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Cosa naviga per 12 mesi senza equipaggio? Un drone a vela!

Una "barca" senza equipaggio, senza benzina e in grado di affrontare ogni condizione? Esiste ed è un drone a vela che monitora gli oceani e l'ambiente marino

Saildrone in navigazione

Dimenticate tutto quello che sapete sui droni “volanti” e immaginate un trimarano lungo 6 metri e alto 5 metri dal bulbo alla testa d’albero, di un rosso che ricorda molto quello della prua di Oracle – il progetto è americano – e in grado di navigare autonomamente in ogni condizione meteo marina, senza skipper o equipaggio. Questo è il drone che ha sviluppato il team di SailDrone, che da oltre 10 anni sperimenta barche a vela senza pilota.

Il drone a vela che sorveglia di oceani

Il “trimarano” costruito dal team americano ha un autonomia che può variare dai 6 ai 12 mesi. In questi lunghissimi periodi manda costantemente ed in tempo reale campionamenti e dati attraverso i vari computer che sono installati a bordo. Vento e sole sono gli unici “carburanti” di cui SailDrone ha bisogno: il primo è la propulsione che gli permette di muoversi in tutti i mari del mondo mentre il secondo, attraverso un pannello solare, alimenta tutta l’elettronica. Le informazioni raccolte negli oceani come la salinità, la temperatura ed il vento vengono comunicate ai ricercatori, che lo comandano in remoto da terra, proprio grazie all’energia solare che alimenta i computer di bordo.

Per effettuare i campionamenti e monitorare l’ambiente marino il drone a vela rappresenta una svolta importantissima perché in questo modo non si ricorre più a grandi navi, con costi intorno decine di migliaia di dollari al giorno, dipendenti dalle condizioni marine ed impossibilitate a navigare nelle zone con poco fondale. Saildrone, che pesca appena 3 metri, riesce raccogliere informazioni sull’acqua in superficie e non solo: grazie all’ecoscandaglio installato a bordo (che vale 113 dei 270 kg totali e funziona da bulbo) gli studiosi valutano l’abbondanza di pesci in una determinata area. La resistenza a tutti i tipi di mare e vento unita alla capacità di mandare i dati in tempo reale sta consentendo l’esplorazione e la sorveglianza di aree che da decenni non avevano nessun “occhio vigile” sopra.

Giuseppe Boniventi

 

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