Ultime:

Meglio “Old Style” o Contemporanea? E’ più sicura una barca di oggi o una di ieri? / 1

E' più sicura, robusta, marina una barca di vecchia generazione o una di oggi, più moderna? Lo abbiamo chiesto ad un guru della progettazione. Che ci spiega perché le barche contemporanee sono migliori

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Una premessa, qui non si discute se una barca di vecchia generazione sia più bella di una contemporanea. Non disquisiamo se un vecchio Grand Soleil o Swan degli anni ’70 sia esteticamente più gradevole dei modelli attuali degli stessi produttori. Quella è una questione di gusti, di estetica. Siamo qui invece, nello studio di Roberto Biscontini, per capire, una volta per tutte, se hanno ragione quelli che sostengono che le barche “old style” sono più sicure, robuste, navigano meglio, in una parola se sono più marine, o viceversa sono migliori le barche “contemporanee”.
Vogliamo chiarire questa questione con dati oggettivi, supportati dal parere di uno dei più autorevoli esperti nella progettazione e costruzione di una barca a vela. Chi meglio di Roberto Biscontini può darci un parere autorevole. Chi meglio di lui, che ha progettato la sua prima barca negli anni ’70, ha proseguito lavorando negli anni ’90 con il Moro e poi con Luna Rossa.
Per continuare oggi la sua brillante carriera realizzando barche prestigiose come l’Advanced 44 e collaborando con famosi cantieri in tutto il mondo. è lui quello che ci aiuta a mettere la parola definitiva, dal punto di vista progettuale e tecnico. Con assoluta obiettività, senza sentimentalismi. Perché sentimentale lo è anche lui quando ricorda la prima barca di famiglia, un Centurion di Wauquiez di dieci metri (32 piedi) che è stato il punto di partenza, alla fine degli anni ’60, per tramutare la passione per la vela in una professione.

La barca old style di riferimento
Il disegno tecnico del Wauquiez Centurion di 32 piedi (9,45 metri), la barca di fine anni ‘60 presa come punto di riferimento di barca ‘old style’ per la nostra inchiesta. è stata la barca di famiglia con cui Roberto Biscontini ha navigato da piccolo.

Quella barca “old style” che lui tanto ama e conosce, è il parametro di paragone della nostra inchiesta nel confronto con una barca contemporanea. Biscontini, per farci capire meglio la grande differenza tra la progettazione di una barca vecchio stile e odierna parte da un concetto universale: “oggi in tutti i campi – auto, moto, aerei, in ogni ambito costruttivo – l’evoluzione tecnologica  ha permesso di realizzare prodotti migliori di quelli passati. La ragione principale è che oggi si può prevedere come si comporterà il prodotto prima che nasca, applicando tutte le conoscenze che sono immagazzinate nei software di patrimonio comune, mentre una volta erano invece conoscenza, peraltro incompleta, custodita gelosamente da pochi”. Digerito questo concetto essenziale, analizziamo con lui, punto per punto gli elementi chiave di una barca, con l’ausilio dei suoi schizzi d’autore.

La barca contemporanea è fatta così. Il profilo dell’Advanced 44 progettato nel 2015
da Roberto Biscontini con Nauta Yachts, un tipico esempio di progetto contemporaneo. Questa barca di 13,50 metri ha vinto il premio European Yacht of the Year

ARGOMENTO 1: COSTRUZIONE
Sfatiamo il mito che più è elevato lo spessore della vetroresina più la barca è robusta. Le barche di serie all’inizio erano costruite in vetroresina ‘piena’, utilizzando resina vinilestere e tessuto di vetro. Per renderle rigide e resistenti, in assenza di conoscenze specifiche, si era costretti ad usare alti spessori. La svolta nella costruzione avviene circa 30 anni fa, con l’avvento delle costruzioni a ‘sandwich’, ovvero l’utilizzo di un’anima di materiale più leggero che viene rivestita da pelli di tessuto di vetro (o materiali più evoluti come carbonio) e resine più performanti come il poliestere. Con questo tipo di costruzione le barche risultano più robuste e rigide, con il vantaggio di un notevole risparmio di peso. Il problema del sandwich è che l’incollaggio tra l’anima e il rivestimento di ‘vetroresina’ deve essere eseguio in maniera perfetta, altrimenti si corre il rischio della delaminazione, cioè il distaccamento delle pelli di vetroresina che rivestono l’anima. “Il mio Wauquiez 32 Centurion di fine anni ‘60” racconta Biscontini “era costruito in vetroresina piena, robusto ma pesantissimo”.
La seconda rivoluzione che ha cambiato in meglio la costruzione di una barca è arrivata poco dopo e si evolve ancor oggi. “Lo studio sulle strutture” precisa il progettista “ha permesso di sapere dove effettivamente uno scafo ha bisogno di maggiore irrigidimenti e spessori per sopportare i carichi laddove sono necessari”. Il risultato è che oggi una barca è più rigida (e pesante) solo dove deve esserlo, modulando gli spessori e i materiali. Una barca adesso è altrettanto sicura di una barca ‘old style’ ma enormemente più leggera e quindi efficiente quando naviga”.

Nello “schizzo d’autore” di Biscontini a confronto una chiglia Old Style (in alto) dove il peso in piombo o ghisa era inglobato nella struttura della barca e quello attuale (qui sopra) dove la lama di deriva è invece appesa al fondo dello scafo.

Un capitolo a parte merita la chiglia. Le barche ‘old style’ inglobavano nella costruzione dello scafo lama e bulbo. In teoria una soluzione molto più sicura rispetto ad oggi dove la lama di deriva e il bulbo sono invece appesi al fondo dello scafo, fissati tramite bulloni. Ma una fitta rete di irrigidimenti longitudinali e trasversali che scaricano gli sforzi su di un’ampia superficie dello scafo, rendono egualmente sicura la giunzione tra scafo e chiglia. In più oggi c’è una rigida normativa da rispettare (ISO) che costringe i costruttori a rispettare parametri di sicurezza nella costruzione delle imbarcazioni, normativa che una volta era assai blanda e delegata alla responsabilità del costruttore.

10 Comments on Meglio “Old Style” o Contemporanea? E’ più sicura una barca di oggi o una di ieri? / 1

  1. Manca il resto dell’articolo o sbaglio? E fin qui non si capisce quale delle due è considerata più marina. Si parla solo di tecniche di costruzione ma non se ne trae alcuna conclusione sotto il profilo della sicurezza in mare… boh…

    • Andrea Castiglionea // novembre 15, 2017 at 12:32 pm // Rispondi

      mi sembra chiarissimo invece: le barche moderne sono più leggere e più rigide a tutto vantaggio della navigazione e della sicurezza

  2. Così come é posto l’articolo (meglio/peggio) mi sembra mal posta la questione. Quale é l’orizzonte temporale e la vita media di uno scafo? Quale la sua manutenzione? Barche degli anni ’60/70 navigano ancora felicemente nonostante il tempo ed il mare. Le barche moderne leggere e veloci, tra 50/60 anni, sapremo se e quante toppe ed interventi avranno subito.

  3. Mi auguro che seguano articoli in quanto , per ora , l’argomento non è per niente esaustivo.

  4. Altro aspetto che andrebbe approfondito sono i risparmi assurdi di molti cantieri moderni. Che dire di barche che non montano più attrezzature e manovre indispensabili: carrelli randa, carrelli genoa, pastecche, tre candelieri su 11 mt di barca, legnami in truciolato, cerniere usa e getta, serbatoi di gomma, ecc. ecc.
    Ma vi immaginate un velista di 15 o 20 anni fa’ cosa avrebbe detto di barche simili ? Sfido chiunque a dire che sono meglio le barche attuali.

  5. Questo articolo rappresenta una bozza preliminare per avviare un discorso interessante.
    Roberto Biscontini a fronte della domanda “BARCHE PIU O MENO SICURE “ menziona istantaneamente metodi e tecniche di costruzione evidenziando che i sistemi CAD di previsioni e calcolo strutturale permettono di calcolare la distribuzione degli sforzi lande e chiglia etc.,oltre che, anche se non lo dice, le performance dello scafo e la geometria del piano velico.
    
Secondo me per rispondere alla domanda di cui sopra si dovrebbe tener conto di tanti altri fattori che sono elementi essenziali della SICUREZZA .
    Paragonare l’andamento, di uno scafo classico con uno “moderno post IOR”, sull’onda con mare mosso, onda lunga e corta etc , oggi parzialmente compromesso dalla richiesta di maggior velocità/performance che le forme dello scafo richiedono.
    Paragonare la gestione della barca sotto raffica o in condizioni dure o estreme che il dislocamento di una barca classica o moderna richiedono tenendo conto della superficie velica, delle caratteristiche dell’equipaggio più o meno numeroso e più o meno competente per gestire la situazione. Anche queste caratteristiche in parte compromesse sugli scafi moderni a causa della crescente richiesta di performance.
    Valutare se la maggior velocità/performance e agilità possono rappresentare fattori di maggior sicurezza almeno in certe circostanze.
    Infine una valutazione delle qualità meccaniche e di durata maggiore o minore dei nuovi materiali oggi disponibili sia per lo scafo che per le vele che per tutte le attrezzature di coperta.
    Il tutto deve essere inserito nell’ambito dei compromessi che i costi di costruzione hanno reso necessari per rendere finanziariamente accessibile una barca moderna al mercato, senza dimenticare che ieri la barca era per pochi e oggi fortunatamente per un numero crescente di persone.

  6. Marco Pellanda // novembre 14, 2017 at 5:08 pm // Rispondi

    Per favore, avanti con gli articoli: a ottanta anni e a vela dal 1950, la cosa mi interessa molto.
    Marco Pellanda
    Venezia, mar 14 nov 2017

  7. Mi sembra che si parli solo delle due situazioni estreme: molto stretta e pesante, molto larga e leggera.
    Se uno guarda ad alcuni cantieri di successo (J Boats, X Yachts, Italia…) vede che ci sono barche che stanno in una via di mezzo e sono molto valide “allround”, che forse è la soluzione più efficace.

  8. Non confondiamo la progettazione con la costruzione da parte di cantieri che hanno come meta il prezzo più basso per vendere di più. Il discorso da fare è: tra due barche ben costruite, è vincente un progetto anni ’60 o uno attuale? O meglio, quale dei due naviga meglio? Poi ovviamente in base a proprie esigenze personali ognuno farà una sua scelta al momento di acquistare una barca. Del resto non si producono più da decenni auto con lo chassis, nessuno le rimpiange, eppure non andavano male.

  9. Vittorio Fresi // novembre 18, 2017 at 6:41 pm // Rispondi

    Voglio dare il mio contributo alla discussione prendendo spunto dalla domanda posta nel primo riquadro. Ci si chiede: è più sicura, più robusta più marina una barca di vecchia generazione o una moderna? La risposta che viene data è che le barche moderne sono migliori. Penso che le barche di vecchia generazione abbiano fatto la storia della nautica da diporto distinguendosi negli anni in importanti navigazioni in tutti gli oceani del mondo. Gli esempi sono tantissimi..ma vorrei ricordare il piccolo s&s 34 del 1968 che ha più volte effettuato il giro del mondo per i 3 capi, presente con successo anche all’ultima impegnativa ostar. Mi chiedo e vi chiedo: esiste tra le barche da diporto moderne, di serie, una barca più sicura, più marina e più robusta dello s&s 34 del 1968? Grazie per l’attenzione

Leave a comment

Your email address will not be published.


*