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“Non ha senso fermarsi ora”. La moglie di uno dei velisti dispersi cerca altre strade per trovarli INTERVISTA

Mentre si è fermata la ricerca ufficiale di Aldo e Antonio, i due velisti dispersi, Rosa non si arrende e prova vie alternative per trovarli

Mentre Italia e Portogallo hanno concluso le ricerche ufficiali di Aldo Revello e Antonio Voinea, i due velisti dispersi nell’oceano Atlantico dal 2 maggio scorso, Rosa Cilano – compagna di Aldo – non si arrende e insiste nel suo appello affinché si riprenda a cercare i due ragazzi.

Mentre la situazione è bloccata, Rosa ci ha spiegato di come sta provando a percorrere vie alternative, rivolgendosi a società private che siano in grado di condurre operazioni che portino ad individuare Aldo e Antonio. Intanto su Facebook è partita una raccolta fondi (CLICCA QUI per vedere la pagina) per riuscire a finanziare queste operazioni di ricerca privata, come ad esempio l’uso di satelliti, che in mezza giornata ha raccolto oltre 5000 euro con l’obiettivo fissato a 100.000 euro. 

“Al momento non sto avendo nessun riscontro da parte dello Stato – ci ha raccontato Rosa al telefono – e sono ben consapevole che è già stato fatto tanto, ma in questo momento non ci sono i presupposti per interrompere le ricerche. Alla luce dei dati che abbiamo è molto probabile che i ragazzi siano riusciti a tirar fuori la zattera e a salire a bordo.”

Inizialmente le ricerche erano state avviate da una nave portoghese che dopo appena tre giorni aveva completato il protocollo ed era rientrata alla base. Dopo alcune pressioni e la mobilitazione sul web e non solo di migliaia di persone le operazioni erano state riprese e ad una nave portoghese si era affiancata anche la fregata Alpino della Marina Militare italiana, che aveva deviato dalla sua missione per 48 ore, tra il 7 e l’8 maggio (CLICCA QUI). Dopo il ritorno di Alpino sulla sua rotta, l’11 maggio anche la nave portoghese ha abbandonato la zona delle ricerche.

Io non voglio accusare né mettermi contro nessuno – ha specificato Rosa – perché sono consapevole che qualcosa è stato fatto, ma allo stato attuale delle cose niente ci fa pensare che essi non abbiano avuto il tempo di aprire la zattera. Ci servirebbe ancora aiuto per cercare i ragazzi e io continuo ad aspettarlo.”

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