Messina, diportista cacciato dalle banchine: ecco la risposta del marina
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LA RISPOSTA DEL MARINA DEL NETTUNO
“La sosta temporanea al Marina del Nettuno è da sempre gratis”, esordisce Blandina. “Abbiamo permesso a centinaia di barche di ormeggiare gratuitamente per soste diurne della durata inferiore a 12 (dodici!!!) ore e includendo i servizi di ormeggio e disormeggio, anche con l’assistenza del battellino di servizio senza mai chiedere un centesimo a nessuno. Così come abbiamo permesso a tanti navigatori giramondo di fermarsi per più giorni senza pagare in caso di cattive condizioni meteo. Non abbiamo mai fatto pagare chi naviga per ragioni diverse dal diporto come le onlus che operano nel sociale o le associazioni sportive.
Chiedo a Careggia di dare indicazioni precise su data e ora dell’ingresso al marina e della comunicazione fatta alla Capitaneria di Porto. Chiedo invece al Giornale della Vela di voler confermare che dal 1998 ad oggi non sono mai arrivate segnalazioni di questo tipo alla loro redazione (in effetti, non ci risultano segnalazioni, ndr). Il rispetto delle regole, un buon livello di servizio e l’ospitalità hanno sempre guidato il nostro lavoro.
Disponibile a fornire qualsiasi altro chiarimento e, soprattutto, ad intervenire nella remota ipotesi che qualcuno dei nostri marinai (non “inservienti”) si fosse comportato in modo difforme rispetto alle rigorose direttive aziendali”.
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2 commenti su “Messina, diportista cacciato dalle banchine: ecco la risposta del marina”
Sono il fondatore dell’associazione Justmen di Venezia, dedicata alla vela d’altura in autonomia per perone disabili. Mi sono un po’ allarmato, ma francamente anche molto meravigliato, di quanto riferito a proposito del marina Nettuno di Messina, che nelle nostre intenzioni potrebbe costituire il fulcro ideale sul quale basare alcune attività con la nostra barca per quanto riguarda Messina e la sua provincia. Non ho conoscenza diretta del marina Nettuno né dei suoi operatori, ma conosco benissimo Messina e la sua gente, per averci vissuto alcuni anni, serbandone un ricordo prezioso per l’accoglienza e il senso di ospitalità e per aver contratto lì il virus della passione marinara che ancora benevolmente mi “affligge”, nonostante le difficoltà della mia sopravvenuta condizione di disabile. Aggiungo che l’ambiente della vela, in una terra in cui la motonautica è prevalente, è “frequentato” da autentici appassionati, da cui mai mi aspetterei comportamenti come quelli descritti. Accolgo quindi con sincero sollievo la risposta di Ivo Blandina (che immagino dirigente del marina) attribuendole volentieri piena credibilità, al di là delle circostanze e dei dettagli che potrebbero chiarire quanto denunciato dall’armatore Careccia.
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