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PROVATA. Sense 51: Alla ricerca del comfort

Le comodità di una barca a motore riadattate al piacere della navigazione a vela. Questo 51 piedi completa la gamma Beneteau dedicata ai “giramondo”

Non per tutti i velisti la gioia della barca a vela consiste in planate e velocità. Sono tanti quelli che mettono al primo posto la comodità, motivo per cui spesso sono tentati dall’acquisto di un’imbarcazione a motore. Tuttavia esistono barche, come il nuovo Sense 51 di Beneteau, che nascono per conquistare anche questi  indecisi, offrendo loro tutto il comfort necessario per sentirsi come a casa. Presentato qualche mese dopo il fratello maggiore di 57 piedi, il Sense 51 arriva ancora una volta dalla matita di Berret Racoupeau per quanto riguarda l’architettura navale e dall’italiana Nauta Yachts Design per gli interni e gli allestimenti. Un sodalizio ormai da tempo consolidato per il cantiere francese.

IN NAVIGAZIONE FA LA SUA FIGURA
Le condizioni che ci attendono a Port Ginesta, una cittadina a pochi chilometri da Barcellona, sono ottimali per la prova. Un vento intorno agli 11 nodi ci consente di testare l’imbarcazione prima di bolina larga: con un angolo apparente di 60 gradi, la massima velocità registrata è stata di 7,5 nodi. Stringendo il vento fino a raggiungere un angolo apparente di 45 gradi, la velocità diminuisce progressivamente fino ad assestarsi intorno ai 6,6 nodi. Nessun problema nel governare la barca, la cui zona timoneria è pensata per agevolare la conduzione anche con due sole persone, a tutto vantaggio delle coppie che desiderano partire per lunghe navigazioni per giramondo. Per quanto riguarda le prestazioni a motore (uno Yanmar 80 cv con Saildrive supportato da serbatoi da 110 litri di capienza che su richiesta possono arrivare fino a 200 litri) a 3.200 giri motore abbiamo registrato una velocità di 9,1 nodi, diminuendo i giri a 2.400, la velocità è scesa a 8,5 nodi. Comoda la posizione della manetta del motore a destra della console (da dove si controllano anche l’elica di prua e il verricello dell’ancora), che permette di manovrare senza dover distogliere lo sguardo dalla prua della barca.

QUALCUNO LO CHIAMA “MONOMARANO”
Vi ricordate che al momento del lancio della gamma Sense nel 2010 il cantiere li aveva definiti dei “monomarani”? Una definizioni ancora attuale e che ben fotografa la filosofia che c’è alle spalle di questa imbarcazione. Diversamente dai primi che avevano la poppa aperta, gli scafi della nuova generazione Sense hanno la poppa chiusa da una plancetta abbattibile, che garantisce maggiore sicurezza in pozzetto e quando è aperta diventa il luogo ideale dove cucinare all’aperto. Infatti, sotto le sedute della zona timoneria, si nasconde una cucina formata da una griglia elettrica e lavandino.
Ma diamo uno sguardo più da vicino alle caratteristiche di questa barca che si distingue per il fatto di non avere le cabine a poppa, soluzione che consente di avere un pozzetto più basso sull’acqua e praticamente all’altezza degli interni (solo tre scalini separano infatti il pozzetto dalla dinette), regalando a chi naviga sensazioni simili a quelle che si provano a bordo di un catamarano dove la separazione tra interno ed esterno praticamente non esiste. La comodità di questa configurazione è senza uguali: tutto è a portata di mano e si vive praticamente in uno spazio unico fuori-dentro. Il pozzetto ne guadagna di due immensi gavoni: quello a dritta con la funziona di sala macchine dove posizionare l’aria condizionata, il generatore, un eventuale dissalatore ed avere così tutti i rumori concentrati in un punto solo, lontano dalla cabina armatoriale posizionata a prua. Il gavone di sinistra invece può avere diverse configurazioni a seconda delle esigenze dell’armatore: può diventare un ulteriore spazio per lo stivaggio oppure una piccola cabina equipaggio. Al centro del pozzetto è stata trovata una soluzione molto interessante con due tavoli camaleontici trasformabili in una seduta aggiuntiva o in un lettino prendisole. L’altra grande novità è il bimini semi-rigido con rollbar fisso che copre tutto il pozzetto ed è dotato di due strutture fisse in acciaio e di una copertura che può rimanere chiusa in caso di maltempo o sole, oppure essere totalmente aperta a mano se si preferisce stare all’aria. In più sarà possibile aggiungere degli elementi protettivi laterali (disponibili come optional) che permettono di chiudere completamente questo spazio, che diventa così vivibile anche con cattivo tempo e nelle stagioni fredde. Tutte le manovre sono rimandate in pozzetto, che è dotato di quattro winch (due in zona timoneria per le vele di prua e due vicino alla tuga per le drizze e la scotta della randa) e di stopper per poter alternare scotte e drizze sui verricelli. Nella versione standard è previsto solo un winch  elettrico. Per quanto riguarda la struttura lo scafo prevede una costruzione monolitica in poliestere.

UNA VISTA A 270 GRADI SUL MARE
Come abbiamo visto, gli spazi esterni ed interni sono collegati in maniera fluida e naturale da tre gradini. Il quadrato, spazioso e luminoso, ha le caratteristiche di un famigliare spazio domestico, grazie al tocco dello studio Nauta Design. Le cabine, posizionate verso prua della barca, possono essere due o tre di cui una con letti a castello. La cabina armatoriale presenta un grande letto a penisola con accesso privato al bagno dotato di doccia separata. Gli spazi sottocoperta sono poi caratterizzati da una grande luminosità grazie alle finestrature che regalano una vista a 270 gradi sul mare. La cucina a murata è posizionata sulla dritta, mentre sulla sinistra trova posto un generoso divano a U: questo è uno spazio che sfrutta i generosi volumi e la larghezza dello scafo per diventare un vero e proprio salone. Il prezzo base dell’imbarcazione è di 306.000 euro iva esclusa.

1 Comment on PROVATA. Sense 51: Alla ricerca del comfort

  1. Very good review, thanks. I think the tank capacity is 415 liters (not 110 liters) with the option of a second one if needed.

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