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La VELACup è per tutti: il racconto “on board” di un vero appassionato. FOTO

Inizia con un approccio molto professionale l’imbarco a bordo del Cheyenne, il Rodman 42”, di Tommaso Oriani; barca che, come dice scherzando il mio collega Eugenio Ruocco, “quando vince è la barca della rivista (Il Giornale della Vela ndr) e quando perde nessuno sa di chi sia”.

L’equipaggio è molto vario alcuni professionisti del mare e della vela, altri che erano al loro primo bordo. Ma si sa i professionisti non ti perdonano nulla….

Il primo ad essere cazziato dal prodiere Serginho Munafò sono stato proprio io che pensavo di essere salito abbordo per fare il fotografo e mi ritrovo a fare il tailer (e col fiocco me la cavo abbastanza bene) ma con lo spi che non uso da almeno dieci anni (dai tempi dell’asso 99) e per giunta a campana con le doppie scotte che non avevo mai usato, ho combinato casini incredibili.

CHIEDO VENIA !!!

Comunque, partenza con un’arietta leggera che basta a farci partire bene, quasi primi per poi abbandonarci sul più bello.

Ottime le scelte tattiche di Herman (Ermanno) il timoniere e di Giango (ma perché in barca tutti hanno un soprannome? Io ad esempio che mi chiamo Adriano spero mi chiamino ADRI, perché altrimenti sarebbe imbarazzante…..) che optano per un bordo a terra verso Paraggi per poi uscire  e ritrovarci tra i primi.

Prima boa settimi assoluti dietro i maxi poi grande coup de courage di Herman che tira un lasco strettissimo (tutti fuori bordo quasi al trapezio) e alla boa d’arrivo ci ritroviamo quarti o quinti assoluti e primi di classe.

Beh, tempo per le foto pochissimo ma divertimento assicurato. Bellissimo l’incrocio con la star del neo-velista dell’anno Dario Noseda che in bolina ci sfila via a prua….un grande!!!!!

Tanta vela quindi, la festa è arrivata dopo con tutto l’equipaggio con le gambe sotto al tavolo…..

anche questa è vela…..festival

buon vento a tutti

testo e foto di Adriano Gatta

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