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Mini Transat, Beccaria racconta: “Che emozione la partenza e quell’uscita a razzo dalla Biscaglia”

Lo abbiamo chiamato a Las Palmas, si era appena svegliato, ecco il racconto a caldo della prima tappa di Ambrogio Beccaria

Foto Breschi

E’ di Ambrogio Beccaria sul Pogo 2 Ambeco la migliore performance italiana alla prima tappa della Mini Transat, 1350 miglia da La Rochelle a Las Palmas, chiusa al sesto posto dal navigatore milanese, a 4 ore dal primo (LEGGI QUI). Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare a caldo le primissime impressioni. SCOPRI LA STORIA DI AMBROGIO DAL RECUPERO DELLA BARCA ALL’OCEANO

Ciao Ambrogio, complimenti, come stai?

Benissimo, mi sono appena svegliato dopo una bella dormita.

Che prima tappa! Raccontacela, come ti sei trovato?

La partenza è stata fantastica, c’erano tutti gli amici, la mia famiglia e una quantità di spettatori incredibile, non ci sono abituato a così tanto pubblico. Per l’emozione era quasi difficile riuscire a concentrarsi sulla partenza e sulla regata.

E invece hai fatto una prima parte praticamente impeccabile, in fase perfetta con la prima rotazione…

Ero strafelice di come sono uscito dal Golfo di Biscaglia, è stata una fase veramente perfetta nonostante un meteo incerto. Abbiamo avuto una bolina iniziale con una quindicina di nodi, dove mi ero ben posizionato a sudovest e poi ho agganciato bene la rotazione a nordest. Ero convinto che i Pogo 3 che avevo alle spalle mi avrebbero ripreso, invece ho tenuto. A Finisterre sono passato tra il DST (zona di esclusione della navigazione) e il Capo, molto a terra, una scelta che quando c’è vento sui 30 nodi paga molto perché fai meno strada e vai veloce. Proprio in quel passaggio ho fatto il mio record personale sulle 24 ore, 249 miglia e terzo tempo della regata.

Ti sei stupito di non vedere rientrare i Pogo 3?

All’inizio si, poi mi sono reso conto che tenevo. Loro mi tritano in situazioni di vento medio, quando il mare sale ulteriormente e con esso il vento le differenze un po’ si livellano. Sono veramente contentissimo della barca, sono stato benissimo.

E poi la grande bonaccia…

Si, dopo la latitudine di Gibilterra sapevamo che sarebbe arrivata e il gioco era capire come aggirarla. Io ho fatto una scelta abbastanza estrema, andare a strambare molto a ovest per provare a contornarla e restare nel vento. In realtà non ha pagato come opzione perché anche io sono rimasto senza vento ma avevo percorso molte miglia in più di chi aveva fatto una scelta più diretta. Più giù la situazione restava molto incerta e sempre con poco vento, ho deciso di fare massima velocità verso casa, senza rischiare oltre.

Come ti sei trovato con gli aggiornamenti meteo?

Sono contentissimo, ha funzionato tutto alla perfezione. Fra l’altro questi sistemi radio funzionano anche meglio quando ti allontani da terra perché sono meno disturbati. Tutti i giorni il momento topico era alle 11.03 , ora in cui ricevevo il bollettino meteo e la classifica, non ne ho persa una.

Mauro Giuffrè

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