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Bentornati romantici! Quanti “paisà” intorno al mondo. A modo loro!

I velisti italiani riscoprono il gusto dell’impresa, quello che hanno dimenticato i francesi. Intorno al mondo con qualsiasi barca, per mettersi alla prova

Saranno i 50 anni dall’impresa di Bernard Moitissier, sarà che in fondo, scusate il luogo comune, siamo sempre stati un popolo di navigatori, sarà che le sfide quasi impossibili sono sempre state nel nostro DNA, ma cosa sta passando per la testa agli italiani negli ultimi tempi?

PAISA’ INTORNO AL MONDO IN CERCA D’AVVENTURA
Dario Noseda ha attraversato l’Atlantico con una minuscola Star, Francesco Cappelletti parteciperà al Golden Globe Record, il giro del mondo “vintage” con il sestante, Patrick Phelipon (francese di nascita, italianissimo di fatto, è un romagnolo acquisito) e Andrea Fanfani seguiranno la loro personale “Lunga Rotta” proprio sulla scia del grande Bernard, e il bulgaro Ivan Dimov (residente a Barberino Val d’Elsa, nella campagna fiorentina) farà un giro del mondo con un Mini 650 modificato senza randa, un progetto dell’italiano Daniele Vitali con Marco Pizzoglio. A proposito, molti di loro potrete incontrarli al VELAFestival, domenica 6 maggio, a partire dalle 14.30, nel grande “tributo” che stiamo preparando per l’impresa di Dario.

… E DI LIBERTA’
Insomma per farla breve, forse non saremo vincenti nelle regate (diciamolo, negli ultimi anni in Oceano al massimo abbiamo raggiunto un “eravamo primi”), però sogniamo forte e soprattutto questi sogni sappiamo come inseguirli. Basti pensare anche ai tantissimi crocieristi italiani in giro per il mondo (uno dei nostri “testimonial” è Umberto Marzotto, che alla gigantesca azienda di famiglia di casa ha preferito un doppio giro del mondo in barca). Non lo immaginavamo, ma sono molti di più di quanto sospettassimo. Persone che mollano tutto, si comprano la barca della vita e partono a zonzo per crociere lunghe intorno al mondo: come la famiglia Portesan, i novaresi che ora girano il Mediterraneo in barca.

I VERI FRANCESI SONO GLI ITALIANI
Un processo apparentemente inverso a quello dei cugini francesi che una volta erano i maestri dell’impresa per l’impresa, i pionieri dei sognatori romantici, ma adesso sono tutti “foiling e canting keel”, indiscutibilmente i più forti in campo agonistico in Oceano ma lontani dallo spirito di navigazione che avevano 40 o 50 anni fa. Certamente tutti ammiriamo i Gabart e i Le Cleac’h, ma lo spirito del nostro Dario Noseda, per non parlare dei Cappelletti e Phelipon, va rispettato profondamente e soprattutto ammirato: provateci voi a fare quello che stanno facendo loro, a sognare fortissimo, a riscoprire la primordiale sfida tra l’uomo e gli elementi.

IL RITORNO IN AUGE DELL’IMPRESA “ALL’ITALIANA”
L’impresa “all’italiana”, quella fatta con gli amici che ti aiutano e con una buona e sana dose di follia, è tornata prepotentemente di moda e fa indiscutibilmente bene alla vela italiana. Certo, l’Italia è anche “vittorie e Coppa America” e di questo ne gioiamo, ma dopo tutto non abbiamo affatto dimenticato cosa siamo sempre stati: un popolo di navigatori e di inguaribili sognatori.

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