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I “monomarani” e la nuova Coppa America: che regate saranno? Noia o adrenalina?

Che regate saranno con i nuovi "monomarani" volanti? Abbiamo provato a immaginarle e le sorprese, anche piacevoli per gli amanti del match race, potrebbero non mancare, ma molto dipenderà dalle condizioni e dal livello dei vari team

Su una cosa Team New Zealand e Luna Rossa hanno fatto senza dubbio centro: nei giorni successivi all’annuncio del concept dei nuovi AC75 in ogni angolo del mondo velico si parlava di Coppa America e delle nuove barche. Altro che Coppa morta o Coppa che non interessa più a nessuno, la Vecchia Brocca resta indiscutibilmente un accelleratore spaventoso di passioni e ardori velici che non ha eguali nel nostro sport.

Va detta anche un’altra cosa: Defender e sfidante sono riusciti in un’impresa, presentare come un monoscafo una barca che, a foil estesi, ha una larghezza del tutto simile a quella di un catamarano, tanto da essersi guadagnata alla redazione del Giornale della Vela da subito l’etichetta di “monomarano”. Ma un “monomarano” del tutto particolare però: sarà il primo mezzo a propulsione velica a volare solo su due foils, qualcosa di mai visto prima. I vecchi AC 72, gli AC50, e tutti gli altri mezzi full foiling attualmente in circolazione, volano infatti sui due timoni e sul foil di sottovento. L’AC 75 sarà il primo a volare su un timone e sul foils di sottovento, almeno secondo il concept presentato, ma su questo torneremo più avanti nei prossimi approfondimenti.

In modalità foiling le appendici immerse saranno soltano due, il timone e il foil di sottovento.

Nella “diarrea social-web” che ne è scaturita, con uno sterile dibattito tra progressisti e vecchia scuola quanto mai tedioso – con contenuti minimi dato che non si conosce la regola di stazza delle nuove barche (la cui pubblicazione entro marzo 2018 potrebbe cambiare in parte quello che abbiamo visto) – alcuni elementi concreti sono passati inosservati. Ebbene si, perché indipendentemente dalla regola di stazza, qualcosa di concreto possiamo quanto meno immaginarlo: come saranno le regate.

Partenze da match race puro

Alcuni punti infatti erano già stati resi chiari con la pubblicazione del protocollo e il concept delle nuove barche – sul fatto che saranno dei superfoiler non esistono incertezze – ne definisce con più precisione i contorni. E’ stato reso abbondantemente chiaro che i percorsi saranno i classici bolina-poppa del match race, con una fase di pre partenza probabile di 4 minuti. Un ritorno quindi alla formula classica, con l’eliminazione di quel traverso-lasco iniziale di pura velocità che poco piaceva a gran parte del pubblico. Si torna quindi al corpo a corpo, sia pur differente da quello che ricordiamo dato che l’estensione del foils sottovento aumenta di molto la larghezza dei 75 piedi, un fattore che ridurrà o quanto meno cambierà il tipo di approccio nell’uno contro uno che terranno i timonieri. Per il resto potrebbe essere la partenza che tutti immaginiamo: scelta decisa di un lato del campo da difendere per la prima bolina già nel pre-start, circling serrato per guadagnarlo con probabile manovrabilità elevata degli AC75 data la ridotta superficie bagnata e il rapporto superficie velica – dislocamento dei nuovi mezzi.

Bolina

In base a quello che è stato annunciato i nuovi AC75 andranno in full foiling anche di bolina. Ma ciò avverrà più probabilmente con aria dai 10 nodi in su. Ecco che potrebbero aprirsi scenari del tutto diversi in base all’intensità del vento. Come tutti ricordiamo il golfo di Hauraki – sempre se sarà quello il campo di regata confermato per il 2021 – è si un posto ventoso ma non sono neanche rare le giornate di brezza leggera intorno agli 8 nodi. Ecco che in queste condizioni potrebbero presentarsi regate molto tattiche, dove la ricerca dei salti e della maggior pressione diventeranno fondamentali con le barche in assetto semi-dislocante. Ecco che potrebbero tornare le marcature strette da match puro che tanto piacciono agli amanti della vecchia formula.

Con vento in aumento la situazione invece potrebbe radicalmente cambiare. La priorità a quel punto sarà il foiling stabile e costante e ridurre al massimo le virate. Ad alte velocità, immaginiamo prossime o superiori ai 20 nodi già di bolina con un vento reale di poco superiore ai 10, anche una virata ben eseguita in full foiling diventa una perdita di metri preziosa rispetto all’avversario. Le marcature diventeranno meno nette, i bordi più lunghi, la conduzione pulita della barca sarà la priorità assoluta e i salti di vento minimi potrebbero passare in secondo piano e diventare importanti solo le oscillazioni del vento più consistenti. Con vento sopra i 20 nodi è difficile immaginare la complessità della conduzione di queste barche e il conseguente spettacolo in mare, occorrerà capire quali saranno i limiti massimi di intensità imposti, probabilmente di poco superiori o intorno ai 25 nodi (come del resto è sempre stato anche con i vecchi ACC).

Poppa

Nei lati di poppa vale almeno in parte quanto detto sopra. Fino a 12 nodi c’è da aspettarsi l’utilizzo dei code zero come vele da andature portanti, sopra quest’intensità vedremo il classico assetto randa-fiocco già visto con gli AC50. Tutta colpa del vento apparente: più le barche andranno veloci più l’apparente, anche in poppa, avrà un angolo molto stretto che non consentirà l’utilizzo di vele da andature portanti tipo Code. A ciò va aggiunta una considerazione: con una direzione del vento apparente sempre molto stretta non esiste la possibilità della “copertura” in poppa, dato che l’effettivo disturbo sull’avversario lo si potrà produrre esclusivamente affiancadolo e non navigando in linea sulla sua poppa. Il risultato potrebbe essere che, rispetto alla bolina, nei lati di poppa vedremo con aria più strambate per andare a cercare i piccoli aumenti di pressione o i piccoli salti di vento, essendo le strambate almeno in teoria meno penalizzanti delle virate in termini di perdita di velocità.

Considerazioni varie

Tirando le somme di questo ragionamento, che resta pur sempre una valutazione di massima in attesa di avere più informazioni tecniche sulle barche e aspettando di vederle navigare, sarà fondamentale capire come sarà composta la batteria degli sfidanti. Più il livello sarà alto ed equilibrato più la Coppa America sarà divertente. Nell’eventualità in cui ci saranno un paio di top team e gli altri saranno più delle “comparse” che dei sindacati competitivi, si rischia la noia con regate dai distacchi eccessivi in attesa di vedere gli scontri cruciali.

Molto, moltissimo, del successo della nuova Coppa, dipenderà poi dalla comunicazione. E’ vero che nella sua storia la Vecchia Brocca non ha mai avuto come priorità assoluta il pubblico, ma nella nuova era di Team New Zealand e nel mondo delle dirette internet non si può prescindere da una copertura mediatica efficace ed esaustiva su scala globale, se la Coppa America vuole ricucire lo strappo che si è creato tra lei e parte del mondo della vela.

Per l’Italia molto, tutto, dipenderà da Luna Rossa: ai primi incroci dove Team Prada sarà avanti contenere l’entusiasmo, come sempre, sarà difficile.

Mauro Giuffrè

 

 

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