Vince l’ARC, è bellissima e si manovra “da sola”. Storia di una barca eccezionale

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caro-barcaL’armatore tedesco Max Klink voleva attraversare l’Atlantico in sicurezza, per godersi il caldo veleggiando in inverno per i Caraibi. Mai avrebbe pensato che la sua nuova barca di 65 piedi (20 metri), Caro, avrebbe vinto l’ARC, il rallye oceanico più famoso del mondo, battendo il precedente record detenuto dall’italiano Capricorno dal 2006, percorrendo 2.985 miglia alla media di 11.45 nodi con un equipaggio di sole otto persone.

UN RACER-CRUISER SPECIALE…
Una barca speciale il racer-cruiser Caro, realizzato dallo studio dello spagnolo Botin e costruito in Germania dal cantiere Knierim. L’armatore ha chiesto al progettista una barca capace di raggiungere velocità elevate, in grado di competere in regate a lungo raggio ma con tutti i confort di un vero cruiser, chiglia retrattile compresa per poter ancorare in acque basse.

…E MANOVRABILE
Per finire, che fosse manovrabile, pur essendo un 20 metri, anche in regata da sole 6/8 persone. Caro ha un dislocamento di 16,7 ton di cui ben il 55% in chiglia che passa da 4,8 metri abbassata a soli 3 metri sollevata. “Così – afferma il costruttore – l’equipaggio non è costretto a restare appeso in falchetta per raddrizzare la barca”. Tutte le manovre a vela sono automatizzate, anche per questo l’equipaggio necessario, anche in regata, è di sole 6 persone.


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1 commento su “Vince l’ARC, è bellissima e si manovra “da sola”. Storia di una barca eccezionale”

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