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Un romantico alla Mini Transat? Andrea Pawlotzki ci prova senza soldi e sponsor

Alla Mini Transat, la traversata in atlantico su "scatole" di soli 6.50 m, senza sponsor dietro a sostenerti: una vera impresa, quella di Andrea Pawlotzki. Ci riuscirà?

pawlotzkiLa Mini Transat 2019 sta attirando moltissimi atleti italiani, che si stanno dedicando ai loro progetti con grande entusiasmo, investendo tempo e risorse per arrivare al top sulla linea di partenza. Un pathos tale che abbiamo chiamato il fenomeno “mini mania” (CLICCA QUI).

La “mini mania” ha contagiato anche Andrea Pawlotzki, velista italo svizzero, che a corto di danari e di tempo, sogna lo stesso di solcare i mari su cui sono passati i grandi navigatori solitari, per respirare la stessa aria e vivere quelle emozioni che per ora ha conosciuto soltanto nei libri. Nel mondo delle performance e delle sponsorizzazioni questa è una storia che ha un sapore d’altri tempi, un po’ romantica.

Una storia che racconta come al richiamo del mare e della course au large sia difficile resistere, nonostante le difficoltà del percorso, che a volte può sembrare impossibile. A spingere Andrea a mettersi in gioco e a lanciarsi nella preparazione della Mini Transat è bastata la passione e la voglia di riuscirci. Non l’hanno fermato né la distanza dal mare – abita in Svizzera – né il budget molto limitato a disposizione.


Partecipare alla Mini Transat con un progetto low cost? Per Pawlotzki si può fare

Il progetto è a tutti gli effetti low cost e questo lo si può capire vedendo Safiri, un Mini Ginto 6.50 con parecchi anni e miglia alle spalle. Niente a che fare quindi con prototipi scintillanti o vele d’ultima generazione. Come in ogni storia romantica che si rispetti, durante il suo primo anno da minista, Andrea ha dovuto affrontare problemi e disavventure di ogni tipo, come – giusto per citarne una – aver quasi perso il bompresso in navigazione.

Inconvenienti legati in parte alla conoscenza limitata conoscenza del Mini e in parte dovuti alle condizioni in cui si trovava Safiri, da cui però il velista italo svizzero sta venendo fuori. Nella sua prima stagione ha preso parte alla Fastnet Race e ha messo molte miglia dietro la poppa, necessarie a qualificarsi per la Mini Transat. Andrea è la dimostrazione vivente che la passione e la voglia di inseguire e realizzare un sogno nel cassetto sono l’unico “sponsor” di cui abbiamo bisogno davvero.

Tra tutte le variabili e difficoltà che ci saranno sul cammino, Andrea cercherà di sfruttare al 101% i periodi che passerà in mare e in cantiere per farsi trovare più preparato possibile alla sua seconda stagione in Mini, sperando di vederlo partire nel 2019 alla Mini Transat.

Giuseppe Boniventi

QUI PUOI SEGUIRE L’AVVENTURA DI ANDREA PAWLOTZKI

Foto tratte da www.pressmare.it

 

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2 Comments on Un romantico alla Mini Transat? Andrea Pawlotzki ci prova senza soldi e sponsor

  1. Grande Andrea, buon vento!

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