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Quel piccolo scoglio a sud dell’Irlanda e gli italiani che sfiorarono l’impresa

Una delle storie sportive più belle di quest'estate, probabilmente una delle storie veliche dell'anno, è l'impresa sfiorata dal Mylius 15e25 Ars Una che per 48 ore è stata in testa alla mitica Rolex Fastnet Race. Ma il risultato, almeno questa volta, forse passa in secondo piano

Ars Una di Vittorio, Mylius 15e25

Il Fastnet è un nome che suscita emozioni forti e racconti leggendari. Un piccolo scoglio, alto circa 50 metri sull’acqua, posizionato a sud dell’Irlanda a circa 13 miglia dalla terraferma. Dai porti italiani dista in media non meno duemila miglia, per questo per una barca tricolore arrivare fin lassù è una sfida non da poco, farlo partecipando alla mitica Rolex Fastnet Race e piazzandosi bene in classifica ha il profumo dell’impresa.

E’ quello che ha fatto il Mylius 15e25 Ars Una di Vittorio Biscarini, andando a regatare nel tempio dello yachting mondiale: prima la Cowes Week e poi la leggendaria regata del Fastnet che si disputa ogni due anni. Il risultato è stato di prim’ordine, 11 posto overall e secondo di classe, ma più di questo conta forse la passione e la determinazione per portare a termine un simile progetto. Senza dubbio quella di Ars Una è una delle storie sportive di quest’estate e di quelle veliche di questo 2017 proprio perché rappresenta un sogno realizzato.

Come ha raccontato l’armatore Vittorio Biscarini in un’intervista a Saily.it , impostare una trasferta simile per una barca italiana è qualcosa di molto complesso. Anche perché, come chi partecipa a regate ad alti livelli sa, l’imprevisto può essere sempre dietro l’angolo. E Ars Una ha avuto un grande, enorme, imprevisto: la nave sulla quale doveva essere caricata la barca con destinazione Inghilterra a pochi giorni dalla partenza ha dato forfait per problemi tecnici. Per realizzare il sogno del Fastnet restava un’unica soluzione: raggiungere Cowes via mare, ed è proprio quello che ha fatto l’equipaggio di Vittorio Biscarini: un lungo trasferimento dalle calde acque tirreniche a quelle fredde e grigie dell’Inghilterra.

Il resto è una storia che racconta del sogno che si realizza: le regate della Cowes Week per prendere confidenza con il tipico clima anglosassone dove gli ingredienti principali sono la pioggia e il vento forte. La messa a punto della barca, il rodaggio dell’equipaggio e la preparazione di una cambusa speciale per una regata speciale: quelle 607 miglia che ogni velista almeno una volta nella vita ha sognato. E poi c’è stato lui, il mitico faro del Fastnet, che emette un lampo bianco ogni 5 secondi, raggiunto da Ars Una quando l’italiana era leader della classifica provvisoria. Un risultato parziale ottenuto con un bordeggio preciso lungo la costa sud dell’Inghilterra e nella risalita di bolina nel mar d’Irlanda. Meno fortunata la discesa verso il traguardo, quando alle portanti le barche pure da regata hanno fatto valere le loro caratteristiche ma, almeno per questa volta, il risultato conta ma non troppo, perché quella di Ars Una è una bellissima storia di sport e di vela.

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