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Regate d’altura, la sicurezza è importante! Le regole, e il buon senso, per partecipare senza correre rischi

Avete sentito parlare delle Offshore Special Regulation? Dovete conoscerle se volete sapere quali dotazioni sono obbligatorie per una regata e in quest'articolo vi spieghiamo perché, senza dimenticare anche le regole di buona condotta

Nella prima puntata dellaa nuova rubrica dedicata alla vela offshore (LEGGILA QUI) vi abbiamo parlato del CALENDARIO 2018 delle regate valide per l’assegnazione del Campionato Italiano Offshore, oggi entriamo nel vivo degli argomenti che riguardano le regate d’altura affrontando uno dei temi cruciali, la sicurezza.

Le dotazioni obbligatorie nelle regate d’altura

L’argomento delle dotazioni di sicurezza nelle regate d’altura in realtà è una questione relativamente semplice da trattare, questo perché esiste una guida ufficiale redatta da World Sailing, le Offshore Special Regulation (CONSULTALA QUI), che fornisce tutte le linee guida e classifica le regate in base al loro grado di difficoltà. Le Offshore Special Regulation classificano le regate dal Grado 4 (regate costiere che si disputano in acque riparate e non prevedono una notte in mare), a quelle di grado 0 (una regata transoceanica che attraversa zone del globo dove è altamente probabile trovare una temperatura dell’aria o del mare inferiore ai 5 gradi. Fasce di oceano dove le imbarcazioni devono navigare a lungo ed essere completamente autosufficienti per periodi di tempo estesi, resistendo a forti temporali  e affrontando gravi emergenze senza l’aspettativa di assistenza esterna).

In mezzo ci sono le regate di grado 3 (regata che attraversa acque aperte, ma la maggior parte del percorso è vicino o protetto dalla costa), quelle di grado 2 (regata di durata estesa, con una o più notti in mare, lungo o non molto lontano da litorali o in grandi baie o laghi non protetti, dove è richiesto un alto grado di autosufficienza per le barche), e quelle di grado 1 (regate di lunga distanza e ben al largo, dove le barche devono essere completamente autosufficienti per lunghi periodi
di tempo, capaci di resistere a forti tempeste e pronte a fronteggiare gravi emergenze senza aspettative di assistenza esterna). Per fare un esempio pratico, una regata come la 151 Miglia che si disputa in Tirreno è classificata di grado 3. Per ogni grado, le Offshore Special Regulation assegnano un certo tipo di equipaggiamento obbligatorio per le dotazioni di sicurezza. E’ obbligo degli organizzatori rendere noto nel bando il grado di appartenenza della regata ed operare eventuali controlli alle dotazioni, fermo restando che la decisione e la responsabilità della partecipazione a una regata resta responsabilità dello skipper.

Il buon senso a bordo

Quando si parla di sicurezza nelle regate d’altura, non ci si può limitare a accertarsi di avere tutte le dotazioni in regola, ma occorre anche seguire alcune norme di buon senso per far si che tutto a bordo funzioni per il meglio. Tale responsabilità spetta allo skipper, che avrà il compito di tenere l’ordine a bordo e gestire eventuali scenari di crisi.

Fondamentale dedicare del tempo prima della partenza di una regata d’altura a un breafing sicurezza a cui deve prendere parte tutto l’equipaggio. In quest’occasione i membri dell’equipaggio verranno informati del posizionamento di tutte le dotazioni di sicurezza, con particolare attenzione alla cassetta del pronto soccorso e ai giubbotti di salvataggio, ma nessun particolare deve essere tralasciato, come per esempio la posizione della cassetta dei ferri o degli estintori, senza dimenticare che dovrà esserci una persona che in caso di emergenza dovrà essere in grado di aprire la zattera. A ogni membro dell’equipaggio deve essere assegnato un giubbotto autogonfiabile della misura corretta e deve esserne verificato il funzionamento degli allacci. La jackline in coperta dovrà essere posizionata prima della partenza e sarà buona norma verificarne la giusta tensione agganciando per prova uno dei membri dell’equipaggio tramite la cintura di sicurezza. Con il peso di un corpo appeso, la tensione della jackline deve essere tale da impedire che un corpo potenzialmente esanime finisca anche parzialmente fuori bordo.

Tra le norme di buon senso, è bene ricordare di provare a issare prima della partenza le vele da tempesta, randa di cappa e tormentina, per verificare che queste siano perfettamente in ordine e dotate di tutti gli accessori (garrocci, eventuali stroppi in tessile, moschettoni e quant’altro possa servire per issarle) necessari per un corretto utilizzo. Questo perché nel momento in cui saremo costretti a tirare fuori le vele da tempesta non ci sarà più tempo per verificare questi particolari e tutto deve funzionare alla perfezione dato che probabilmente ci troveremo in condizioni meteo estreme.

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