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Mentre sta per partire l’edizione 2013 della ARC (Atlantic Rally for Cruisers), il 24 novembre da Las Palmas, alle Canarie, ripercorriamo l’avventura a bordo di Marea, uno splendido Sparkman & Stephens del 1977 in legno, che ha partecipato all’edizione dello scorso anno. Un racconto che illustra alla perfezione  i contrasti e le emozioni che una navigazione di 2800 miglia comporta inevitabilmente, rendendo il viaggio un’esperienza indimenticabile. E che trovate in versione integrale nella nostra edicola digitale per iPhone, iPad, iPod touch e per tutti gli smartphone e i tablet Android

Giorno -1. Sabato 24 Novembre 2012 Ore 9:03
Ho fatto sogni strani, né belli né brutti, semplicemente sconclusionati. Tra questi rammento lucidamente quello di poter dormire in una cuccetta più grande; purtroppo un desiderio che so di non poter realizzare, almeno non nelle prossime tre settimane. Dopo un buon caffè appena sgorgato dalla moka e le presentazioni con il resto dell’equipaggio ancora a me sconosciuto, mi accorgo, mettendo il naso fuori dal tambugio, che intorno a noi c’è già gran movimento. Come fossero copiosi alveari, le imbarcazioni ormeggiate sul nostro stesso pontile si riempiono di miele fino a strabordarne. I marinai sembrano api operaie che meticolosamente compiono il proprio dovere imbarcando e stivando nei gavoni la cambusa necessaria per il viaggio.
Tutto avviene in ordinato e metodico silenzio. Si percepisce solo il rumore delle drizze che mosse dal vento sbattono insistentemente sugli alberi di acciaio e carbonio.
Sono io l’unica persona a rimanere immobile, costretto ad ascoltare un corso accelerato di navigazione d’altura e di sicurezza a bordo. Arrivo per ultimo sul Marea e ora devo adoperarmi rapidamente per poter prendere il ritmo al più presto ed unirmi al silenzioso coro. Mi raccomando, non puoi sbagliare; ogni volta che utilizzi il salvagente, ricordati di armare il dispositivo GPS… poi quando lo togli, disarmalo in questo modo? Se ti muovi sul ponte di notte, il moschettone va agganciato sempre sulla life line… In caso di utilizzo della zattera di salvataggio è fondamentale buttarsi in acqua e non salirci sopra direttamente dalla barca… Per fortuna la mia memoria è ancora fresca di insegnamenti. Tutto quello che ho studiato pochi mesi prima sulla sicurezza a bordo per l’esame della patente nautica ritorna a galla senza troppe complicazioni. Guardo l’orizzonte e rifletto su cosa aspettarmi da questa esperienza. Mi ritengo pronto, mi sento contento.

Giorno 1. Domenica 25 Novembre 2012
Ore 11:31. L’uscita dal porto è emozionante, centinaia di persone si sono radunate su moli e pontili per assistere al grande evento. La banda suona per noi un’allegra marcia trionfale. (…) Qualcuno mette a tutto volume la Cavalcata della Valchirie scavalcando ogni altro rumore del porto. Siamo già degli eroi ancora prima di poter provare a diventarlo; partiamo come se stessimo tornando vittoriosi da una guerra. Tutti ci acclamano. Mi guardo intorno estasiato e mi sento vivo.

Giorno 2. Lunedì26 Novembre 2012

Ore 12:11. Arturo, marinaio napoletano con 32 anni di esperienza in marina militare sulle spalle, apre il tambugio ed ordina a tutti con tono categorico di salire in coperta. Nessuno batte ciglio e come soldati ci lanciamo in pochi secondi sul ponte, pronti per ricevere istruzioni. Il mare è cresciuto notevolmente e il vento spira con raffiche di 45 nodi. è un panorama impressionante. Onde di cinque/sei metri ci impediscono di procedere e di mantenere la rotta prevista. L’aria è nebulizzata e tutto il mare si presenta come fosse un campo ricoperto di neve. Il rumore causato dal vento è frastornante a tal punto da impedirci di sentire i nostri stessi pensieri. è l’istinto a dominare le nostre menti, a controllare i nostri movimenti.

 

La versione integrale di Marea, Il diario di bordo”, la potete trovare scaricandola nella nostra app per iPad, iPhone e iPod Touch e anche per tutti gli smartphone e tablet che utilizzano il sistema operativo Android

 

 

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