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Intervista al fiocco (sei sicuro di conoscerne tutti i segreti?)

Fiocco o genoa che sia, è una vela fondamentale per risalire di bolina o nelle andature più larghe. Ma sapete come deve essere realizzato? Conoscete i trucchi per regolarlo meglio anche con l’avvolgitore? Ecco le risposte alle vostre domande

Fiocco o genoa che sia, è una vela fondamentale per risalire di bolina o nelle andature più larghe. Ma sapete come deve essere realizzato? Conoscete i trucchi per regolarlo meglio anche con l’avvolgitore? Ecco le risposte alle vostre domande…

Che cosa è il fiocco?
E’ una vela di prua di forma triangolare con il punto di mura fisso a estrema prua della barca, la penna fissata in testa o a 7/8 – 9/10 dell’albero e il punto di scotta libero. Questo tipo di vela viene chiamata generalmente fiocco ma esiste anche il genoa, identico per struttura e armo. La loro differenza è nella sovrapposizione che hanno rispetto alla randa. Il fiocco ne ha pochissima e vicina anche allo zero, il genoa invece arriva in alcune barche a essere sovrapposto del 160%.

Qual è la sua principale funzione?
E’ essenziale per creare la forza propulsiva di avanzamento della barca mentre si naviga in andature strette, dal traverso alla bolina larga. Il fiocco infatti permette di creare il cosiddetto “effetto Venturi”, dal nome del fisico Giovanni Battista Venturi, per il quale la pressione di una corrente fluida, aumenta con il diminuire della velocità. Dunque la pressione dell’aria che transita nel canale che si crea fra randa
e fiocco varia a seconda dell’apertura del canale stesso.

Che forma può avere?
Genericamente è triangolare, con l’inferitura e la base considerate come cateti e la balumina come ipotenusa. La sua forma è influenzata dalla distanza tra base d’albero e il punto di mura, dalle crocette e sartie e ovviamente dalla disposizione dei punti di scotta, definiti in base al progetto del piano velico della barca. La distanza tra albero e mura serve per calcolare la profondità che dovrà avere la vela, profondità chiamata in gergo dai velai “larghezza”.

Di che tessuto è fatto?
Escludendo i materiali sofisticati per la regata, esistono due famiglie di fiocchi indicati per la crociera. Il primo è il classico dacron, ancora molto utilizzato: economico, ha grandi qualità in termini di durata e di resistenza. Di contro ha il mantenimento della forma nel tempo e l’elevato peso. L’alternativa è data dai vari laminati, con anima in kevlar, pentex o carbonio. Quest’ultimi sono ricoperti da uno strato chiamato “taffetà” che protegge la vela dai raggi ultravioletti. Fiocchi di questo materiale sono sicuramente più performanti grazie alla loro leggerezza e capacità di mantenimento della forma, ma purtroppo costano più del dacron e sono meno resistenti alle abrasioni e sollecitazioni.


Quali manovre lo regolano?

Dato il punto di mura fisso, il fiocco viene regolato con la drizza e con le scotte. Se in crociera la drizza si adopera solo per issare la vela, in regata invece viene regolata per influire sulla forma e distribuzione del grasso. Con tanto vento viene cazzata per smagrire l’ingresso della vela. Con poco vento viene invece tenuta un po’ più lasca, in modo da ottenere una vela più morbida e panciuta. Le scotte sono il motore del fiocco (o del genoa: insieme al carrello, che permette di modificare il punto di scotta, consentono di regolare l’apertura della balumina e della vela stessa.

Come può essere armato?
Il fiocco può essere “montato” in tre modi: con i garrocci, inferito oppure avvolto su strallo. La prima soluzione, utilizzata da tutti fino agli anni ’60, consiste in una serie di ganci, simili a dei moschettoni che, cuciti direttamente sulla ralinga, consentono di fissare quest’ultima allo strallo. I garrocci oggi sono poco adoperati su imbarcazioni da crociera e da regata costiera, ma ancora si vedono oltre che sulle barche piccole, su scafi oceanici e barche d’epoca. Con i garrocci la vela si ammaina e si issa rapidamente, ma i cambi di vela sono lunghi e macchinosi.

Il fiocco inferito su strallo cavo, invece, è un sistema comodo solo per le regate. Consente di inferire la vela nello strallo tramite un profilo di polimero plastico. Permette di mantenere al meglio la forma e di avere il minimo attrito all’aria. I cambi di vela possono essere rapidi se l’equipaggio è esperto, ma le manovre di issata e ammainata risultano scomode in crociera quando l’equipaggio è ridotto. Il rollafiocco è il sistema più indicato per la crociera. La vela è inferita in un profilo di alluminio, simile allo strallo cavo da regata, solo con una sezione più larga e più pesante.

Al suo interno scorre lo strallo dall’albero fino all’attacco in coperta, passando per il tamburo. Quest’ultimo consente di ruotare il profilo di alluminio e avvolgere o svolgere la vela. Esistono diversi modelli in commercio, quelli più costosi hanno lo strallo passante e al loro interno è presente uno speciale arridatoio che permette di regolare la tensione del cavo che sostiene l’albero. Quelli più comuni e più economici non hanno il cavo passante e possono essere definiti strutturali. Per quest’ultimi, in fase di montaggio è essenziale calcolare bene la lunghezza dello strallo. Il rollafiocco è il sistema più comodo in crociera, non ci sono dubbi. Può essere adoperato con poche persone di equipaggio e in caso di cambi di vela basta ammainare quella armata e issare su una seconda canalina quella nuova.

Anche in regata si usa il rollafiocco?
Dipende dal tipo di regata. In quelle costiere è sconsigliabile, mentre nelle traversate oceaniche, a lungo raggio o in equipaggio ridotto, viene spesso preso in considerazione più dello strallo cavo. i nuovi modelli sono inoltre a basso profilo o addirittura nascosti sotto coperta. In questo modo il punto di mura è ancora più basso, favorendo le prestazioni della vela.

Che cos’è la catenaria?
è la curvatura che subisce lo strallo di prua sottoposto alle tensioni della vela. In geometria la catenaria è proprio una linea curva fra due punti fissi. La curvatura dello strallo dipende dalla tensione della drizza, da quella del paterazzo e, per le barche di ridotte e medie dimensioni, dalla regolazione della scotta randa. Infine, la sua forma viene influenzata dalla centratura e regolazione dell’albero. Se la catenaria è consistente, la barca tende ad andare all’orza, con un incremento dello sbandamento e una riduzione di velocità. In generale, con poco vento la presenza di catenaria rende il fiocco più potente. In presenza di forti pressioni, invece, il suo effetto deve essere ridotto cazzando la drizza e il paterazzo.

Come si riduce la superficie del fiocco?
In crociera si può utilizzare un rollafiocco. Tale sistema, come già descritto, permette di avvolgere totalmente o parzialmente la vela sullo strallo. Riducendo la superficie del fiocco è possibile affrontare con tranquillità anche situazioni con vento sostenuto, navigando con la barca equilibrata e meno sbandata. Con la vela parzialmente avvolta, noterete una certa incurvatura dello strallo dovuto alla mancanza di tensione alle estremità del fiocco, penna e mura. Questo porta a un incremento del volume della vela che assume la fastidiosa forma a palloncino. Per diminuire tale flessione dello strallo conviene avvolgere la vela in andature larghe, lascando la scotta; in questo modo si riduce la tensione tra vela e avvolgitore, causa della flessione.

Regolare la drizza aiuta a guadagnare velocità?
E’ una di quelle regolazioni che vi consentirà di ottenere maggiori soddisfazioni dalla vostra barca. Per mantenere paralleli e orizzontali i filetti di regolazione sulla vela, potete agire sia sulla scotta che sulla drizza del genoa che ha una funzione piuttosto simile a quella del cunningham della randa. Tesando la drizza si porta più verso il bordo di inferitura la massima profondità della vela, raddrizzandone l’uscita. Questa è una regolazione utile con vento sostenuto o forte. Lascandola, invece, la massima profondità della vela arretra, spostando la maggiore profondità verso la balumina in modo da ottimizzare la navigazione in condizioni di vento leggero.


A cosa servono i punti di scotta?

Anche la regolazione del punto di scotta consente di modificare il profilo della nostra vela di pura (vedi disegno qui sotto). Il suo posizionamento è essenziale tanto per navigare più veloci con poco vento, quanto per veleggiare più sicuri con tanto vento. La posizione del carrello del punto di scotta determina una maggiore o minore potenza del genoa con la variazione di apertura del canale d’aria fra le due vele. Per esempio, quando in andatura di bolina e con condizioni di vento non proprio sostenute navigate molto sbandati e sentite la barca molto carica sul timone, significa che il genoa non sta lavorando nel modo migliore. Regolando il punto di scotta più avanti anche di pochi centimetri si riesce a chiudere la balumina rendendo la vela più potente nella parte centrale e bassa della vela e chiudendo notevolmente il canale tra il genoa e la randa. Questo tipo di regolazione conferisce al genoa, e quindi a tutta l’imbarcazione, una maggiore potenza che ben si adatta però alle sole condizioni di vento leggero. Viceversa un punto di scotta portato più verso poppa apre moltissimo la balumina e di conseguenza anche il canale tra il genoa e la randa, rendendo la vela di prua più magra e quindi più adatta a condizioni di vento sostenuto. Il fiocco così depotenziato permette all’imbarcazione di rimanere più piatta sull’acqua e di scorrervi più velocemente.

Il paterazzo influisce sul fiocco?
Cazzandolo o mollandolo si modifica la tensione dello strallo di prua creando degli effetti alle volte macroscopici sulla forma della vela (vedi disegno nella pagina affianco). Lascando il paterazzo, la tensione dello strallo di prua si allenta, creando a sua volta la cosiddetta catenaria che, conferendo maggiore profondità generale al genoa, rende la vela di prua più potente e la barca più veloce con vento leggero. Contrariamente, cazzando il paterazzo, la tensione dello strallo di prua aumenta sensibilmente (ovviamente proporzionalmente a quanto viene tirato), la catenaria tende a sparire e il genoa risulta più magro e meno potente, quindi più adatto a condizioni di vento sostenuto.

Cosa vuol dire barberizzare il fiocco?
Il barber hauler è un sistema di passascotta volante che consente di modificare l’angolo di trazione della scotta sulla vela, in modo da aprire o chiudere il genoa in prossimità della balumina, allontanandola o avvicinandola al centro barca. Spostando esternamente il punto di scotta del fiocco si fa svergolare la vela di prua, riducendo lo sbandamento della barca (vedi disegno qui sotto). Il “barber” è costituito da due bozzelli, uno apribile collegato alla scotta e l’altro sulla falchetta esterna della barca, o un golfare in coperta il più esterno possibile, posizionato più o meno a metà tra la bugna del genoa e il carrello del punto di scotta. La cima del barber viene rinviata in pozzetto per facilitarne la regolazione. Cazzandola e lascando leggermente la scotta si avrà una balumina più aperta. La vela, così facendo, diventa molto più magra sia nella parte centrale che in quella bassa, risultando meno potente sotto la pressione del vento. In questo modo si riduce lo sbandamento e la tensione sul timone, rendendo la barca più veloce sull’acqua.

Come si fa ad allungargli la vita?
Tutte le vele di prua avvolte su strallo e in dacron hanno una banda protettiva anti UV. Fate in modo, una volta chiusa la vela, che questa fascia ricopra tutta la superficie. Prima di avvolgere il fiocco è bene allentare anche di poco la drizza, in modo da scaricare il tessuto da eccessiva tensione. Esistono in commercio delle calze che ricoprono la vela avvolta durante il periodo di inattività.

QUI L’INTERVISTA ALLA RANDA (E TUTTI I SUOI SEGRETI)

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