Ultime:

TENDENZE. Come cambiano le barche? Viaggio nel mondo del design e dell’attrezzatura. FOTO

Da Cannes a Genova, in banchina abbiamo fotografato, osservato, parlato con i progettisti e con i cantieri: ecco come sta cambiando il mondo delle barche a vela sul fronte dei nuovi modelli

Foto Giuffrè/Giornale della Vela

Come stanno cambiando le barche? I Saloni di Cannes e di Genova, le chiacchiere in banchina con progettisti, addetti ai lavori e velisti, ci hanno aiutato a ridefinire il quadro di come si sta evolvendo il design, l’attrezzatura e le caratteristiche veliche delle barche di nuova produzione. Varie tendenze si affacciano sul mercato, alcune scompaiono, altre vengono riproposte sotto altra veste, molte si differenziano tra il segmento delle barche da crociera pure e quelle invece più decisamente orientate alle performance. Il divario tra questi due settori sembra allargarsi: meno barche ibride e più modelli con un’identità precisa, sui quali forme e attrezzatura vengono inevitabilmente modellati con filosofie quasi opposte.

Andiamo a vedere nel dettaglio alcuni dei particolari che ci sono sembrati più rilevanti, con una tendenza su tutte: soprattutto le barche da crociera vanno verso una radicale semplificazione della loro gestione, mezzi per un pubblico sempre più vasto, anche per chi decide di fare il grande salto dalle barche a motore a quelle a vela.

Carrello randa addio

Le moderne barche da crociera tendono a semplificare molto l’attrezzatura. A sparire è sempre più spesso il carrello della randa, sostituito dal punto fisso a terra in pozzetto o sulla tuga. In quest’ultimo  caso alcuni cantieri optano per un doppio punto, che in minima parte (cazzando la scotta di sopravvento o quella di sottovento a seconda delle situazioni) emula il lavoro di un vero carrello ma sostanzialmente rimane distante tecnicamente da questo.

Nuove sovrastrutture

Hard-top e Roll-barr, sono due delle “sovrastrutture” che stanno prendendo campo nel design delle nuove barche da crociera. Una tendenza presa in “prestito” dal mondo delle barche a motore, per andare incontro alle esigenze di un pubblico oggi decisamente più orientato verso il diporto rispetto che al passato.  I cantieri lo sfruttano il rollbarr anche per semplificare le manovre: sempre più spesso qui è infatti rinviato il punto di scotta della randa, viene così liberato spazio in pozzetto o sulla tuga

In barca come in spiaggia

Sulle barche dai 50 piedi in su i progettisti studiano e realizzano ampie zone prendisole. Il design viene completato dalla presenza di ampie cuscinerie che trasformano l’esterno della barca in un perfetto “solarium” dalle superfici confortevoli e avvolgenti. L’estetica della cuscineria segue ovviamente il family feeling del cantiere produttore e i dettagli vengono curati minuziosamente, quasi come fossero a tutti gli effetti una componente fondamentale.

Dalla prua al pozzetto

Rimuovere gli ostacoli, dare la possibilità a chi utilizza le barche di muoversi sempre più liberamente da prua a poppa, senza fastidiosi inciampi. A bordo del nuovo Sun Odyssey 440 non esiste alcun ostacolo tra il passavanti e il pozzetto, il primo da prua scende verso poppa fino ad arrivare allo stesso livello del secondo all’altezza delle ruote senza soluzione di continuità.

Una soluzione già adottata anche a bordo dei super yacht a motore ma che ancora non si era visto a bordo di imbarcazioni di queste dimensioni e che va a sfruttare uno spazio generalmente inutilizzato a bordo delle barche. Non è più necessario scavalcare per passare dal pozzetto al passavanti, questo permette di avere le panche con uno schienale più alto a tutto vantaggio della protezione del pozzetto e infine migliora la visuale dalla zona timoneria perché permette di timonare da una posizione più esterna.

I nuovi spigoli

Non più prossimi alla linea di galleggiamento e molto più spostati verso prua rispetto al passato. I nuovi spigoli prendono forma per aumentare la volumetria interna e sono sempre più presenti sulle barche da crociera come il nuovo Oceanis 51.1 , disegnato da Berret-Racopeau per Beneteau , che ne fa un marchio di fabbrica. Rispetto agli ultimi anni, dove gli spigoli erano generalmente all’estrema poppa, la loro presenza si estende decisamente verso i volumi di prua.

Teak Sintetico

Lo hanno inaugurato, per ragioni di peso, le barche sportive ma adesso sta prendendo campo su tutti i fronti della crociera. Esteticamente gradevole, funzionale e leggero, è il futuro della cantieristica? Sempre più cantieri lo stanno adottando, stimolati dai clienti o per scelta propria. Il costo è ancora leggermente superiore a quello del teak naturale, che però impone costi di gestione annui non indifferenti. Sembra ormai una tendenza più che consolidata.

Prue Inverse

Il mondo delle barche sportive ha ormai stabilizzato questa tendenza. I moderni scafi da crociera veloce, o da regata, si caratterizzano per la prua inversa tipica originariamente dei catamarani. Minore resistenza idrodinamica e look più aggressivo sono le principali ragioni di questa scelta progettuale, oltre ad essere diventata un vero e proprio marchio di fabbrica di alcuni progettisti. Agli amanti del look aggressivo piace, il futuro dei performance sembra questo.

La linea di coperta

Non solo l’originale soluzione del Sun Odyssey 440. Anche The Fifty di Eleva Yachts ha optato per una linea del ponte insolita. Il 50’ italiano si caratterizza per una sheer line su due livelli, più alta verso prua e a leggero degrado verso il pozzetto.

Una scelta con una doppia funzione: estetica, per dare un’idea di movimento al look della barca, funzionale invece per quanto riguarda la volumetria interna, soprattutto a prua.

Torna la Bretone

Dagli RM al piccolo GS 34, il ritorno della cabina bretone è realtà: niente porte, open space a prua per uno spazio che all’occorrenza può trasformarsi in comodo cala vele o in pochi passaggi fare spazio a due posti letto. I crocieristi puri storcono il naso per la mancanza di privacy e l’estetica poco classica, ma un nuovo pubblico sportivo inizia ad affacciarsi al mondo della nautica. Un pubblico meno attento alla comodità e più concentrato sulla funzionalità della barca.

Ritorno di fiamma

Sulle “piccole” torna prepotentemente il timone a barra, soprattutto sui progetti open pensati per la navigazione offshore come i piccoli RM di Fora Marine o il nuovo GS 34. Un ritorno alle sensazioni pure nella conduzione di barche sportive e veloci. Anche qui si apre un dibattito tra amanti della ruota e quelli della barra, ma tecnicamente su modelli inferiori ai 40 piedi non c’è praticamente storia: la sensibilità e la sensazione di immediatezza di un timone a barra non ha rivali.

Mauro Giuffrè

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NEWS DI BARCHE E CANTIERI

Leave a comment

Your email address will not be published.


*