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Scoppia il bompresso e Pedote perde la Mini per un pelo

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Pedote con il suo Prysmian è giunto secondo, dopo essere rimasto al comando per la quasi totalità del percorso, dal porto spagnolo di Sada alla caraibica Point-a-Pitre, in Martinica.

Difficile, se non impossibile, per Giancarlo Pedote celare il disappunto per aver visto sfumare in dirittura di arrivo una vittoria che sarebbe stata assolutamente meritata. Il solitario italiano, cui va comunque riconosciuto il compimento di un’impresa maiuscola portata a termine alla media di 8.20 nodi, spiega: “Certo non mi aspettavo un finale del genere. A 300 miglia dall’arrivo è scoppiato il bompresso: mi sono immediatamente concentrato sulla riparazione, determinato a lottare sino all’ultimo. Dopo tre ore avevo completato la laminazione e dopo cinque già navigavo sotto gennaker, ma ho comunque perso terreno e le performance sono risultate penalizzate. Inoltre, effettuando la riparazione mi sono intossicato con le esalazioni delle resine e ho riportato alcune ustioni alle mani, dato che sono entrate in contatto con gli agenti chimici. Resta comunque il fatto che la vela è uno sport meccanico e sono cose che possono capitare”. Va ricordato che il navigatore italiano era in testa durante la prima tappa della Mini Transat, poi annullata per le condizioni meteorologiche proibitive. Un motivo di rammarico in più per Pedote, che comunque ha realizzato una grande impresa, mai un italiano era giunto secondo alla Mini Transat.

Un esaltato Benoit Marie ha dichiarato mentre stappava lo champagne: “La Mini Transat è molto faticosa, ma anche incredibile. Freud sostiene che la felicità è un sogno di bambino portato all’età adulta. Beh, penso di essere diventato adulto”.

Classifica Prototipi alle 8.00 italiane del 2 dicembre
1. Benoit Marie (667 – Benoitmarie.com) 18g 13h 01m 05s
2. Giancarlo Pedote (747 – Prismyan) 18g 15h 56m 30s
3. Rémi Fermin (741 – Boréal) a 132.8 mn dal traguardo
4. Bertrand Delesne (754 – TeamWork Proto) + 41.7 mn
5. Bruno Garcia (240 – Sampaquita) + 56 mn

Classifica Mini di Serie alle 8.00 italiane del 2 dicembre
1. Aymeric Belloir (810 – Tout le Monde Chante Contre le Cancer) 359 mn dal traguardo
2. Justine Mettraux (824 – TeamWork) + 250 mn
3. Simon Koster (819 – Go 4 It) + 316 mn
4. Jean-Baptiste Lemaire (607 – ?uvre du Marin Breton) + 620 mn

5. Renaud Mary (535 – www.runo.fr) + 629 mn

LA CRONACA
Benoit Marie ha vinto la Mini Transat 2013 tra i Proto. Una grande rimonta ai danni di Giancarlo Pedote gli ha fatto recuperare 47 miglia in 50 ore di navigazione. Pedote, secondo sulla linea d’arrivo in Guadalupa, raccoglie il miglior risultato mai ottenuto da un italiano alla transatlantica che è quasi sempre stata appannaggio dei francesi. Giancarlo, sei un grande! Zambelli intanto è ottavo, Bona settimo tra i Serie.
2 dicembre – Benoit Marie è il vincitore della Mini Transat 2013. Lo diciamo con un po’ di amarezza, perché la vittoria del francese si è consumata ai danni del nostro Giancarlo Pedote, che a bordo del suo Prysmian si è dovuto “accontentare” della seconda posizione. Un risultato incredibile, nessun italiano aveva fatto così bene. Marie ha tagliato il traguardo a Pointe-à-Pitre (Gudalupa) alle 22 e 46 di domenica dopo 18 giorni, 13 ore, 1 minuto e 5 secondi, mentre Pedote è arrivato circa tre ore dopo (18 giorni, 15 ore, 56 minuti e 30 secondi a una velocità media di 8,20 nodi). Giancarlo è stato al comando per 15 giorni su 18 di gara: nelle ultime 50 ore di regata, Marie è riuscito a recuperare ben 47 miglia.

27 novembre – Mancano poco più di 1000 miglia all’arrivo della Mini Transat, e Giancarlo Pedote ha riconquistato la leadership dopo che il francese Benoît Marie lo aveva scavalcato momentaneamente. Ora l’italiano di Prysmian conduce con 13 miglia di vantaggio su Marie, ma la sfida è più aperta che mai. Bene anche Michele Zambelli su Fontanot, che si mantiene in decima posizione. Tra i Serie continua il dominio di Aymeric Belloir. Va forte il nostro Alberto Bona, che è risalito in settima posizione su Onlinesim.it. Ventunesimo Fornaro, trentesimo Cuciuc, trentatreesimo Iacopini.

26 novembre
 – C’è stato, purtroppo, un avvicendamento al vertice della Mini Transat 2013 tra i Proto: Benoît Marie, a bordo del suo Benoitmarie.com, è il nuovo leader. Il nostro Giancarlo Pedote, su Prysmian, scivola in seconda posizione dopo aver comandato praticamente fin dall’inizio (la regata è partita da Sada, in Galizia, 13 giorni fa). Attualmente il tracking lo da dietro a Marie di sole 8,6 miglia, per cui c’è tutto il tempo per “ristabilire i ranghi” a più di 1.200 miglia dall’arrivo in Guadalupa. Sembrava che il duello potesse avere solo loro due come protagonisti, ma Rémi Fermin, a bordo di Boreal, si è avvicinato molto ai battistrada e ora attende sornione a 60 miglia di distanza. Insomma, ci sarà da tenere il fiato sospeso fino alla fine. L’altro italiano, il romagnolo Michele Zambelli su Fontanot, si trova attualmente in una più che dignitora decima posizione. Nella categoria riservata ai Serie la situazione in vetta sembra più delineata, con Aymeric Belloir (Tout le Monde Chante Contre le Cancer) a farla da padrone con quasi 100 miglia di vantaggio su Justine Mettraux (Teamwork), la donna che fino ad ora ha fatto meglio in assoluto alla Mini Transat. Primo degli italiani Alberto Bona su Onlinesim.it, in ottava posizione, mentre Federico Fornaro (Raw News – Jolly Rouge) naviga allo scalino 22. Trentesimo Federico Cuciuc (Your Sail) e trentaduesimo Andrea Iacopini (Umpa Lumpa).


21 novembre
 – Quando mancano poco meno di 2000 miglia all’arrivo, superato il cancello ideale delle Canarie, è il momento di fare il punto della situazione. Una situazione che sembra sorridere agli italiani in gara. Ecco le classifiche sulla base dell’aggiornamento delle 12. Giancarlo Pedote, che lo scorso 18 novembre aveva scelto per primo “l’opzione Sud” e che al rilevamento delle 8h00 appariva essere sceso in terza posizione facendo temere una scelta azzardata, è ritornato subito in testa e ora naviga con 26 miglia di vantaggio sul suo inseguitore, Benoît Marie. Senza dubbio Prysmian, (ex Teamwork di David Raison, la mitica barca dalla prua tonda) è una vera bomba. Va molto forte anche il romagnolo Michele Zambelli a bordo di Fontanot: attualmente si trova in sesta posizione, a giocarsela contro Annabelle Boudinot (AGRO650.ORG), attardata di solo due miglia. Onlinesim.it di Alberto Bona, attualmente, occupa il settimo posto in classifica, poche centinaia di metri davanti a Gerinter-Audrain del francese Damien Audrain. Buona anche la prestazione di Federico Fornaro, al ventesimo posto su Raw News, mentre Andrea Iacopini (Umpa Lumpa) naviga in ventinovesima posizione. Fermo a Lanzarote per problemi tecnici Federico Cuciuc, il quale ancora non ha comunicato le sue intenzioni.

15 novembre – Giancarlo Pedote sta letteralmente dominando: il suo proto Prysmian disegnato da David Raison è davvero imbattibile alle andature portanti e questa mattina alle 8 aveva un vantaggio di 40 miglia sugli inseguitori, Marie Benoit e Nicolas Boidevezi. Il primo giorno di regata ha percorso ben 273.89 miglia a una velocità media di 11.4 nodi, il secondo giorno ne ha macinate 270.66  alla media di 11.3. Ci sono tutte le condizioni per sperare nella prima vittoria in assoluto di un italiano alla Mini Transat, ma è meglio non “gufarla” e toccare ferro. Anche perché proseguono le rotture, le avarie e i ritiri che stanno decimando la flotta.

AVARIE, ROTTURE, RITIRI
Ora la domanda è lecita: sono i Mini 6.50 che non sono stati preparati adeguatamente alle condizioni che si sarebbero trovati ad affrontare o l’organizzazione avrebbe dovuto ulteriormente ritardare la partenza (già indietro di un mese, una cosa mai successa!). Prosegue il “bollettino di guerra”, tra scali tecnici e ritiri. Gwénolé Gahinet nella notte ha rotto il bulbo, e ora è a bordo di una barca di pescatori che lo sta portando in Portogallo. Yannick Le Clech (692 Diaoulic, nella foto) ha disalberato. Ha fatto rotta verso Cascais (Portogallo); anche François Lamy (566 Guadeloupe Espace Océan) si sta dirigendo verso il porto lusitano, per riparare i problemi alla barra del timone. Diane Reid (655, One Girl ‘s Ocean Challenge) e Pip Hare (743, The Potting Shed) sono anche loro dirette a Cascais per uno scalo tecnico. Yann Le Pautremat (483 Prep Nautic Sea Echo 1% for the Planet) e Sébastien Picault (198 Kickers) hanno confermato invece i loro ritiri. Richard Hewson (816 RG65.ORG) è ripartito dopo aver ispezionato lo stato della sua chiglia a Baiona (Spagna). Nello scalo galiziano rimangono per ora fermi Clement Bouyssou (514, No War) e François Guiffant (159 Scidiam). Infine, Joel Miro Garbia (835 Lady Argo) è a Camariñas dopo la rottura dei suoi due timoni.

GLI ALTRI ITALIANI IN REGATA
Tra i proto, il romagnolo Michele Zambelli a bordo di Fontanot naviga in diciassettesima posizione, mentre tra i serie il miglior italiano è Alberto Bona, scivolato al quattordicesimo posto su Onlinesim.it. Bel recupero nella notte da parte di Andrea Iacopini che ora sul suo Umpa Lumpa si trova in ventitreesima posizione. I “due Federichi”, Cuciuc e Fornaro, sono rispettivamente agli scalini 35 e 36 su Your Sail e Raw News

14 novembre – Nella prima notte di navigazione sono arrivati i problemi. Quattro ministi che hanno fatto rotta a Baiona (Galizia) per riparare alcune avarie più o meno gravi, tre segnalazioni di rotture al timone, e un disalberamento, quello del forte Ian Lipinski, candidato alla vittoria tra i Serie. Bene gli italiani: Giancarlo Pedote è al comando tra i Proto su Prysmian (13mo Zambelli). Nei serie, buon sesto posto per Alberto Bona su Onlinesim.it

Lo si sapeva che la Mini Transat 2013 sarebbe stata dura. La partenza è avvenuta senza problemi, ma questa notte non sono tardati ad arrivare le prime rotture. Il passaggio a Capo Finisterre è filato liscio, ma la flotta ha incontrato maggiori difficoltà più a sud.

IL “BOLLETTINO DI GUERRA”
Quattro concorrenti si sono rifugiati a Baiona (Galizia), vittime di avarie più o meno gravi: Sébastien Picault (Kickers) ha subito un guasto alla barra del timone, Yann Pautremat (PrépaNautic Echo), che ha bisogno di riparare una grossa rottura allo scafo, Maxime Massa (Bongo), anch’egli con problemi al timone e Richard Hewson (RG650.com), alle prese con una chiglia poco affidabile. Altri tre concorrenti, Erwan Peller (Mordilou), François Guiffant (Scidiam) e Clemente Bouyssou (No War) hanno segnalato alle barche d’appoggio problemi alla pala del timone, mentre Ian Lipinski (Pas de Futur sans Numérique), uno dei favoriti nella categoria riservata agli scafi di serie, ha disalberato. E’ riuscito ad avvisare il Comitato di Regata utilizzando come intermediario Eric Cochet (Abers & Co) che ha fatto da tramite tra Lipinski e una barca d’appoggio.

PEDOTE DOMINA NEI PROTO, BONA SESTO TRA I SERIE
Lo aveva detto che non si sarebbe demoralizzato, dopo la vittoria di tappa “rubata” a poche miglia da Sada: Giancarlo Pedote è di nuovo in testa a bordo di Prysmian. Bene anche Michele Zambelli, tredicesimo su Fontanot. Tra i serie, da segnalare l’ottimo sesto posto di Alberto Bona su Onlinesim.it. Gli altri italiani in gara: 27° Andrea Jacopini (Umpa Lumpa); 37° Federico Fornaro (Raw News / Jolly Rouge); 41° Federico Cuciuc (Your Sails).

12 novembre – Sarebbe dovuta partire lo scorso 13 ottobre, e invece l’edizione 2013 della Mini Transat si è rivelata una delle più “sfigate” di sembre. Gli 84 ministi sono rimasti fermi per 16 giorni a Douarnenez in attesa di condizioni meteo accessibili, poi una volta partiti si sono visti annullare la tappa e hanno fatto rotta chi verso Sada (vicino a La Coruna, in Galizia) chi verso Gijon. E sulle coste spagnole, tutti in attesa. Ancora un piccolo rinvio, giusto perché se ne sentiva la mancanza, e l’edizione 2013 della Mini Transat potrà partire: il colpo di cannone è previsto per domattina alle 9. Lo start sarebbe dovuto avvenire questo pomeriggio alle 17.30 ma il meteorologo della Mini sostiene che la flotta sarebbe andata incontro a vento con raffiche fino a 40 nodi presso Capo Finisterre. Inoltre, questa notte è previsto il passaggio di un fronte con pioggia e bassissima visibilità. Un bel problema in un tratto di mare assai trafficato, dove le barche da pesca senza segnalatore AIS spuntano come funghi. Sarà una sfida davvero dura, perché il Comitato di Regata ha deciso di eliminare lo scalo a Lanzarote in favore di una rotta non-stop verso Pointe-à-Pitre, in Guadalupa: 3.600 miglia (circa 25-30 giorni di regata).

LA PREPARAZIONE
Una volta giunti a Sada, per i ministi hanno iniziato una corsa contro il tempo per riorganizzare la logistica in virtù della tappa unica: sono tante le cose a cui pensare, dalla revisione delle quantità di cibo e acqua da imbarcare all’update delle carte nautiche e allo studio della nuova situazione sfruttando GRIB files più freschi. I campi di vento saranno utili soprattutto per i primi giorni di regata (che si annunciano belli tosti), poi i regatanti dovranno affidarsi ai dispacci diramati via SSB dall’organizzazione.

IL RITIRO DI DAVIDE LUSSO
Ieri mattina Davide Lusso, a bordo di Mastep, ha annunciato il suo ritiro dalla Mini Transat: “Lo scafo continua a fare 30 litri d’acqua al giorno dopo il crash con federico, ho strappato il fiocco in un groppo sabato mattina davanti a capo Ortegal e in 24 ore non era possibile riparare tutto e preparare una regata di 3700 miglia ? Quindi ieri mattina ho messo la prua su Gijon dove sono arrivato nella notte”.

GLI ITALIANI IN REGATA
Degli 84 partenti, per la prima volta più del 30% non è francese. Ci sono 14 nazioni rappresentate e la flotta italiana è la più numerosa tra le “straniere”, con 2 concorrenti nella categoria dei Proto e 5 dei Serie. Una sola volta, nel 1979, la vittoria non è andata a un navigatore transalpino, ma allo statunitense Norton Smith. Un dominio che, così dicono in Francia, quest’anno potrebbe essere interrotto nuovamente. Tra i favoriti (lui stesso non rifiuta di essere indicato così) c’è l’italiano Giancarlo Pedote con Prysmian-747 (vincitore della tappa annullata), il prototipo che ha vinto due anni fa portato dal suo progettista, David Raison. Sempre tra i Proto, c’è Michele Zambelli, 23 anni (uno dei più giovani dell’intera flotta), con una delle barche più vecchie (varata nel 2001). Tra i Serie regatano Alberto Bona, Federico Cuciuc, Federico Fornaro, Andrea Iacopini. Davide Lusso invece ha annunciato il suo ritiro.

MINI 6.50, UNA PICCOLA GRANDE BARCA
Ideata dall’inglese Bob Salmon nel 1977, proprio per contrastare il gigantismo (barche sempre più grandi e costose) che iniziava a caratterizzare le regate oceaniche del tempo, la Mini Transat è una delle transatlantiche in solitario più estreme, perché i concorrenti devono affrontarla su “scafetti” lunghi appena 6,50 metri; le barche della classe Mini 6.50. Imbarcazioni piccole, ma, soprattutto nella categoria dei prototipi (l’altra è quella degli scafi di serie), tecnologicamente sorprendenti, tanto che sembrano degli IMOCA 60 (le barche di 18,28 metri di lunghezza adoperati nel Vendée Globe, il giro del mondo in solitario no-stop) in scala ridotta. Anzi, molte delle soluzioni adottate oggi dalle barche più grandi sono state inventate e sperimentate proprio sui Mini 6.50. L’esempio più eclatante è quello del 1991, quando un giovane Michel Desjoyeaux (che allora aveva 26 anni e qualche anno dopo vincerà due regate attorno al mondo in solitario) si presentò al via con un vecchio prototipo, ma largamente modificato e provvisto di tanta “roba strana” per l’epoca: dal bompresso orientabile allo spinnaker asimmetrico, dall’albero in carbonio alla chiglia basculante.

4000 MIGLIA IN DUE TAPPE
La Mini Transat parte il 13 ottobre da Douarnenez (sulla costa atlantica francese) e riporta i concorrenti sul percorso storico dopo che per qualche edizione si è conclusa in Brasile (a Salvador de Bahia), con l’attraversamento dell’Equatore. La rotta torna a essere quindi quella atlantica da est verso ovest, sempre divisa in due tappe. La prima frazione si concluderà a Puerto Calero, sull’isola di Lanzarote (Canarie), dopo 1200 miglia di navigazione; due settimane circa di sosta e i “ministi” ripartiranno il 9 novembre alla volta di Pointe-à-Pitre, in Guadalupa dove, dopo 2800 miglia di Atlantico, li attende il traguardo.

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