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Mondiale Moth: se non voli godi solo a metà

Il campioni della vela mondiale sono a Malcesine per il Mondiale Moth, con loro centinaia di appassionati che non sanno più rinunciare alla vela in volo: è il foiling baby, fattene una ragione!

Peter Burling in un cambio di mura sul suo Moth. Foto Martina Orsini

Se esiste ancora qualcuno al mondo che si chiede a chi piacciono le barche volanti lo invitiamo a fare un salto a Malcesine, dove si sta svolgendo il Mondiale Moth, con 219 timonieri, e dove poche settimane fa si è svolta la Foiling Week che aveva già attirato centinaia di appassionati da tutto il mondo.

Sul Garda in questi giorni c’è il meglio della vela mondiale a “foilare” sui Moth. Qualche nome? Peter Burling ( il più giovane timoniere nella storia della Coppa America ad alzare la vecchia brocca), Tom Slingsby, Nathan Outteridge, Francesco Bruni, e la lista di grandi campioni e medaglie olimpiche non finisce qui. Insomma volare piace: lo amano i campioni e lo amano i semplici appassionati che nella classe Moth sono molti e rappresentano l’anima di questa barca. 

Nathan Outteridge dichiarò tempo fa in un’intervista: “Cosa è il foiling? E’ il silenzio, senti solo l’aria nelle orecchie”, e il Moth in un certo senso è la massima espressione di tutto ciò: da solo su una barca minuscola che vola sull’acqua a 20 nodi, in totale silenzio. 

In testa alle due dopo le prime regate flotte in cui sono stati divisi gli iscritti ci sono Tom Slingsby e lo specialista della classe  Paul Goodison. Ma più che il vincitore finale, a cui spetteranno i dovuti onori, qui a contare sembra un’altra cosa: c’è un modo diverso (definirlo nuovo adesso sarebbe riduttivo) di andare a vela che appassiona sempre di più, e chi non se ne è accorto o pensa sia solo un fenomeno da baraccone di trabiccoli volanti è rimasto nel secolo scorso.

M.G.

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