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Parla Franck Cammas: “Mi servono 80 milioni di euro per fare la Coppa America”

Franck Cammas è già a lavoro per una nuova sfida di Team France all'America's Cup, il budget è ancora lontano dall'essere raggiunto ma il "professore" Michel Desjoyeaux è già pronto a mettersi a lavoro

Alla fine è anche una questione di soldi, e non sono pochi. La Coppa America è sempre stata, oltre che una sfida tra i migliori velisti al mondo,  anche questo: un gioco costosissimo tra paperoni, chi pensa o spera che possa o debba essere qualcos’altro cambi prospettiva o guardi altrove. Lo sa bene Franck Cammas, il super campione francese skipper della sfida Groupama Team France all’ultima Coppa, che già da mesi ha iniziato a fare i conti in tasca al suo team con l’obbiettivo di partecipare alla prossima Coppa, quella che Emirates Team New Zealand e Luna Rossa stanno preparando per il 2021 ad Auckland.

Illudersi che i kiwi siano dei benefattori e stiano lavorando a una “Coppa per tutti” è pura utopia, lo si è visto già dal tipo di barche scelte (LEGGI QUI) e lo si intuisce anche da quanto ha dichiarato Franck Cammas in un’interessante intervista rilasciata per il quotidiano francese Le Figaro (leggi QUI la versione integrale). Franck non ci gira tanto intorno e va dritto al punto: “Siamo lanciati nella preparazione della sfida alla Coppa America numero 36, ma per fare le cose bene ci serve un budget di 80 milioni di euro. E’ un investimento di 25 milioni per anno, per tre anni più qualche mese, a cui va aggiunto un milione d’iscrizione.”, il tutto per mettere su una sfida veramente competitiva. La partecipazione di Team France alla Coppa America delle Bermuda, come molti ricorderanno, fu quasi simbolica dato che il team iniziò la preparazione molto in ritardo ed il budget era estremamente ridotto rispetto a quello dei top team, “appena” 32 milioni di euro.

Al momento non abbiamo ancora un ufficio di studio perché non abbiamo le risorse per metterlo su, ma stiamo mettendo insieme un team di ingegneri volontari che inizieranno a riflettere sulla nuova barca, e a lavoro ci sarà anche Michel Desjoyeaux“, precisa Cammas, che aggiunge:L’AC75 è un monoscafo foil che ha molto in comune con i catamarani AC50 della passata edizione, ma si ripartirà comunque da un foglio bianco e occorre far funzionare il cervello degli ingegneri“.

I CONTI IN TASCA ALLA COPPA

L’indicazione di Cammas, 80 milioni di euro per una sfida competitiva, offre comunque spunti interessanti di riflessione a proposito dei budget necessari, offrendo un’occasione di confronto con quanto visto nella precedente Coppa, in attesa di conoscere il regolamento ufficiale delle barche che verrà reso noto entro la fine di marzo 2018.

Il team più facoltoso della Coppa 2017 alla bermuda era stato Land Rover BAR, con un budget dichiarato di 110 milioni di sterline, ovvero oltre 120 milioni di euro. Poco al di sotto c’era il defender Oracle, mentre Artemis dichiarò un budget intorno agli 80 milioni, i geniali kiwi vincitori della Coppa avevano a disposizione circa 50 milioni e sono la dimostrazione che i soldi contano molto ma non sono tutto. Meno facoltosi i giapponesi con un budget intorno ai 30 milioni ma un importante aiuto tecnologico ricevuto da Oracle in termini di materiali e progetti.

Se la valutazione di Franck Cammas fosse esatta, e c’è da credergli, i costi della Coppa America che si delineano all’orizzonte, per una sfida competitiva, sono in definitiva simili o inferiori rispetto a quelli dell’ultima. La “spending review” che molto speravano di vedere ad opera dei neozelandesi in definitiva non è così netta, ma se consideriamo che la Coppa oracliana costava leggermente di più ma con barche quasi esclusivamente One Design, quella Kiwi, che sarà con barche in larga parte box rule, in definitiva costa meno e lascia più margine di manovra a progettisti e velisti.

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