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Cosa verificare prima di uscire in mare? Seconda parte

Quali sono i controlli indispensabili da effettuare a bordo prima di mollare gli ormeggi? Ve li sveliamo (in due puntate) prendendo spunto dai consigli di un navigatissimo skipper oceanico

Prosegue la nostra checklist di controlli indispensabili da effettuare prima di intraprendere una navigazione, basandoci sui consigli di Omero Moretti contenuti nel bel libro che vi consigliamo “Il mestiere del mare” (ed. Il Frangente, 192 pagine, 16,15 euro).

COSA VERIFICARE PER EVITARE BRUTTE SORPRESE (SECONDA PARTE)

5. LA JACKLINE
Tutti ne parlano, pochi la montano. Il consiglio è quello di armare una jackline, ovvero un cavo che va da poppa a prua, al quale potrete legarvi con i moschettoni dei giubbotti salvagente quando dovete uscire dal pozzetto per manovrare, operare un cambio di vele i via dicendo. Ma non fidatevi al 100% della jackline e state sempre attenti (leggi: “sedere basso”), anche quando siete legati. Cadere fuori bordo è comunque pericolosissimo.



6. DRIZZE E PULEGGE
Se navigate “lungo”, sappiate che le vele saranno sottoposte a un carico che viene spesso sottovalutato: importantissimo quindi che drizze e pulegge siano a posto. Sostituitele al primo indizio di cedimento (spelatura, corrosione) perché in navigazione, una drizza che si spezza è un problema di difficile risoluzione, specie se non si dispone di un testimone all’interno dell’albero da utilizzare.

7. SARTIAME
Se andate a vedere le statistiche delle avarie in barca, i cedimenti del sartiame (a cui spesso segue il disalberamento) sono in cima alla lista. Sartie, strallo di prua, paterazzo: se avete la classica treccia spiroidale verificate che sotto le impiombature in testa d’albero non ci siano incrinature nei trefoli. Qualora montiate il tondino è bene effettuare con frequenza controlli con i liquidi penetranti per evidenziare eventuali microincrinature. Operate una sostituzione completa del sartiame ogni 8-10 anni.

8. PROTEGGERE LE VELE

Le vele si logorano se usate con frequenza, c’è poco da fare. Per evitare danni proteggetele avvolgendo le crocette con gommapiuma o un tubo di gomma tagliato (oppure esistono in commercio copricrocette appositi). Anche la classica rotellina in plastica per favorire il passaggio del genoa sulle draglie di prua è una soluzione che vi consigliamo di adottare.

9. LE DOTAZIONI

Oltre alle normali dotazioni di sicurezza previste per legge, utilissima è la cosiddetta “danbuoy” (la boetta con un’asta di due metri appesantita nella parte immersa, dotata di luce per aumentare la visibilità di notte). Moretti poi raccomanda di tenere sempre il dinghy gonfio e legato in coperta, a portata di mano, così come i parabordi. Entrambi possono servire in situazioni di emergenza, oltre alla zattera obbligatoria.

QUI IL LINK ALLA PRIMA PUNTATA

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