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PROVATA Hanse 388: l’importanza di avere oggi 11 metri

Il cantiere tedesco Hanse ha deciso di scommettere sulla fascia di mercato degli 11 metri, mettendo in acqua l'Hanse 388 uno scafo reattivo e ben studiato

Foto di Mauro Giuffré

Questa barca detiene un primato: è infatti l’unico nuovo 38 piedi presentato durante i saloni. Quest’anno infatti quello dei 10 – 12 metri è stato il settore che più ha sofferto la mancanza di nuovi modelli. Ma il cantiere tedesco Hanse ha deciso di scommettere su questa fascia di mercato, mettendo in acqua l’Hanse 388 uno scafo reattivo e ben studiato che abbiamo provato subito dopo il Salone di Genova con una tramontana con punte massime di 12 nodi che ci ha permesso di testare la barca nelle varie andature registrando buone velocità e un’ottima reattività sul timone. Questo a conferma di un accurato studio delle appendici caratterizzate da una perfetta idrodinamica grazie ai timoni pre-bilanciati e chiglie a L sottili che garantiscono un migliore passaggio sull’acqua.

La matita delle linee di carena è quella dello studio Judel / Vrolijk, mentre sottocoperta il progetto è dello studio di design interno al cantiere che ha voluto il tocco di tre giovani designer italiane per rinnovare gli spazi interni. Rispetto ai modelli precedenti si è poi voluto migliorare anche le performance con un’alberatura più alta e una conseguente maggiore superficie velica con particolare attenzione all’easy-sailing nelle manovre a bordo, studiate per consentire anche a una sola persona di poter ridurre randa e fiocco nel caso le condizioni lo rendessero necessario. Altra novità sono le sedute di poppa rialzabili che liberano completamente il passaggio, aiutando a percepire la plancetta come un tutt’uno con la barca.

A un primo e veloce sguardo è subito evidente una nuova concezione delle linee di coperta dove è stata data priorità assoluta al restyling di boccaporti e finestrature di dimensioni generose ed è stata aggiunta una particolare finestratura vista cielo anche in bagno: il 388, ha ben sei finestre lungo lo scafo che inondano gli interni di luce naturale

Foto di Mauro Giuffré

Buoni gli spazi del pozzetto che sono stati pensati per favorire la vita di crociera, generosi anche gli spazi di prua e quelli liberi sulla tuga dove sdraiarsi. Sottocoperta troviamo forse l’unica pecca della barca che è pensata con un solo bagno nel layout e questo potrebbe forse penalizzarne la vendita sul mercato italiano.
Una menzione particolare va fatta per la ben riuscita scelta del colore amaranto dello scafo ottenuta attraverso la tecnica del wrap (la pellicola adesiva che copre la barca e gli da colore).
Lung. 11,4 m; larg. 3,9 M; pesc. 2,65; disloc. 8,27 t.

Tutti i numeri a vela, i dettagli tecnici e i particolari del nostro test, sui prossimi numeri cartacei del Giornale della Vela.

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