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VIDEO Ecco come i materiali sintetici hanno mandato in pensione il teak. Parola di Refit Style!

Zero manutenzione, doghe che bloccano le infiltrazioni, tenuta antiscivolo e resistenza ai raggi UV: così i materiali sintetici hanno "spodestato" il teak


Girando tra le banchine di Cannes e di Genova, ci siamo resi conto che il caro, vecchio (e costosissimo da mantenere) teak è andato in pensione, sostituito dai nuovi rivestimenti sintetici.
Sono tante le barche di ultima generazione che montano questo tipo di prodotto, in alcuni casi quasi indistinguibile dal legno tradizionale: non più una tendenza, ma una realtà consolidata. I vantaggi, in termini di manutenzione, sono grandi: non dovrete più diventare pazzi per rifare la gommatura o sudare sette camicie per riverniciare, lavare, strofinare. Uno degli “attori” italiani di questo cambiamento (“stiamo scrivendo la storia”, ci dicono, ridendo, allo stand) è Refit Style, il marchio che commercializza Permateek.

Zero manutenzione, doghe termosaldate che bloccano le infiltrazioni, ottima tenuta antiscivolo e resistenza ai raggi UV. Inoltre il teak sintetico scalda meno del legno vero e potete sceglierlo in una vastissima gamma di colori e finiture. Basterà fornire la sagoma della superficie da rivestire e vi verrà consegnato il tappeto pronto per l’installazione che potrete fare da soli o con l’aiuto degli esperti di Refit Style, distributore ufficiale in Italia di Permateek. Ma abbiamo anche scritto troppo: ci ha raccontato tutto Erika Tramarin. www.refitstyle.com

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