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Transat Jacques Vabre dolce e amara, gli italiani all’arrivo di una regata in salita

Gran sesto posto per Colombre XL di Juris-Luciani tra i Class 40, sfortuna per Enel Green Power di Bona-Fantini, rimpianti per Pedote dopo la rottura dello spi

Con l’arrivo del Class 40 Colombre XL di Massimo Juris e Pietro Luciani, a Bahia, Brasile, va in archivio per la spedizione italiana la Transat Jacques Vabre 2017, una regata (4350 miglia da Le Havre a Salvador de Bahia) che per i nostri si è confermata in salita come da pronostici. Due Class 40 di vecchia generazione, Enel Green Power e Colombre XL, Giancarlo pedote su un’IMOCA anch’esso di concezione non recente, le posizioni di vertice come previsto erano irraggiungibili ma nonostante tutto non sono mancate le note positive sia pur con qualche rimpianto.

A macchiare la regata per i nostri è stato lo sfortunato ritiro di Alberto Bona e Andrea Fantini di Enel Green Power, che al largo del Portogallo, finalmente entrati nel “ritmo regata” e autori fino a quel momento di un buon posizionamento in classifica, hanno urtato un oggetto non identificato che ha messo fuori causa un timone e li ha costretti al ritiro a Lisbona. Un vero peccato per questo progetto giovane (Ve lo avevamo raccontato QUI), che ci auguriamo possa avere nuove possibilità agonistiche a cominciare subito dalla stagione 2018.

La vera nota positiva di queste 4350 miglia, tirando le somme, sono Massimo Juris e Pietro Luciani sul Class 40 Colombre XL (leggi QUI la loro storia). I due “velisti normali”, come li avevamo definiti data la loro dimensione di non professionisti, hanno chiuso con un ottimo sesto posto su una flotta che vedeva schierati sulla linea di partenza 15 Class 40, alcuni di livello “siderale”. Inarrivabile il podio, con V And B di Sorel-Carpentier che ha dominato la regata facendo fra l’altro segnare il record di miglia nelle 24h, 377 alla media di 15,7 nodi. Il sesto posto di Colombre XL è comunque di valore considerato che la coppia italiana regatava senza sponsor  e con un mezzo collaudato ma ben lontano dalle performance dei Class 40 più nuovi. Juris e Luciani hanno chiuso la loro regata in 18 giorni, 16 ore, 53 minuti e 55 secondo, alla media di 9.71 nodi sulle 4350 miglia teoriche. Ne hanno percorse effettivamente 4521 a 10.07 nodi di media.

Per Giancarlo Pedote (Leggi QUI il suo racconto in diretta dalle calme equatoriali), che regatava in coppia con Fabrice Amedeo sull’IMOCA Newrest Brioche Pasquier, una Transat Jacques Vabre più difficile che nelle previsioni. Consapevoli di lottare nella parte bassa della classifica data la barca di vecchia generazione, i due skipper hanno subito la perdita dello spinnaker medio dopo pochi giorni, un handicap che li ha penalizzati notevolmente nei lunghi tratti alle andature portanti con vento medio, relegandoli al 12mo posto in classifica senza riuscire a lottare a ridosso del decimo posto come speravano alla vigilia.

Per Giancarlo Pedote, comunque una buona esperienza all’esordio nella classe IMOCA, come ha raccontato nella sua analisi dopo l’arrivo: « In uscita dalla Manica abbiamo fatto alcune scelte strategiche che non hanno pagato, ma abbiamo sempre cercato di restare nel gruppo e ritornare. L’esplosione dello spi a Capo Finisterre è stato un handicap che abbiamo pagato caro soprattutto tra Capo Verde e l’arrivo nel Pot au Noir, ma anche negli ultimi momenti della corsa. Nonostante questo, ciò che più mi resta dentro di questa prima Transat in Imoca è tutto ciò che ho appreso. Il bilancio è positivo, anche se da un punto di vista della prestazione avremmo potuto fare qualcosa di meglio. Tutto questo mi dà ancora più voglia di essere alla partenza della prossima Vendée Globe. Questa Transat Jacques Vabre con Fabrice mi ha definitivamente infettato il virus dell’Imoca! ».

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