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A scuola di vela in crociera 2: la VMG in poppa, quando sfruttarla ti cambia la vita

Torniamo a parlare di tecnica con il nostro esperto e scopriamo come ottimizzare la VMG sfruttando il meteo, per avere grandi soddisfazioni quando dobbiamo raggiungere un obbiettivo alle andature portanti

Torniamo a parlare di tecnica con il nostro “prof.” d’eccezione, Roberto Spata, con una nuova puntata della nostra rubrica dedicata alla didattica applicata alla crociera. Nella prima abbiamo parlato della VMG, applicando questo concetto soprattutto all’andatura di bolina. In questa seconda ci dedicheremo a un focus sullo stesso argomento, ovvero come sfruttare al meglio la VMG e si saliti di vento quando dobbiamo raggiungere un obbiettivo navigando alle andature portanti.

VMG: cos’è e perchè può essere molto utile

Partiamo innanzi tutto dalla definizione di VMG che trovate tra le funzioni della vostra elettronica: cosa significa? VMG sono le prime 3 lettere di Velocity Made Good vale a dire la migliore e reale velocità di avvicinamento ad un punto quando non è possibile seguire una rotta diretta, dalla posizione attuale  al  nostro prossimo waypoint. Conoscere la nostra VMG, ci permette spesso di raggiungere prima e nel migliore modo possibile il nostro waypoint navigando magari un po’ più a vela e meno a motore

La VMG in poppa

Come abbiamo accennato già nella prima puntata, una delle variabili da considerare quando parliamo di VMG è anche il meteo. In base alle previsioni possiamo infatti ottimizzare la nostra traiettoria cercando di posizionarci al posto giusto nel momento giusto. Nell’ andatura di poppa, o alle portanti in generale, se per esempio dobbiamo raggiungere un punto perfettamente posizionato a 180 gradi dalla direzione del vento al momento della partenza ma dalle previsioni meteo sappiamo che il vento girerà, dopo alcune ore lungo il percorso, parecchi gradi verso sinistra, sarebbe un peccato non sfruttare questa previsione e invece di navigare subito in rotta, in poppa, magari con poco vento e a velocità molto ridotta, sarebbe molto redditizio stringere maggiormente il vento, in un andatura quasi di lasco, andare anche provvisoriamente fuori rotta per poi, approfittando del salto di vento verso sinistra, navigare ancora al lasco per raggiungere molto velocemente il nostro waypoint.

Vanno fatte poi delle considerazioni supplemnetari, per cercare di trovare il giusto equilibrio tra rotta, miglia da percorrere e velocità. Ci sono imbarcazioni che in poppa, orzando pochi gradi, aumentano subito a dismisura la propria velocità, tale velocità fa ruotare verso prua il vento apparente consentendo loro in seguito di poggiare maggiormente, riducendo il tempo di percorrenza anche a discapito di una maggiore quantità di miglia da percorrere. Viceversa ci sono imbarcazioni che anche orzando parecchi gradi non riescono ad aumentare considerevolmente la propria velocità, non innescano il “volano” dello spostamento verso prua del vento apparente che fa poggiare maggiormente e ottengono solo il risultato di compiere più strada. Conoscere la propria barca è quindi un altro dei fattori fondamentali per capire quale “strategia” potere adottare per ottenere un buon compromesso tra velocità, comfort di navigazione e tempo da impiegare per raggiungere un dato punto.

ROBERTO SPATA

Classe 1962 da Como. Nazionale Laser fino al 1983, si avvicina poi alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e specificatamente nelle Classi IOR, IMS, Maxi Yacht, Monotipi, ORC e IRC nei ruoli di tattico, timoniere o randista, occupandosi spesso della messa a punto di vele e barca.

Dal 1988 al 2000 ha collaborato con la North Sails e continua ad avere rapporti tecnici e con tutte le velerie, i progettisti e i cantieri anche come project manager.

 

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