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Addio randa e albero. Ecco l’armo a doppio fiocco rollabile. Genio o follia?

Una barca a vela senza randa e albero? No, non siamo impazziti, vi stiamo presentando il nuovo progetto di Daniele Vitali con armo a doppio fiocco rollabile

“Vi è mai capitato un giorno di particolare pigrizia vacanziera in cui avete avuto la tentazione di non issare randa ma semplicemente liberare il fiocco e farvi trascinare mollemente al largo? A quanto pare sono in molti ad adottare questo “stile” semplificato di navigazione a vela” – così racconta Daniele Vitali, il designer italiano che con il suo progetto dell’O’penbic ha fatto felici ragazzini di tutto il mondo –  “Mi è capitato di vedere barche risalire di bolina con solo fiocco con 25 nodi di vento, altri che usano il solo Code 0 , che qualcuno ha definito un fenomeno di moda per la crociera a vela, per tutte le andature. Personalmente leggo in tutto ciò un messaggio indirizzato ai progettisti e aziende che producono imbarcazioni da crociera: noi la usiamo così; semplice è meglio.

Armo tradizionale VS armo V Twin Cruiser a bordo di un 60 piedi

Perché quindi non valutare un armo a doppio fiocco rollabile (definito V Twin Cruiser)?
Ho fatto quindi un esercizio esplorativo su un piano velico con queste caratteristiche ed ho scoperto che oltre a risultare ben equilibrato, offre parecchi spunti e spazi di innovazione.
La prima ipotesi è stata un armo a doppio albero perimetrale arretrato supportato oltre dal doppio strallo , da quattro paterazzi paralleli , un layout che risulta strutturalmente interessante e sinergico con lo scafo.

Ovviamente sparendo l’albero dal centro barca , con grande soddisfazione delle signore a bordo, si darebbe via libera ai designers di interni che si possono sbizzarrire nella creazione di spazi inusuali.La coperta ovviamente beneficerebbe degli stessi vantaggi con massima libertà di interpretazione degli spazi prendisole, accoglienza, party. 
Non ultima la soddisfazione di chi sta al comando he non deve continuamente ricordare agli ospiti d fare attenzione a boma, carrelli , spazi di manovra”. Cosa ne pensate? Genio o follia?

27 Comments on Addio randa e albero. Ecco l’armo a doppio fiocco rollabile. Genio o follia?

  1. E’ indispensabile semplificare la gestione delle vele per rendere meno affaticante la vita a bordo di una barca DA CROCIERA. Tutto quello che viene in questo senso, e che si riveli valido sul piano di praticità, funzionalità ed economicità non può che essere apprezzato.

  2. Il peso in alto non aumenta col doppio albero perimetrale al posto di un singolo albero tradizionale? Inoltre non è possibile utilizzare uno yankee murato a prua anzichè un genoa, che con la bugna molto più alta passerebbe più facilmente da una mura all’altra in virata, considerato che deve scapolare lo staysail? Certo lo yankee avrebbe meno superficie velica del genoa, però magari si può recuperare almeno in parte abbassando il punto di bugna della trinchetta autovirante o meglio ancora arretrando l’albero a estrema poppa.

    • Ho pensato la stessa cosa. C’è da dire che la bugna di trinchetta bassa creerebbe un fastidio nell’area prendisole.

  3. Decisamente geniale e futuristico.
    Mi preoccupa solo la distribuzione e la gestione dei pesi.
    Evoluzione epocale.

  4. Domenico Gallo // agosto 31, 2017 at 9:14 am // Rispondi

    Per me, ne genio ne follia. Ma una buona strada da percorrere. Ernesto Tross porta avanti da tempo l’idea di eliminare la randa, dimostrando la fattibilità. Per cui buon lavoro ai progettisti

  5. Capisco l’addio randa, mi incuriosiva l’addio albero… Infatti, ne spuntano due uniti a traliccio. Titolo appositamente sensazionale?

  6. La minore superficie velica rispetto al Marconi dovrebbe comportare anche una zavorra più leggera. Con tutte le conseguenze del caso

  7. Il doppio albero a traliccio penso che porti troppo peso in alto con conseguente rollio quando si naviga dal gran lasco alla poppa ed eccesso di sbandamento in bolina. Tross pensava solo di arretrare l’albero normale poggiandolo in coperta vicino al tambuccio comunque armandolo anche con una randa senza boma come fosse una carbonera, eventualmente rollabile nell’albero stesso, con bugna di scotta abbastanza alta da non interferire con il timoniere in piedi e con due punti di mura arretrati al giardinetto (tipo volanti) o carrello sul baglio di poppa . così si recupera anche il peso del boma .
    L’idea e assolutamente buona e da sviluppare: buon lavoro agli architetti navali ed ai rigger!

  8. E a ogni virata si riavvolge il “fiocco” ? O lo si lascia scorrere ( con conseguenti attriti, possibili rotture e inceppamenti) sullo strallo del secondo fiocco poppiero ? Non mi sembra molto pratico. Anni fa ho posseduto una barca con due rande, due alberi senza sartie e senza fiocco ( un freedom cat ketch ) , per me era un’ottima soluzione.

  9. Molto interessante , ed effettivamete applicabile , potrebbe essere adirittutra piu rbusto degli attuali nonche piu economico…
    Farebbe davvero felice moltissime armatrici !

  10. PS : imbarcazione cosi innovatiova , si merita anche una motorizzazione innovativa, via asse elica , magari pensando a motore ibrido e idrogetto a scomparsa retrattile (tipo elica di prua , vedi anche RC44)

  11. Aggiungerei anche una stretta randa, anche lei avvolgibile. Un corto boma la cui trozza sta su un carrello con rotaia che corre lungo la traversa orizzontale di unione dei due alberi.
    In questo modo, ad esempio con mure a dritta, spostando il boma a sx la randa si troverebbe in linea con la balumina del fiocco diventandone un vero e proprio “flap” (andatura di bolina)

  12. Ma con l’albero così appoppato e decisamente più pesante di uno normale, come si comporta la barca in una situazione di bolina dura con mare mosso? Già mi immagino la poppa che scodinzola a destra e a sinistra..

  13. mi pare un’evoluzione del Luna progettato da Carter inizio anni 80

  14. Come nei migliori cutter, giocando opportunamente sulla sovrapposizione e larghezza del canale tra fiocco/yankee e staysail si potrebbe anche ricreare in parte il fenomeno dell’upwash che la presenza della randa genera sul fiocco nell’armo a sloop. Di fatto non è preclusa a prescindere la capacità di risalire bene il vento.

  15. Bellissima, bella bella, … bella cagata !

  16. Raga è un po’ di anni che – con diverse barche a noleggio- mi diverto a navigare solo con il fioccone e si va e come si va anche di bolina con vento oltre i 15 nodi senza tutte le rotture e i pericoli che dà la randa! W i due o tre fiocchi w la semplicità e la facilità che diventa felicità!!

  17. Al di là dei progetti, secondo me bisognerebbe separare drasticamente quella che è una barca da regata dalla crociera. Quando leggo la definizione crociera regata mi fa sorridere, per ottenere questo risultato bisogna attuare solo compromessi, un po come i suv, non vanno bene fuori strada e in strada

  18. Novità no di certo, applicazione su uno yacht di grandi dimensioni certamente. Nel 1975 o 1977 , quindi 40-42 anni fa attrezzai una piccola pilotina a vela con un piccolo albero arretrato ed un genoa su avvolgitore . A distanza , sotto vela dava l’impressione di un armo latino. Visto l’angolo della inferitura , la relativamente scarsa superficie velica e la sua posizione, l’efficienza non era spettacolare, ma sempre meglio che andate a motore quando il vento era favorevole. Essendo poi un “chiglia lunga” l’efficienza di bolina era quello che era. Ma l’entrobordo non aspettava altro. Stiamo parlando di barchette per andare a spasso, non da regata … Se trovo foto e disegni ve li faccio avere. Chissà dove sarà ora , se naviga ancora. Le barche purtroppo durano troppo… Riguardo la preoccupazione del peso di un albero a bipode, ho di recente progettato per un cliente uno di oltre 12 m che pesa poco meno di un equivalente insartiato. E’ un traliccio un alu . La mia unica preoccupazione è l’eventuale rumore del vento dovuto alla particolare struttura. Appena ho il permesso dl committente vi spedisco il rendering del traliccio o direttamente le foto del pezzo . Ma i rendering sono di più facile lettura che le foto fatte in cantier

  19. Scusate ma a me sembra una cazzate.
    Ma siamo poi sicuri che il CV risulta essere efficiente? Non sarà troppo puggiera?
    Tanto vale portare l’albero più arretrato di pochi mt e bulbo più avanzato trovando un giusto equilibrio mettendo un Genoa grande a prua e un altro fiocco entrambi avvolgibili,togliendo boma e randa.

  20. La discussione mi sembra molto interessante e vorrei aggiungere il mio contributo. Circa 10 anni fa avevo ideato un armo per alcuni versi simile: albero arretrato, 2 fiocchi a prua con minimo ricoprimento (sostanzialmente autoviranti), randa senza boma, avvolgibile nell’albero, regolata da un carrello alto a poppa. Volevo ottenere una barca con un’ampia superficie velica e semplice da portare (per ridurre 1/3 di velatura era sufficiente avvolgere il fiocco centrale, mentre avvolgendo la randa e il fiocco a prua si riduceva di 2/3). Avevo realizzato un prototipo in scala ridotta modificando un Flying dutchman e il risultato sembrava promettente, ma poi il progetto non è andato avanti per mancanza di fondi. Se qualcuno fosse interessato, non ho problemi a fornire ulteriori dettagli.

  21. C’è della robusta ricerca (italiana) alla base di questa proposta e con risultati sorprendenti dal punto di vista che meno mi aspettavo ossia dal punto di vista dell’efficienza di questo rig.

    http://www.researchgate.net/profile/Ignazio_Maria_Viola/publication/262797205_Wind_tunnel_and_CFD_investigation_of_unconventional_rigs/links/00b495396bce8e7348000000.pdf

    Buona lettura!
    (la domanda mi è nata spontanea: perché, visto che è così efficiente, non è utilizzato in crociera, non dico in regate a bastoni ma nemmeno in regate oceaniche in solitario?)

  22. È semplicemente geniale. L’ha realizzata Ernesto Tross con Orso bianco. Ha scritto anche un libro.

  23. Wow! Finally I got a weblog from where I be capable
    of in fact take valuable data regarding my study and knowledge.

  24. Il libro si chiama ” Controla randa” Ed. Nutrimenti, Autore Ernesto Tross
    http://www.nutrimenti.net/libro.asp?lib=241

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