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Quello lì non sarà mica un cafonauta? Sette punti per riconoscerlo!

In estate, fanno arrabbiare chi va per mare per passione. Sono i cosiddetti "cafonauti". Sapreste riconoscerli? Ecco, in sette punti, come idenfiticarli

Se proprio dovessimo identificare con un testimonial la figura del “cafonauta”, che tanto fa arrabbiare i velisti in estate, non avremmo dubbi: il re dei social e del selfie, dei balletti e delle belle donne, Gianluca Vacchi. Il chiacchierato rampollo che ha un patrimonio, stimato in diversi milioni di euro, derivante dall’IMA, l’impresa familiare fondata da suo padre negli anni Sessanta.

VACCHI E’ PASSATO AL MOTORE!
Ma c’è una buona notizia per voi, cari amanti della vela:
da vero cafonauta Vacchi è passato al motore. L’anno scorso aveva monopolizzato l’attenzione dei paparazzi sul suo Brenta B52 Genie of the Lamp, quest’anno ha preferito spostarsi su uno splendido Wally Power bianco di 22 metri: gli spazi a bordo consentiranno al 50enne bolognese di ospitare feste e dj set ancora più affollati. Di invariato c’è solo il nome (Genie of the Lamp).

SETTE DRITTE PER RICONOSCERE IL PERFETTO CAFONAUTA
Come si diventa cafonauti? Come riconoscerli? Ci siamo divertiti a stilare, in sette punti, una guida per distinguerli (e non diventare come loro).

cafonauta1. DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA
Siete nella rada dei sogni. Che pace, quanto avete navigato per ancorare in questo angolo di paradiso. Non fate in tempo a godervi il silenzio e la pace che arriva lui. Lui, il cafonauta: a bordo di motoschifo gigante o motorsailer (con la randa rimasta avvolta nell’albero dal 1989, perché il cafonauta non naviga a vela). Si preoccupa di dare ancora in modo che la catena vada sopra la vostra, dopodiché attacca lo stereo al massimo volume. Ovviamente risuonano le note di “Despacito” in tutta la baia, accompagnate da urla e schiamazzi provenienti dalla barca del cafonauta e del suo degno equipaggio: una roba che neanche fuori dal Cocoricò di Riccione!

cafonauta2. PREDILEZIONE PER I PORTI
Almeno di sera, in rada, potrete dormire sonni tranquilli. Il cafonauta, di solito, predilige i porti in modo tale da poter scendere a terra agevolmente per dirigersi in discoteca, nei locali costosissimi, o ovunque possa mettersi in mostra.

3. PALESTRA, TATUAGGI E (POCA) FANTASIA
Le caratteristiche fisiche sono determinanti nell’individuazione del cafonauta tipo: l’abbronzatura integrale (da lampada) comparirà già a fine aprile, il petto sarà rigorosamente depilato in stile pollo; il corpo dovrà essere coperto di tatuaggi, meglio se tribali e non appartenenti minimamente alla nostra cultura. La ciliegina sulla torta è la palestratura totale, i cafonauti più “ricercati” sfoggiano un look da hipster con barba di ordinanza.

4. MOSTRARE I CAVALLI
State navigando sotto costa. Scirocchetto, a vela, in famiglia. Sentite un rombo avvicinarsi: vi girate a guardare il cielo, credendo si tratti di un temporale imminente. Invece è un gigantesco ferro da stiro che vi passa a pochi metri di distanza a una velocità di 45 nodi, sollevando onde in stile aliscafo. Immancabili le ragazze da copertina che ballano come forsennate sul ponte anche ai suddetti 45 nodi. Cari amici, quello era un cafonauta.

5. IL LINGUAGGIO
Il cafonauta tipo fa sfoggio dei pochi termini nautici che conosce (imparati al corso di patente nautica “di facciata” dietro cospicua “stecca” alla commissione) utilizzandoli compulsivamente (“abbattete virando sottovento ma mure a dritta!”) ma tradendosi con l’uso di parole quali “corda, fune, volante, guidare la barca”. Immancabili anche i vari vocaboli onomatopeici (taaaac) degni del miglior Dogui in Vacanze di Natale ’83. L’accento – non ce ne vogliamo gli amici meneghini – è milanese anche se il cafonauta viene da Crotone.

6. MANOVRE PER SALPARE
Il cafonauta tipo, in porto, ormeggia sbattendo sulle altre barche e salpa facendo altrettanta confusione. Nel 90% dei casi, quando è il momento di levare gli ormeggi, il cafonauta si dimenticherà la presa della 220 attaccata alla colonnina, rischiando di portarsi dietro l’intero pontile galleggiante. Una volta in mare, state certi: il cafonauta non tirerà mai e poi mai su i parabordi.

7. “SOCIALISMO”
Il comportamento del cafonata a bordo? Possiamo riassumerlo così: aperitivo no-stop, con selfie in diretta su Instagram, Facebook, Periscope, Twitter, Google Plus, Telegram, Pinterest, Tumblr, Tinder, Badoo, Meetic, Lovoo e chi più ne ha più ne metta. Ogni occasione è buona per far scattare “l’ape”. Prima del selfie, però, il cafonauta scenderà sottocoperta e, aprendo la sua valigia rigorosamente rigida e ingombrante, tirerà fuori i migliori costumi di scena: slip attillati, catene dorate, canottiere da Campionato Nazionale di Body Building.

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3 Comments on Quello lì non sarà mica un cafonauta? Sette punti per riconoscerlo!

  1. Non sono d’accordo sull’esclusiva meneghina: ho conosciuto tanti cafonauti romani (anche velisti) e napoletani. Ma il concentrato esempio del soggetto in questione ho avuto modo di conoscerlo in Valcanela o Valcanali a Brioni Maggiore: era un certo…..non ricordo il nome, ma era un milanese trapiantato a Roma, dove mi pare fosse stato anche sindaco e presidente dei maggiori enti sportivi italiani. Mi pare fosse stato anche campione italiano di sci nautico…., ma proprio non ricordo il nome! Bene: all’incirca nei primi anni ’90 in Valcanali buttò l’ancora (vietatissima perchè parco naturale) del suo megayacht di 30m. e con le casse acustiche a tutto volume ci allietò un pomeriggio intero: andammo a chiamare l’allora severissima policia serbo/croata (che se navigavi a vela a meno di tre Mn da Brioni veniva fuori a farti la multa) che ci rispose che era un ospite di riguardo e che aveva il permesso speciale anche per ancorare: sic!!! Privilegi dei potenti!

  2. Putroppo il cafonauta va anche su barche a vela. Qualche anno fa alla fonda a Merlera, isoletta di 100 abitanti, anticamera della Grecia Jonica, tutta la notte fummo allietati da un animale che sparava da una barca a vela musica a 1000 W. Mi chiedo, ma perché se queste persone in crociera fanno le stesse cose di tutti i giorni dell’anno, perché vengono a farle in questi angoli di paradiso. L’unica consolazione è che siccome in questi angoli di paradiso manca tutto, il mattino successivo se ne scappano nel più vicino marina attrezzato.

  3. Complimenti,
    un altro ottimo articolo di vela, come da tempo non se ne leggevano in Italia
    Si aggiunge a quello sulle belle veliste, altro capolavoro
    Luoghi comuni, banalità, superficialità e con l’aggiunta del doppiopesismo tra fancazzisti figli di papà: a Marzotto gli onori, a Vacchi l’onta … dei rosiconi dello “splendido wally power bianco di 22 metri”
    E dire che di articoli – velistici – con cui riempire il sito ce ne sarebbero.
    Così come di lettori competenti e appassionati da coinvolgere, che non ritengo si meritino certi articoli
    A quando l’annuncio per la ricerca di un social media manager o anche solo del website content manager?

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