Ultime:

A scuola di vela in crociera 1: spegnete il motore e scoprite la VMG, questa sconosciuta

Ma chi lo dice che in crociera si debba andare poco a vela e sottovalutare la tecnica? Torniamo sui “banchi di scuola” per scoprire come navigare più a vela e meno a motore con i consigli di un super tecnico

A bordo del Gulliver 57. Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Crociera non è sinonimo di non vela ma è una delle sue più belle espressioni. Per evitare di “rilassarci” troppo e trascurare la navigazione, torniamo a ripassare, in compagnia del nostro esperto Roberto Spata, alcune nozioni di tecnica fondamentali per condurre meglio la nostra barca. In questa prima puntata della “Scuola di vela in crociera” trattiamo trattiamo un elemento che spesso in crociera si sottovaluta, “risolvendolo” con una bella smotorata. Parliamo del fatto di prendere in considerazione la propria VMG (che si trova come funzione nella vostra elettronica) per raggiungere nel miglior modo possibile la propria meta, a vela ovviamente.

VMG: cos’è e perchè può essere molto utile

Partiamo innanzi tutto dalla definizione di VMG che trovate tra le funzioni della vostra elettronica: cosa significa? VMG sono le prime 3 lettere di Velocity Made Good vale a dire la migliore e reale velocità di avvicinamento ad un punto quando non è possibile seguire una rotta diretta, dalla posizione attuale  al  nostro prossimo waypoint. Anche la VMG viene spesso considerata come un’ottimizzazione della propria rotta riservata solo ai regatanti più sfegatati, invece, conoscere la nostra VMG, ci permette spesso di raggiungere prima e nel migliore modo possibile il nostro waypoint navigando magari un po’ più a vela e meno a motore. Noi sappiamo che per raggiungere un waypoint posto esattamente controvento, non possiamo farlo a vela con una rotta diretta, dobbiamo arrivarci con alcuni bordi. Ma quando si conduce una barca di bolina possiamo navigare con un’andatura leggermente più larga, più lascati di vele ma molto più veloci, oppure con un’andatura più stretta al vento, con le vele più cazzate ma più lenti: ebbene dobbiamo capire quale delle due opzioni è più adatta a noi in base alle nostre capacità nel portare un’imbarcazione, alle caratteristiche della barca (ama maggiormente un’andatura di bolina stretta o viceversa più larga) e perché no, in base anche al confort che vogliamo durante una navigazione specialmente in condizioni di vento sostenuto.

LA VMG NON E’ UGUALE PER TUTTI

In definitiva, possiamo raggiungere il nostro punto di arrivo più velocemente ma percorrendo più strada oppure più lentamente percorrendo meno miglia. Già da questa semplice introduzione si può capire che a parità di condizioni, non esiste una VMG uguale per tutti e per tutte le imbarcazioni. Per esempio ci sono imbarcazioni che in poppa, orzando pochi gradi, aumentano subito a dismisura la propria velocità, tale velocità fa ruotare verso prua il vento apparente consentendo loro in seguito di poggiare maggiormente, riducendo il tempo di percorrenza anche a discapito di una maggiore quantità di miglia da percorrere. Viceversa ci sono imbarcazioni che anche orzando parecchi gradi non riescono ad aumentare considerevolmente la propria velocità, non innescano il “volano” dello spostamento verso prua del vento apparente che fa poggiare maggiormente e ottengono solo il risultato di compiere più strada. La stessa cosa vale per le andature di bolina.Ovviamente, in una situazione al traverso o di bolina larga, la migliore VMG è sempre quella dove la propria rotta e quella diretta verso il waypoint praticamente coincidono, sempre che il vento sia steso uniformemente lungo le miglia che ci circondano.

Al traverso la VMG migliore è sempre la rotta diretta verso il nostro waypoint

Tanto per complicare la situazione dobbiamo considerare che esiste una migliore VMG per ogni condizione meteo e anche questa è strettamente correlata alle caratteristiche dell’imbarcazione. A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come faccio ad identificare la VMG della mia imbarcazione? Un aiuto potrebbe essere l’utilizzo della strumentazione elettronica che molto spesso può emettere il dato della VMG; il problema è che l’affidabilità di questo dato emesso è attendibile solo se la strumentazione è ben calibrata e se il sistema elettronico, e i programmi aggiuntivi di navigazione che si interfacciano con la strumentazione, hanno la possibilità di tener conto delle polari dell’imbarcazione. Viceversa dobbiamo provare, provare e ancora provare ed imparare a conoscere il nostro mezzo in ogni condizione ed andatura e capire in quale condizione ci può dare le maggiori soddisfazioni. Un altro fattore che ci può aiutare nell’identificare la nostra VMG sono le previsioni meteo che ci possono coadiuvare nel ridurre la velocità di avvicinamento al nostro waypoint e magari con un maggior confort.

Un esempio di migliore VMG possibile. Se secondo il meteo è in arrivo un salto di vento a destra durante la nostra navigazione verso un punto posizionato contro vento, sarà inutile nelle prime ore navigare di bolina stretta, lenti e scomodi, ma piuttosto sarà preferibile navigare più poggiati e veloci per orzare in rotta sulla nostra meta non appena il vento ruoterà. Elaborazione a cura di Roberto Spata

DI BOLINA

Se dobbiamo raggiungere un punto perfettamente posizionato controvento al momento della partenza, ma sappiamo dalle previsioni meteo che il vento girerà, dopo alcune ore lungo il percorso, parecchi gradi verso destra, è inutile che nelle prime ore di navigazione navighiamo con la massima bolina possibile, magari lentamente, e in una situazione poco confortevole per poi rischiare di trovarci in seguito in un andatura di poppa e quindi ancora lenti di velocità. Possiamo anche navigare più larghi, più velocemente e con un miglior confort a bordo in quanto sappiamo che, girando il vento a destra lungo il percorso, potremo poi avvicinarci al nostro waypoint sempre di bolina larga o al lasco procedendo velocemente e riducendo tempi di percorrenza.

ROBERTO SPATA

Classe 1962 da Como. Nazionale Laser fino al 1983, si avvicina poi alla vela d’altura regatando su qualsiasi tipo di imbarcazione e specificatamente nelle Classi IOR, IMS, Maxi Yacht, Monotipi, ORC e IRC nei ruoli di tattico, timoniere o randista, occupandosi spesso della messa a punto di vele e barca.

Dal 1988 al 2000 ha collaborato con la North Sails e continua ad avere rapporti tecnici e con tutte le velerie, i progettisti e i cantieri anche come project manager.

 

IL SERVIZIO COMPLETO CON I CONSIGLI DI ROBERTO SPATA SUL NUMERO DI NOVEMBRE DEL GIORNALE DELLA VELA IN TUTTE LE EDICOLE

Leave a comment

Your email address will not be published.


*