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Il Nano alla ARC: Nico Malingri e la “Mezza Sporca Dozzina” in diretta dall’Atlantico

A bordo del Baltic 51 Dew, si pesca ma non si molla di un millimetro sulla tattica: Nico Malingri ci racconto lo "stile italiano" alla ARC 2017

La ARC è in pieno svolgimento in Oceano Atlantico e la flotta è alle prese con un Aliseo che in questi giorni si va lentamente posizionando dopo il passaggio di un fronte che lo aveva relegato molto a sud. Un inizio tatticamente complesso per le oltre 190 imbarcazioni, sette di cui italiane (LEGGI QUI CHI SONO), impegnate nella traversata/regata. per avere notizie “in diretta” dalla flotta abbiamo contattato Nico Malingri che sta partecipando alla regata a bordo del Baltic 51 Dew di Luciano Binelli. Tra vita di bordo, tattica e spirito italiano, ecco come si vive “a caccia dell’Aliseo” lo spirito ARC a bordo della barca italiana.

Onda lunga da nord-est, un bel vento fresco sui 15 nodi portato dal cielo azzurro a pois dell’aliseo, e il Dew fila che è un piacere. Baltic 51 del ’82 , ha l’eleganza e la sicurezza delle migliori barche classiche, e anche se non è proprio un’imbarcazione da lasco, è sempre una barca fine anni 70 e cioè fatta per navigare in qualsiasi condizione .

L’equipaggio non è dei più esperti ma ci difendiamo bene , denominati la “mezza sporca dozzina” da mio padre , che un po ci sprona e un po ci minaccia scherzosamente , ed ora sporchi per davvero perche’ con poca acqua ,siamo : Lucianone (Luciano Binelli 1955) armatore e comandante , il suo amico di vecchia data Cesarone (Cesare Gatta 1956) , capitano di lungo corso ed esperto marinaio, il Gugi ( Guglielmo Giuseppe Bineli 1998), Binelli new generation appena nautipatentato è il nostromo e profondo conoscitore dell’imbarcazione , Tommy (Tommaso Formenti 1993) amico di famiglia e appassionato di vela , Ludo ( Ludovico Thun 1998 ) amico da sempre del Gugi e di tutta la famiglia , e ,siccome lo zio Phil (Filippo Masci ) non è purtroppo riuscito a venire, è stato sostituito dal sottoscritto , Nico Malingri (1991), e divisi in turni sfalsati di 4 ore a testa, vendiamo carissima la pelle .

Lo stile è quello Italiano, la barca deve essere un piacere e quindi non ci facciamo mancare nulla , pasti praticamente come a casa , grasse risate ,si pesca , un bicchiere di rosso quando si può e coltello tra i denti il resto del tempo. Ora a riva code 0 e una mano di randa, il mezzo avanza tranquillo tra una planatina e l’altra . Il ponte bello asciutto quasi fino a prua ci permette di tenere quasi tutti i boccaporti aperti e avere un po di fresco dentro, cosa non da poco a questa latitudine; e finalmente maciniamo miglia verso la meta. Finalmente perchè avendo optato per la rotta a sud è da un pezzo che si scende e di miglia buone ne avevamo fatte 600 in 7 giorni, ma……. siamo a 14° nord , che non è un dettaglio nell’aliseo.

Il flusso è spesso molto a sud e d’ora in poi dovremmo rimanerci dentro , a differenza della maggior parte della flotta che inizialmente ha scelto una rotta più diretta e solo ora inizia a scendere sensibilmente . La nostra paura erano le bonaccie centroatlantiche che spesso si vanno a formare e rendono la rotta diretta una scommessa azzardata. E poi c’è il confort naturalmente. Dopo un giorno di aliseo leggero le previsioni erano di una piccola dep a ovest delle canarie e una bonaccia a sud , se non molto vicino l’africa , il che voleva dire motore i primi giorni o bolina e un fronte freddo da attraversare . Fatto il punto con l’equipaggio , sostenuti dai due routie , il vecchio Ugo (Vittorio Malingri ) e lo zio Phil ( Filippo Masci ) , abbiamo deciso che la bolina non era ne vantaggiosa ne comoda e quindi optato per la rotta sud .

Baciati da un po di fortuna siamo riusciti a muoverci tra i refoli e fare molte poche ore motore , avvicinandoci però molto all’africa e scendendo più di tutti . E poi si è rotto il generatore accidenti , il che voleva dire niente più 220, niente piu dissalatore e una gestione oculata dell’energia di bordo ,tra cui il frigo (lo spauracchio della birretta calda ci tormenta tutt’ora). Il confort ne ha certo risentito, ma ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di comune accordo che non avremmo certo abbandonato la regata per stare comodi , d’altronde la navigazione è anche questo .

Ultimi in classifica sapevamo che il nostro momento stava per arrivare , che le scelte tattiche avrebbero pagato , non ci siamo fatti scoraggiare e abbiamo continuato a scendere e optato per passare sotto le isole ,non senza qualche dubbio . Ma gia quando abbiamo iniziato fare ovest l’umore è risalito e nonostante ci siamo fatti un po fregare dai coni di meno vento sotto a Capo Verde , appena agganciato l’aliseo abbiamo iniziato a recuperare terreno. Oggi ,ci dicono da terra , siamo stati i più veloci della flotta e nei prossimi due giorni dovremmo recuperare altre posizioni , abbiamo buone possibilità di fare bene , tanta voglia e grinta e comunque vada è sempre una bella esperienza farsi un atlantico a vela, sopratutto la prima volta come il resto dell’equipaggio . Inutile dire che speriamo in una bella bonaccia centroatlantica che paralizzi un po la flotta , se dovesse succedere………

Nico Maori Malingri di Bagnolo

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