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Volvo Ocean Race: è la legge di Mapfre, ma i VO65 non convincono

Gli spagnoli di Mapfre vincono la seconda tappa di fila, ma nelle condizioni dure i Volvo Ocean 65 si dimostrano affidabili ma difficili da condurre: l'ingavonamento a prua e le cascate d'acqua in pozzetto piacciono al pubblico ma rendono la vita infernale agli equipaggi

Leg 3, Cape Town to Melbourne, arrivals. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 24 December, 2017.

Sembra proprio l’anno di Mapfre alla Volvo Ocean Race, spagnoli scatenati nella tappa del grande sud: dopo avere lasciato condurre a lungo Dongfeng hanno piazzato l’allungo decisivo riuscendo a gestire al meglio l’uscita da una forte depressione, per prendere la leadership e tenersela fino all’arrivo di Melbourne. Per lo skipper Xabi Fernandez e il suo equipaggio e la seconda tappa vinta di fila dopo la Lisbona-Cape Town, un segnale di forza sulla classifica generale del giro del mondo.

Alle spalle degli spagnoli si piazzano i franco-cinesi di Dongfeng, seguiti da Vestast 11th Racing, quarto posto per Team Brunel, quinto per Skyllywag, sesto per Turn the Tide on Plastic, chiude la classifica Team Akzo Nobel.

Una tappa durissima, caratterizzata da una profonda depressione che ha accompagnato gli equipaggi per buona parte del percorso con venti sopra i 40 nodi e onde superiori ai 5-6 metri. Condizioni in cui i Volvo Ocean 65, sia pur robusti e affidabili, hanno dimostrato diversi limiti, soprattutto per quanto riguarda il vecchio problema del “nose diving”, l’ingavonamento a prua con le cascate d’acqua che invadono il pozzetto.

Situazione che forse rende spettacolari i video on board, molto meno bella per gli equipaggi che si trovano a navigare su una barca difficile da gestire in certe condizioni e fortemente limitata nelle performance dall’enorme resistenza idrodinamica determinata dall’ingavonamento a prua.

La quarta tappa, destinazione Hong Kong per un totale di 6000 miglia, partirà da Melbourne il 2 gennaio 2018.

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