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Il decreto sulla nautica nasce male, vi spieghiamo il perché

Meno burocrazia? Avrebbe potuto essere così. Ma senza registro telematico della nautica da diporto non si combina nulla. Anzi, si torna indietro

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Com’è possibile che un Consiglio dei Ministri approvi
un decreto legge di semplificazione, annunciato in pompa magna come lo strumento per ridare competitività alla nautica italiana, dimenticandosi di inserire l’elemento chiave di tutta la riforma?

ASPETTANDO IL SISTE-GODOT

Stiamo parlando di un semplicissimo registro (il fantomatico SISTE, Sistema telematico centrale della nautica da diporto). Come quello delle auto e moto, dove sono inseriti tutti i dati delle imbarcazioni battenti bandiera italiana. Perché oggi, incredibile ma vero come molti sanno, i dati di proprietà e le caratteristiche delle 120.000 barche battenti bandiera italiana sono nascosti nei registri, spesso ancora cartacei, delle Capitanerie di Porto.

Cosa vuol dire in pratica? Significa che è impossibile se non con un controllo con abbordo in mare, sapere la storia di una barca. Facciamo un esempio. Il signor Rossi è ricercato per aver commesso un reato. Decide di scappare in barca. Nessuno lo troverà mai perché nessun corpo di polizia può sapere che qual è la sua barca. Tutto questo perché nessuno costringe le Capitanerie di Porto a predisporre un bel file excel con i dati delle barche registrate e renderlo di pubblico dominio. Rendita di posizione, difesa di interessi corporativi? A voi la risposta.

STED COSA?

Va da sé che con la mancata creazione del cosiddetto registro telematico (ma da quanto se ne parla? Anche a noi comincia a venire la nausea!) viene meno anche il famoso Sportello telematico del diportista, o STED. Quello che – giustamente – dovrebbe essere uno sportello online per svolgere pratiche relative alla licenza di navigazione (rilascio, aggiornamento, variazioni di natura tecnica, giuridica o di sicurezza, duplicati in caso di sottrazione e smarrimento), il rilascio di certificati (sicurezza, idoneità, navigazione temporanea, licenza provvisoria nei casi previsti dalla legge), l’iscrizione e la cancellazione delle imbarcazioni dal registro nautico. Quello che dovrebbe aiutarvi a non diventare matti ogni volta alla caccia dell’ufficio competente o Capitaneria di turno.

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2 Comments on Il decreto sulla nautica nasce male, vi spieghiamo il perché

  1. ma se esistono un sacco di imbarcazioni fino a dieci metri di lunghezza non registrate di che cosa stiamo parlando? scappar via con una imbarcazione non registrata non ti farà rintracciare mai non perchè non esistono i registri informatizzati ma perchè semplicemente l’unità non è registrata (neanche sui registri cartacei). Altra questione è l’accessibilità da parte del cittadino. Ma ciò mi sembra non nasconda alcun interesse corporativo, ma più semplicemente il ritardo in tutta l’amministrazione (a parte alcuni settori da considerare vere mosche bianche) nell’adozione di procedure e mezzi informatici che rendano più semplici e veloci alcune operazioni.

  2. Che la colpa non sia delle Capitanerie ma di lobby che spingono per proteggere evasori fiscali? Al tavolo tecnico non c’è nessuna lobby che difende l’utente vero che avrebbe il vantaggio di non vedersi fermare per mare.
    Ma il codice nasce male anche su altri punti. Uno per tutti l’inserimento nel Codice della Nautica dell’istruttore di vela?!?! Cosa c’entra in un Codice della Nautica! Giusta la richiesta di professionalizzare una figura del settore ma sbagliato l’ambito. A parte che in mare non si va solo a vela, ma con questa logica inseriamo tutte le professioni che girano e lavorano intorno ad una barca? Mentre in europa si sono eliminati gli “albi professionali” in Italia se ne creano altri spinti chiaramente da una lobby, per creare una casta?
    e non parliamo di professionalità, li avete visti questi istruttori imporre giustamente il salvagente ai bambini e loro sul gommone senza? Se l’esempio è l’arma migliore per insegnare cosa pensate che pensi un bambino? Quando sarò grande toglierò anche io il salvagente!
    Riflessioni ad effetto a parte, la professionalità non si fa con gli albi professionali ma con corsi seri e l’ambito per le professioni dei nostri giovani sono le leggi regionali non il Codice della Navigazione.
    Perchè il regime sanzionatorio del nuovo codice lo avete letto??? immaginate cosa avverrà?

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