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Donald Crowhurst: il Sognatore del mare

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Anno 1968, il giornale inglese Sunday Times lancia la prima regata intorno al mondo in solitario senza scalo. Alla partenza si presenta in cravatta un inglese sconosciuto. è impreparato, ma pronto a tutto per soddisfare il suo spirito di avventura e salvare la propria famiglia dalla bancarotta. Ripercorriamo la drammatica vita di un uomo che al mare ha dato tutto.

Ci sono molte somiglianze tra portare una piccola barca e vivere. Parti del tutto impreparato, hai davanti un lungo viaggio che pensi non finirà mai. Conosci una serie di trionfi e di sconfitte. E d’un tratto ti rendi conto che quel che è fatto è fatto. Gli errori che hai commesso sono incancellabili”. E di errori, nella vita di Donald Crowhurst, ne vengono commessi tanti. è il 1968, l’anno precedente Francis Chichester ha circumnavigato il mondo in solitario e in Inghilterra scoppia la febbre dell’oceano. Il quotidiano Sunday Times lancia la sfida: il più veloce uomo a compiere il giro del globo senza scalo e senza assistenza vincerà un premio di 5000 sterline. Qualunque velista interessato deve partire con un proprio mezzo da un qualunque porto inglese entro il 31 ottobre 1968. Nove uomini accettano la sfida. Tra loro anche uno sconosciuto tecnico elettronico, Donald Crowhurst, appunto.

Un sognatore senza esperienza
Nato nelle Indie Britanniche nel 1932, Crowhurst trascorre in Asia un’infanzia solitaria. Quando con la famiglia si trasferisce in Inghilterra, perde presto il padre e inizia a lavorare come tecnico elettronico, fondando una propria azienda, ma barcamenandosi sempre tra diversi problemi finanziari. Velista dilettante, cerca di brevettare anche numerosi strumenti elettronici per la nautica, senza successo. L’impresa di Chichester colpisce la sua immaginazione e il premio in denaro proposto dal Sunday Times fa il resto: Crowhurst vuole partecipare alla Golden Globe Race. Il primo problema, non indifferente, consiste nel trovare una barca e per due mesi tenta con ostinazione di ottenere l’utilizzo del Gypsy Moth IV, il sedici metri di Chichester, che lo stesso baronetto inglese aveva indicato come “la barca peggiore con la quale navigare da soli”. Fallito questo tentativo, incredibilmente Crowhurst trova un vero e proprio sponsor per costruire una sua barca. è Stanley Best, costruttore di camper, completamente digiuno di nautica. “Mia moglie dice che dovevo essere impazzito. L’ho fatto, immagino, per il fascino di quell’idea, per la pubblicità e l’eccitamento e per la capacità di persuasione di Donald. A conti fatti, gira che ti rigira, bisogna proprio dire che era un uomo straordinario, e convincente quant’altri mai”, afferma Best anni dopo.

TROVI L’ARTICOLO COMPLETO SUL NOSTRO NUMERO DI OTTOBRE DEL GIORNALE DELLA VELA.

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