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SPECIALE REFIT Come rendere la tua barca più bella, sicura e moderna

In questa seconda puntata dedicata al refit, abbiamo individuato nove aree di intervento per rendere la vostra barca al passo coi tempi

refitProsegue il nostro viaggio alla scoperta delle aree di intervento per modernizzare e ottimizzare uno scafo che già vi ha dimostrato le sue qualità di fondo, trovando un punto di equilibrio tra funzionalità ed estetica, senza stravolgere l’identità della barca.

REFIT – I PUNTI PER AGGIORNARE LA VOSTRA AMATA

Ci siamo messi nei panni di voi armatori e, contattando esperti e addetti ai lavori, abbiamo individuato 21 aree di intervento, sia per quanto riguarda i lavori “classici” (antivegetativa, sartiame, controllo dei timoni) che per quelli di “aggiornamento” che rendono la vostra barca al passo coi tempi. In questa seconda e ultima puntata, ne analizziamo nove. Non vi resta che leggere e… trarre spunto!

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13. Vele e piano velico
Aggiornare la vostra barca significa anche intervenire sul “motore”, le vele. Per gestire il piano velico con più comodità, anche in equipaggio ridotto, potrebbe essere il caso di optare per un fiocco più piccolo e dotarsi di un asimmetrico tipo Code Zero. La randa full batten è un’altra soluzione comoda e facile da gestire, ma non devono mancare lazy jack e lazy bag. Anche le mani di terzaroli devono essere funzionali e improntate alla massima praticità. Già che ci siete, se cambiate le vecchie vele in dacron informatevi sui laminati: una vela più leggera non è solo più performante ma è anche molto più gestibile.

14. Sartiame e rigging
Le sartie, di norma, vanno sostituite ogni otto anni (per il classico spiroidale): se vi sentite pronti forse è il caso di passare a materiali più leggeri come il dyneema o il PBO, per risparmiare peso e migliorare le prestazioni della barca. Controllate anche lo strallo, il paterazzo, e valutate, se navigate molto, la possibilità di installare uno stralletto per un’eventuale trinchetta.

15.Antivegetativa e vernici
Vernici, smalti e antivegetative: sceglieteli secondo le vostre esigenze. Ricordate, per quanto riguarda l’opera viva, di portare ciclicamente la carena a zero, eliminando gli strati di vecchia antivegetativa. Un’antivegetativa autolevigante, per la crociera, vi consentirà di mantenere la carena in acqua senza alghe più a lungo. Se ricercate le prestazioni meglio indirizzarvi su un prodotto a matrice dure.

16. Pellicola antivegetativa
Il wrapping, prima utilizzato solo per l’opera morta, è arrivato anche nella sua variante antivegetativa. Pare duri fino a cinque anni, ma dovrete mettervi in mano al migliore degli installatori per la posa dell’adesivo o saranno guai e infiltrazioni!

17. Elica
Basta pale fisse! Che attrito in navigazione: un modello a pale abbattibili (o ancora meglio orientabili per poter garantire una manovrabilità ancora maggiore) e di ultima generazione eviterà sprechi di carburante e soprattutto non darà disturbi quando andate a vela.

18.Rimotorizzazione
Negli anni ’70 e ’80 molte barche vennero vendute dotate di motori dalla potenza sottodimensionata: forse è giunto il momento di rimotorizzare la vostra imbarcazione. Dovrete stare attenti però a non esagerare con la potenza per evitare di appesantirvi troppo e occupare troppo spazio nel vano motore. Il consiglio è sempre quello di affidarsi a chi opera rimotorizzazioni di professione. Potreste ventilare anche l’ipotesi di passare all’elettrico: silenzio in marcia, più spazio sottocoperta, possibilità di accesso alle Aree Marine Protette, una navigazione “eco”. Certo, la spesa potrebbe essere maggiore tra propulsore e parco batterie.

19. Chiglia e bulbo
Spesso il refit della chiglia e del bulbo va di pari passo con il rifacimento del piano velico e dell’altezza dell’albero per una maggiore efficienza idrodinamica oppure per ridurre il pescaggio. Non improvvisate e affidatevi a un architetto navale o, se possibile, mandate i piani al progettista originale della barca.

20. Pale del timone
Ci sarà acqua nella pala del timone? Speriamo per voi di no visto che innesca dai processi di corrosione della struttura in acciaio, arrivando per sino alla distruzione completa dell’asse del timone. Se avete una barca di serie, dopo 10-15 anni, sarà il caso di controllarlo con l’ausilio di un perito. Fosse così dovrete intervenire radicalmente con la foratura della pala ed il successivo ripristino, con nuova fazzolettetura di vetroresina, della parte esterna.

21. Sistemi di monitoraggio remoto
Al giorno d’oggi potete tenere sott’occhio la vostra barca anche da casa, sul telefono o sul computer: sarete avvisati in caso di intrusione a bordo, di acqua in sentina, gas e via dicendo. Ma non solo, potrete gestire in remoto anche gli impianti. Approfittatene anche perché i sistemi di monitoraggio stanno diventando sempre meno dispendiosi.

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