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“Il futuro è qui, siamo in grado di vederlo?” Vittorio d’Albertas racconta la Foiling Week

Oltre 180 barche tra quelle in regata e quelle presenti alla Foiling Week per le prove in mare o uscite didattica, ma anche i grandi campioni, il mondo dei cantieri e dei visionari autocostruttori. Un mondo variegato raccontato dagli occhi del super velaio Vittorio d'Albertas della Quantum

Un RS Aero, barca nata anche per la scuola vela, trasformato per volare sui foil

Arrivare alla Fraglia Vela Malcesine dà sempre la sensazione di essere in un posto dove accade qualcosa. Questa volta la sensazione è ancora più intensa, perché parcheggio e piazzale sono pieni zeppi di barche a foil di tutti i tipi. Un Finnetto resiste, stoico, all’invasione, ma è circondato. Parto dal piccolo Waszp (per chi non lo conoscesse, un piccolo Moth monotipo, meno fragile e più adatto ai giovani e leggeri) che celebra i Waszp Games 2018. Le barche in acqua sono 63, ben 22 velisti sono “millennials”, nati dal 2000 in poi (NE PARLIAMO ANCHE QUI)! Ci sono anche 4 ragazze.

Margherita Porro in volo sul suo Waszp

Il format dell’evento prevede una serie di dodici regate “normali”, che vale come Campionato Europeo, uno slalom in poppa ad eliminazione con Round Robin, delle regate a inseguimento con classifica capovolta, più i cosiddetti “demoni della velocità”, che premia chi fa registrare la massima velocità GPS, e chi riesce a mantenerla per un certo tempo. Basta questo, credo, per capire che c’è qualcosa di diverso rispetto al solito. A quante regate avete partecipato fatte così? A rappresentare il cantiere dei Waszp, McConaghy Boats, lo stesso dei Moth Mach, c’è Andrew McDougall, che è ancora lì a tarda sera che ripara pezzi. Fa facce strane e una specie di balletto, che ti fa subito capire perché il foiling non è solo volare sull’acqua, è uno stile di vita, che lui rappresenta pienamente.

Sono in giro con Domenico “Mimmo” Boffi e Luca Rizzotti, che hanno creato dal nulla la Foiling Week, che ormai si deve chiamare “Garda”, per distinguerla da quella di Sydney e quella di Miami. Bisognava crederci, e tanto, ma hanno fatto qualcosa di grande, contribuendo alla storia del foiling mondiale. Con una squadra fuori dagli schemi, come una barca a foil è fuori dall’acqua. Ad esempio, come presentatore dei forum c’è Christophe Julliand, un giornalista decisamente anticonvenzionale, come fotografa, da sempre, Martina Orsini, certamente uno degli obiettivi più sensibili per le foto ad alte velocità.

La Foiling Week nasce come riunione tecnica in tema foil, dove tutti portano le proprie ultime trovate in tema di foil, se ne discute in forum di altissimo livello e si fa qualche prova in acqua. L’aspetto regata era residuale. Beh, fatto sta che i Moth, ad esempio, sono 79, e faranno una super regata. Sono dei violini, Stradivari, Guarneri. Sul piazzale incontriamo due che in barca in generale, e in Moth in particolare, ci sanno andare abbastanza, Paul Goodison (ora American Magic per l’America’s Cup 2021) e Francesco “Checco” Bruni (Luna Rossa) con il figlio. Rispettivamente primo e secondo all’ultimo Mondiale. A che ora domani il segnale? Ah OK.

C’è il produttore inglese degli Exocet, i Moth di Maguire Boats, che hanno stradominato l’ultimo Mondiale. Produce due barche al mese, non di più, non vuole. Se ne vuoi una presto, la prendi usata al prezzo del nuovo maggiorato del 50%, molti “comprano” lo slot di produzione per poi rivendere la barca, novella bitcoin dei bei tempi!

Mi fanno vedere le varie versioni del “deck sweeper”, una sorta di prolunga della vela in basso per chiudere lo spazio con la coperta, argomento di cui parlo spesso con Pietro nei vari video (Pietro Pinucci, disegnatore per Quantum Sails Italia – ndr), e si vede come ancora tutto sia in costante sviluppo, c’è chi ha fatto una copertura di tela casalinga e chi si è lanciato in un foglio di carbonio. Infatti c’è il mondo delle barche autocostruite, con laminazioni magari incerte ma un mucchio di idee. Loro alla Foiling Week ci sono sempre state, ora sono numericamente soverchiate dalle barche di serie, ma pur sempre valorizzate, perché sono la linfa della manifestazione. Ci sono molti italiani peraltro, tra gli autocostruttori, e fanno cose splendide.

E poi i catamarani. Parecchi Classe A a foil, ormai una certezza consolidata. Il Flying Phantom, che ricordo come qualcosa di fantascientifico pochi anni fa, ora mi pare “normale”. Mi portano a conoscere Jean-Pierre Dick, quattro Vendée Globe alle spalle, l’ultima con i Dalì (fatti a baffo) foil. Quando ha smesso di concentrarsi esclusivamente su quella regata ha progettato l’Easy to fly, un catamarano a foil completamente in carbonio che pesa 350 chili, che è facile immaginare in un circuito dedicato di parecchie barche, potendo essere usato davvero da tutti, con un costo inferiore a quello di un 40 piedi.

Il catamarano Easy to Fly ideato da Jean Pierre Dick

Tre o quattro persone a bordo, regolazioni molto semplici, smontabile e caricabile su un container da 40 piedi, oppure carrellabile. Fa facilmente 15 nodi in bolina, 25-30 in poppa, vola dagli 8 nodi in su. Randa quadrata, fiocco e code zero grande. Ma ci sali e sta in piedi, non devi essere un equilibrista, puoi essere un timoniere “normale” con poco tempo per allenarti!

Insomma, non si può non vedere che qualcosa sta cambiando nella vela. Non è un mondo a parte, è una calamita selettiva che sta richiamando la parte migliore del mondo velico, progettisti, velisti, sognatori, giovani. Se volete vedere quello che sarà parte del futuro della vela, andate sul Garda, e tenete presente che il futuro è già qui, forse a volte non sappiamo vederlo.

Vittorio d’Albertas

CHI E’ VITTORIO D’ALBERTAS

Presidente di Quantum Sails Italia, ma soprattutto velista, pluricampione italiano nella classe dinghy, nonché attivissimo nel mondo dell’altura e dei monotipi. Ha inaugurato sulla sua pagina facebook una serie di video didattici sul variegato mondo della vela affrontando i temi più disparati, dalla tecnica di regata alla conduzione.

www.quantumsails.it

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