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Otto consigli per navigare più comodi, felici e in sicurezza

Dai nostri archivi, abbiamo selezionato otto consigli per stare in barca ancora più comodi e navigare meglio e in sicurezza

Meglio pensare in anticipo per non ritrovarvi di fretta quest’estate. Dai nostri archivi, abbiamo selezionato otto consigli per avere la barca ancora più “in bolla” e navigare comodi e in sicurezza.

1. L’elenco dei lavori effettuati
Compilate con costanza un file in cui inserite tutti i lavori effettuati sulla barca con la descrizione dell’intervento e la data di effettuazione. Ha una doppia funzione: la prima è di avere traccia di tutti i lavori fatti a bordo e la seconda è, nel caso di vendita, la dimostrazione all’acquirente della cura con cui è stata tenuta l’imbarcazione e la qualità degli interventi migliorativi svolti. Un arma in più anche per spuntare il miglior prezzo nella trattativa.

2. Il winch elettrico
Il concetto è che dovete considerare sempre che va valutata la forza dell’equipaggio base in relazione agli sforzi che si devono fare. Lo sforzo maggiore è quello relativo all’issata della randa e alle manovre sotto vela. Quindi, regalatevi il lusso di avere un winch elettrico. Vi serve per prima cosa per issare la randa ma anche nel caso per cazzare le scotte del genoa con vento forte, salire in testa d’albero con una sola persona in coperta, ad esempio. Ne basta uno solo di winch elettrico e vi consigliamo, ovviamente, di scegliere quello che serve all’issata della randa. Poi, sta a voi, con un po’ di ingegno e pratica predisporre degli adeguati rinvii per usarla per cazzare le scotte del fiocco. Il winch elettrico può essere anche di grande aiuto nel caso si blocchi il salpancore e siate costretti ad issare l’ancora “a mano”.

3. La trinchetta con il frullino
Se siete degli appassionati della trinchetta, la piccola vela da posizionare tra il fiocco e la randa, il metodo più semplice è quello di dotare la trinchetta di un frullino da gennaker o Code 0 a cima continua. Facilissimo da srotolare e arrotolare quando non lo si usa, mantenendolo armato, senza doverlo riporre.

4. Gennaker o Code 0, sacco a prua
Le vele da andature portanti facili da usare come i gennaker e i Code 0 hanno un punto debole: non sono dotati di protezione anti raggi UV e quindi se si lasciano issati, ovviamente arrotolati con il frullone, si rovina il tessuto. Per non fare la fatica di dover spostare il sacco della vela, facendo una grande fatica, per riporlo nel gavone che quasi sempre è a poppa, mettete il sacco a prua. Basta trovare il posto giusto, ad esempio ben attaccato lateralmente alle draglie a circa un metro o due dal punto di mura. Quando avete finito di usare la vela la riponete nel sacco e la lasciate li, pronta ad essere usata, protetta dai raggi UV.

5. La posizione dell’ancora ovvero l’uso del grippiale
Molto consigliato in caso di ancoraggio in baie affollate o se dovete passare la notte in rada, l’uso del grippiale ovvero la boetta di segnalazione della posizione della vostra ancora, è un’accessorio che molti dimenticano di usare. In primo luogo fa si che chi arriva dopo di voi non butti la sua ancora sopra la vostra con conseguente così che non la piazzino sopra la vostra. In secondo luogo, in caso di incaglio sarà più facile recuperarla. Trovate un posto al grippiale nella zona dove è stivata la catena dell’ancora. Dovrete avere una cima o fettuccia sui 25 metri con un moschettone o sistema comodo di gancio/sgancio che deve essere attaccato al fusto dell’ancora.

6. Una fettuccia da 50 metri da tenere a poppa
Facilita la vita in emergenza, in rada, all’ormeggio in porto, riducendo enormemente la fatica. Cosa meglio di una fettuccia in poliestere (carico 4.000 kg) arrotolata su di un tamburo che viene fissato al pulpito di poppa? Così se dovete in ordine sparso: attaccarvi al volo in un ancoraggio con cime a terra, entrare in banchina di poppa in una condizione in cui dovete dare al volo una cima a terra, disincagliare l’ancora, lanciare al volo una cima se qualcuno è caduto in mare o semplicemente fa il bagno mentre navigate a vela. Pensate, così non dovrete ogni volta tirare fuori dal gavone una pesante cima, magari attorcigliata.

7. Non c’è sistema che tenga, meglio l’antivegetativa
Sul mercato ci sono tante alternative all’uso dell’antivegetativa come ad esempio l’impianto ad ultrasuoni che va tenuto sempre attaccato all’energia elettrica quando si è fermi in banchina. Ma all’atto pratico questo sistema funziona bene impedendo il formarsi delle alghe primarie e microalghe ma non per il resto. Quindi meglio la vecchia cara antivegetativa scegliendo quella autolevigante che rilascia lentamente il “veleno” antialghe, autopulendosi quando la barca naviga. In più “consumandosi” con l’uso non crea spessori eccessivi sull’opera viva ad ogni applicazione e riduce quindi nel tempo il costoso lavoro di rimuovere gli strati di antivegetativa per riportare a nudo lo scafo immerso.

8. Una piccola bombola e l’ancora la tiri su sempre, ma non solo…
Se non l’avete a bordo, caricatela subito. Basta una piccola bombola da sub di quelle usate per le emergenze o come aiuto per lo snorkling per risolvere il problema di un’ancora incagliata che non ne vuole sapere di venire su. Ma anche se volete dare una bella pulita alla linea di galleggiamento della barca o alla carena. La minibombola da sub/snorkling che fornisce aria da 10 a 30 minuti è piccola, si stiva facilmente ed è facilissima da usare ed ha un costo accettabile a partire da 100 euro circa.

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1 Comment on Otto consigli per navigare più comodi, felici e in sicurezza

  1. Adolfo Mellone // febbraio 27, 2018 at 7:01 pm // Rispondi

    Ho letto fino ad un certo punto poi non ce l’ho fatta più. Ma insomma, lo volete capire che voi che scrivete avete delle responsabilità? Il “salpa-ancora” per “issare” l’ancora, e allora perché non chiamarlo “issa-ancora”? E poi quel “buttare l’ancora”, “dare fondo” no, eh? E ancora il grippiale, incubo di chi arriva in rada specie se di notte, ma perché dare volta sul “fusto”, che poi sarebbe il “fuso”? Non sarebbe meglio sul ” diamante”, almeno ci serve per spedare in caso si incattivi? E poi ancora, quell’issare” le vele invece di “alzarle”, le “cime” invece dei “cavi”, che terminologia sciatta! Mi sono fermato a metà, non riesco a leggere tutto.

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