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IL PAGELLONE Cosa ricordare del 2017 a vela? Diamo i voti: promossi e bocciati

Il nostro “pagellone” del 2017: tra personaggi, tendenze, eventi, storie, ecco i nostri top e flop. Dallo “zero tondo” a Larry Ellison al 10 a Paul Elvstrom

pagelloneChe cosa ricordare del 2017 velico appena terminato? Vi aiutiamo noi con il nostro pagellone di fine anno, tra personaggi, tendenze, eventi, storie. Ecco i nostri top e flop. Dallo “zero tondo” a Larry Ellison al 10 a Paul Elvstrom. (foto di copertina dello Studio Martinez)

IL PAGELLONE DEL 2017 DEL GIORNALE DELLA VELA

A (la barca più brutta del mondo). Voi li spendereste mai 450 milioni di dollari per una barca a vela di 142 metri così brutta? Noi no. Ma noi non siamo il magnate russo Andrei Melnichenko. De gustibus, direbbero i latini. Voto 3

Ainslie, Ben. Che figuraccia per il Baronetto che va in barca alle Bermuda! Il troppo successo dà alla testa: il velista olimpico più titolato del mondo ha fatto una figura barbina in Coppa. Hai ancora qualcosa da imparare, Ben! Voto 4

Aree Marine Protette. Niente da fare, le Aree Marine Protette restano in Italia un gran pasticcio di norme, divieti, favori a poichi. Intanto, a differenza degli altri paesi, non si può ormaggiare alla boa in paradisi come Montecristo, Pianosa, Gorgona. Voto 3

Arpège. Nel 2017 ha compiuto 50 anni la barca a vela cabinata che ha dato il via alla vela per tutti con la produzioen in serie (1.600 barche prodotte e quasi tutte ancora naviganti). Buon compleanno Dufour Arpege! Voto 9

Associazioni nautiche. Malgrado falsi attestati di stima, continua la guerra tra le due associazioni che raduano le aziende nautiche italiane, UCINA e Nautica Italiana. Un brutto spettacolo. Voto 4

Barca Connessa. Mai come da quest’anno la barca è “connessa”. Potete monitorarla da casa, tutti i dati a bordo li vedete con lo smartphone. Per non abbandonare mai la vostra amata. Voto 8

Barcolana. Quest’anno la Barcolana è diventata ufficialmente la regata più affollata del mondo, con oltre 2.000 barche al via. Un trampolino in vista dei 50 anni nel 2018! Voto 9

Beccaria, Ambrogio. Gli è andata di sfiga alla sua prima partecipazione alla Mini Transat: ha avuto un’avaria che ne ha compromesso il risultato. Ma state certi che sentiremo ancora parlare di questo 27enne milanese con il mare nelle vene. Voto 6,5 di incoraggiamento

Bertelli, Patrizio. Non aspettava altro che Coutts ed Ellison si levassero di torno per tornare in pompa magna in Coppa America. Rivedremo Luna Rossa, da assoluta protagonista, proprio come nel 2000! Facci sognare, Patrizio! Voto 7,5

Bissaro, Vittorio. Sfumata la medaglia olimpica, Vittorio Bissaro ha interrotto il sodalizio con Silvia Sicouri e ora fa “passerella” con Soldini e commenta la Coppa America. Vitto, mi raccomando: torna a regatare (ora con Maelle Frascari, speriamo funzioni!) che ti riesce bene! Voto 5

Bua, Paolo. Misconosciuto in patria, venerato in Francia. Il sassarese Paolo Bua è per i francesi il progettista dell’anno. Le sue barche non assomigliano a nessuna. Voto 8

Bulbo. Quel maledetto oggetto che non si vede quando navighi ma se lo modifichi a dovere vai di più. Se te lo beccano fuori stazza (come è accaduto al mondiale J/70) scoppia un casino e sui giornali si parla solo di come un nugolo di armatori italiani sia riuscito a taroccarlo, dimenticandosi, purtroppo, delle 170 barche partecipanti alla manifestazione (record, vedi alla voce J/70). Sviante! Voto 3

Burocrazia italiana. Con il nuovo Codice della Nautica che sta per entrare in vigore finalmente possedere una barca con bandiera italiana non sarà più un incubo. Dopo tanti anni, una buona notizia per noi italiani che vanno per mare. Ma si può fare di più. Voto 7

Caso Rimini. Ha fatto discutere l’Italia il caso dei quattro morti nel naufragio della barca mentre stava entrando in porto a Rimini durante una burrasca. Un’amara morale: mai entrare in un porto insicuro quando c’è burrasca. Senza voto

Catamarani da crociera. Se non è boom, poco ci manca. I catamarani da crociera non sono più delle “tinozze” ma delle vere barche con una valanga di spazio. Voto 7,5

Chagos, arcipelago delle. Secondo il grande giramondo Jimmy Cornell è la destinazione più ambita dai velisti che navigano per il pianeta. Peccato che si trovi sperduto nell’Oceano Indiano. Un sogno per pochi. Voto 7

Clipper Round the World Race. Basta con questa regata intorno al mondo corsa su 70 piedi di vecchia concezione dove – è innegabile – si muore. Anche quest’anno il mare a chiesto il suo tributo. Ma i velisti che vi partecipano dietro lauta tassa di iscrizione sono spesso inesperti. E’ giusto tutto ciò? Voto 3

Code 0. Navigare a vela con poco vento e alle andature portanti è diventato un gioco da ragazzi alla portata di ogni barca cabinata grazie alla magica vela Code 0 e suoi simili. Consacrazione definitiva nel 2017. Voto 8

Cossutti, Maurizio. Un progettista italiano conquista i tedeschi. Cossutti a 59 anni finalmente entra nella top ten dei grandi della progettazione, è il designer dei nuovi modelli del cantiere Bavaria. Voto 7,5

Croce, Carlo. In un anno da tutto a niente. In pochi mesi Carlo Croce ha perso la presidenza dello Yacht Club Italiano, della Federazione Italiana Vela e del World Sailing (federazione mondiale). Ma si è comportato come un signore (quale è), nessuna polemica…perfetto fair play da vero yachtsman. Voto 7

Cucina. Chi l’avrebbe mai detto che in pozzetto si sarebbe potuto cucinare. Dufour ha lanciato la moda delle cucine “open air” ed è stata copiata dagli altri cantieri. Quando l’azzardo riesce! Voto 8

Dalton, Grant. A 60 anni il neozelandese Dalton, gran capo di New Zealand, ha alzato commosso la Coppa America dopo averla strappata agli americani dimostrando che non sono solo i soldi che fanno la differenza nello sport. Voto 9

Delfiniera. Ormai non c’è barca nuova che non l’abbia. Il “naso a prua” può piacere o non piacere ma sicuramente è utile. Voto 8

Della Valle, Barbara. La mamma è sempre la mamma: un caso che ha fatto impazzire il web. Accusa di mancato soccorso l’allenatore delle sue figlie, denuncia la Fraglia Vela Riva, parla di mobbing da parte dei compagni delle ragazze, la FIV tentenna. Operazioni legittime, ma con un’eco sul web che non fa bene alla vela (e, probabilmente, anche alle ragazze). Voto 4 a Della Valle e 3 alla Giuria Federale

Elettrico. Con l’arrivo sul mercato del motore elettrico che diventa idrogeneratori, la rivoluzione è sempre più in atto. In nome di una navigazione green. Voto 8

Ellison, Larry. Finalmente esce di scena dopo aver perso la Coppa America Ellison, patron di Oracle. Per molti è l’uomo più antisportivo della storia della vela. Voto 0

Elvstrom, Paul. A 88 anni ci ha lasciato uno dei più grandi velisti della storia vincitore di quattro ori olimpici consecutivi e inventore del vang. Voto 10

Ettorre, Francesco. C’è chi dice che ci siano dei cloni di Francesco Ettorre, tanto è l’attivismo del nuovo presidente della FIV. Il 47enne marchigiano macina decine di migliaia di chilometri attraverso la penisola per promuovere la vela in ogni dove. C’è tanto da fare per far diventare la nostra federazione simile a quelle inglesi e francesi… Voto 7 di incoraggiamento

Foil. Quegli aggeggi che fanno volare le barche a vela vengono ormai proposti in tutte le salse, dalle micro barche alle future barche di Coppa America. Per favore, progettisti fermatevi! Voto 6

Hallberg Rassy. Il cantiere nordico ha avuto il coraggio di cambiare nel rispetto della tradizione. Bravo German Frers ad aver reso più attuali le barche iconiche per veri navigatori manti del classico. Voto 7

J/70. A Porto Cervo si sono disputati i campionati del mondo di un monotipo cabinato più affollati della storia con circa 200 barche al via. Qualche polemica con conserguenti squalifiche per barche fuori stazza è stata gestita brillantemente (vedi Bulbo). Voto 7

Kamana. La prima barca italiana ad aver effettuato il passaggio a Nord ovest contromano ovvero da occidente. Una piccola impresa del Solaris 72 Kamana che merita di essere ricordata. Voto 8

Kite. Per i puristi quelli del kite non sono dei velisti, per noi si. E speriamo che la federazione mondiale non si rimangi le parole spese e li ammetta alle Olimpiadi del 2020. Voto 8 al Kite e 4 a World Sailing

Lacorte, Roberto. Organizza con la sua Pharmanutra la regata 151 Miglia che è un successo, vince con la sua Supernikka il Mondiale Mini Maxi, sponsorizza Andrea Fornaro alla Mini Transat e chissà che con metta lo zampino anche in Coppa America… Un mecenate della vela con le idee chiare. Voto 7,5

Laser. Non finisce più la guerra tra la Federazione Vela e l’associazione italiana della classe Laser (la più diffusa del mondo). Un cattivo esempio di gestione e tanti problemi per i laseristi. Voto 3

Le Cléac’h, Armel. Vince per una manciata di miglia il Vendee Globe, il Giro del mondo in solitario in regata dopo un duello epico con l’inglese Thomson. Definito “lo sciacallo” per la sua durezza, appena sbarca dopo 25.000 miglia scoppia a piangere. Voto 8

Leoni Sofia, Porro Margherita. Le speranze della vela italiana giovanile, quella che ci piace. Margherita ha 18 anni, Sofia solo 16 e sono salite sul gradino più alto del podio al Mondiale 29er in Cina. Il futuro è qui. Voto 8

Loro Piana, Pigi. La sua superbarca di 40 metri che ha fatto bella mostra di se al TAG Heuer VELAFestival ha vinto una marea di premi e dimostra che si può essere armatore di un superyacht per passione e non per ostentazione. Voto 8

Luna Rossa. Quel nome che ha fatto la storia della vela recente torna in pista dopo l’annuncio che il signor Patrizio Bertelli e la sua azienda del lusso Prada parteciperanno alla prossima Coppa America. Un bene per la vela, un orgoglio per l’Italia. Voto 7

Malingri, Vittorio e Nico. Vittorio e Nico padroni dell’Atlantico, hanno compiuto la traversata su un cat non abitabile, tra scuffie e difficoltà. Ma lo hanno fatto sembrare una passeggiata. Che stile. Voto 8

Malu Entu. Questa piccola isola ad ovest della Sardegna è una vera perla di biodiversità, tra acque cristallo e tartarughe marine. Un paradiso semisconosciuto in Mediterraneo da scoprire. Voto 8

Marrai, Francesco. Se dovessimo fare una puntata su di un sito di scommesse per le prossime Olimpiadi (tra tre anni) metteremmo qualche soldo su questo 24enne livornese che ha tanta stoffa e sta imparando a diventare regolare nei risultati. Voto 7

Marzotto, Umberto. Il rampollo di una ricca famiglia non lo voleva fare, il manager men che meno. Così ha trovato la sua ragione di vita (e di salvezza) facendo due giri del mondo. Ed è diventato un grande marinaio e un ottimo testimonial di come la vela fa bene. Voto 7

Mascalzone Latino. Un nome, una garanzia. Vincenzo Onorato ha lanciato un “brand” conosciuto da tutti che è sinonimo di sport della vela. Quest’anno si è portato a casa il mondiale ORC con un “vecchio” Cookson 50. Voto 7,5

Moro di Venezia, Il. Ha vinto il nostro sondaggio sulla barca più amata dagli italiani. Giusto ricordare le imprese di Raul Gardini e del suo equipaggio che 25 anni fa sfiorarono l’impresa di far vincere all’italia la Coppa America. Voto 9

Mura, Andrea. Onore al 53enne sardo testardo che ha rivinto la Ostar con il suo Vento di Sardegna che di anni ne ha 17. Onore ad un velista che non ha mai mollato. Voto 8

Nacra. Una delle barche olimpiche quest’anno ha fatto una lunga serie di brutte figure sino a annullare una finale di regata per “pericolosità del mezzo”. Voto 4

Narcoskipper. Un fenomeno in crescita inarrestabile. Insospettabili skipper italiani che si trasformano in narcotrafficanti in stile Escobar. L’ultimo è un genovese che è stato arrestato al largo delle Azzorre con 400 chili di coca a bordo. Voto 2

Noseda, Dario. Compie la traversata atlantica di 3.500 miglia dalle Canarie a Saint Lucia su una Star da lui modificata. Pazza impresa portata a termine da un “laghé”, con tanto di naufragio finale e arrivo a piedi! Una storia epica di sport. Voto 9

Persico, Marcello. Prendi un imprenditore nel settore compositi del bergamasco, un gran lavoratore. Inseriscilo in un settore a lui alieno, la nautica. Vedrai che impara in fretta. La Persico Marine, ad oggi, è l’azienda più quotata nella vela hi-tech: ha siglato le barche della Volvo, ha progettato parti per Land Rover BAR in Coppa America e costruito alcune tra le barche più all’avanguardia. Niente male per un “profano della vela”. Voto 8

Peterson, Doug. Gli esperti dicono che è stato lui, Doug Peterson, nel 1973 con la barca Ganbare a cambiare per sempre le barche. Più leggere, facili da condurre, più veloci. Il genio un po’ matto ci ha lasciato nel giugno 2017. Voto 10

Rossi, Claudia. E’ lei la protagonista assoluta della stagione J/70. Vincitrice del Campionato Europeo (a cui si aggiunge il mondiale Farr 40 tra i Corinthian) ha messo in riga i blasonati colleghi della classe. Piccola, e terribile. Brava! Voto 8

Sabiu, Luca. Luca Sabiu naufraga alla Mini Transat, perde la sua barca e la ritrova, a detta sua, con l’aiuto divino. La storia è strappalacrime, l’amore per la vela è totale e incondizionato. Che bella pubblicità per il nostro sport. Voto 6,5

Salmoiraghi Franco. Squalificato dalla giuria della Giraglia (che stava per vincere) per essersi fermato a soccorrere una barca in difficoltà (sua diretta avversaria), è stato premiato a Parigi per il suo gesto. Nessuno è profeta in patria! Voto 8 a Salmoiraghi e 3 alla Giuria della Giraglia.

Scugnizza. L’antitesi della sportività in regata. Scugnizza viene squalificata perché caricava centiania di litri di acqua in serbatoi nascosti, affossando la barca per migliorare con l’inganno il suo compenso. Voto 2

Setti Vittorio e Sighinolfi Silvano. A 70 anni questi due splendidi vecchietti si sono sparati 42.000 miglia visitando le meraviglie del mondo con un SuperMaramu. Quando la vita è una porta sempre aperta. Voto 9

Speciale, Giorgia. E’ lei la vera speranza dell’Italia nella tavola a vela. Testa bassa, tanto allenamento, una marea di vittorie in campo internazionale. Voto 8

Tabarly, Eric. Oltre ad essere riconosciuto come il più grande marinaio della vela moderna, è anche il papà dei foil. Nel 1976 presentando il primo trimarano oceanico con foil, profetizzò: “Un giorno tutte le barche voleranno”. Voto 9

Thomson, Alex. Il velista più spettacolare del mondo. Arriva secondo al Vendée dietro a Le Cleac’h (vedi la voce a lui dedicata) dopo un match-race durato 30.000 miglia, ma la sua vittoria è mediatica. Nei mari del sud, in tempesta, esce dal pozzetto per sventolare l’Union Jack. Senza dimenticare le sue epiche passeggiate sulla chiglia e sull’albero. Eroe moderno. Voto 8

Tross, Ernesto. A 85 anni, è una star del web con migliaia di seguaci che propugnano il suo mantra: la randa non serve a niente. Sarà vero o no? Non sappiamo, ma intanto spuntano progettisti che disegnano barche con solo il fiocco… Voto 7

Vela Cup. Il circuito di regate per tutti del Giornale della Vela nel 2017 ha fatto il botto: 500 barche al via, oltre 5.000 velisti contenti di aver partecipato. Come dice il detto:L’importante è partecipare. Voto 8

Vivere in barca. Un fenomeno in crescita con sempre più famiglie che mollano tutto, vendono casa e macchina e decidono di fare “downsizing” vivendo a bordo. Un modo per – come diceva Moitessier – salvare la propria anima. Voto 8

Volvo Ocean Race. Cambiano le tappe, non il numero degli equipaggi. Lo spettacolo è diminuito e francamente iniziano un po’ a stancare le “solite” foto e i video da bordo. Quando l’estremo diventa routine, non è più estremo. Rivogliamo la Whitbread! Voto 5

Zambelli, Michele. Naufraga alla Ostar, viene salvato in modo rocambolesco, e la sua barca decide di fargli un regalo, apparendo a sorpresa sulle coste irlandesi. La coppia si è riformata e ora è pronta a nuove avventure. Voto 6,5

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7 Comments on IL PAGELLONE Cosa ricordare del 2017 a vela? Diamo i voti: promossi e bocciati

  1. Dimenticati di due G, tal Gradoni Marco che sia è stravinto un mondiale optimist in Thailandia e tal Gabart Francois che ha polverizzato iil record del mondo in solitaria…..

  2. Ah e forse ala effe dovevate spendere 2 parole di biasimo sulla Fraglia Vela riva del Garda

  3. Leggo con stupore che non è nominato Gaetano Mura, non lo avete forse eletto velista dell’anno? Vi siete forse pentiti?

    • Buongiorno Giovanna, non abbiamo inserito Gaetano Mura – nostro velista dell’anno – perché la sua “quasi” impresa è terminata nel 2016 (tra il 30 e il 31 dicembre) quindi tecnicamente non rientra nei fatti del 2017. Grazie del commento e buon vento!
      La redazione del GdV

  4. Non avete neanche nominato Gaetano Mura.
    Che valore ha il vostro titolo di Velista dell’anno se neanche nominate l’alteta che voi stessi avete eletto?

    • Buongiorno Anita, vale la stessa risposta fornita alla sig.ra Giovanna: Gaetano ha terminato il suo quasi giro del mondo, tecnicamente, nel 2016, e quindi non rientra nei fatti del 2017. Cordiali saluti e buon vento!
      La Redazione

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