza posizione, ma il 21 gennaio, circa 500 miglia a nordovest delle isole di Capo Verde, la canting keel si è staccata dalla barca. Qualsiasi navigatore con un po’ di senno chiamarebbe i soccorsi e si ritirerebbe. Invece lui ha deciso di proseguire riempendo i ballast a tappo per mantenere la barca stabile durante una tempesta con venti fino a 50 nodi, riuscendo a riparare sulla costa spagnola. Alla fine è arrivato quarto tagliando il traguardo il 4 febbraio, dopo due settimane di navigazione senza chiglia!

3 Comments

  1. angelo ha detto:

    sempre una bella rivista con articoli interessantissimi

  2. One important aspect of manhood care is the use of moisturizing
    agents that can soothe irritated skin and soften away roughness, leaving it looking youthful and appealing.
    Monitoring vitamin D levels is one way to detect diseases that cause improper fat absorption, such as Crohn’s disease.
    This study investigated and found that wound healing is slowed down if the body has a
    deficiency of antioxidants such as Vitamin E.

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