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La barca più brutta del mondo? L’abbiamo paparazzata a Varazze GALLERY

A, il maxiyacht di 142 metri di Andrey Melnichenko, era a Varazze: cosa ne pensate? Secondo voi è davvero, come dicono in molti, la barca a vela più brutta del mondo?

bruttaUno naviga tranquillamente nelle acque del ponente ligure, quando all’improvviso ti appare lei. Ovvero quella che è stata definita la barca a vela più brutta del mondo, il megayacht A di Andrey Melnichenko. Le impressionanti foto che vi mostriamo (alcune sembrano dei rendering a causa della lucidità dello scafo) e il testo che segue sono di Federica Federici, protagonista di questo incontro ravvicinato con questo bolide di oltre 140 metri.

brutta

LA BARCA PIU’ BRUTTA DEL MONDO?

Il maxiyacht S/Y A appartiene al magnate russo Andrey Melnichenko (che ha speso 450 milioni di dollari per farselo costruire) ed è lungo 142 metri e dispone di tre alberi alti 90 metri. E’ arrivato all’alba del 16 Luglio a Varazze dove ho avuto modo di fotografarlo personalmente dalla nostra barca a vela. Lo yacht S/Y è stato progettato da Philippe Starck, Dölker & Voges.

UN PO’ DI NUMERI
E’ stato costruito nei cantieri tedeschi Nobiskrug a Kiel ed è stato varato nel febbraio scorso. Dispone di otto ponti per il magnate e i suoi ospiti, seguiti da un equipaggio di 54 persone. Oltre a un’area per l’atterraggio di elicotteri, al suo interno c’è una sala per l’osservazione subacquea. I motori diesel sono due Mtu da venti cilindri a “V” per una potenza di 3600 Kw. Lo yacht è dotato di quattro generatori elettrici da 2800 Kw per l’alimentazione dei sistemi di bordo. La propulsione è garantita da un impianto ibrido diesel-elettrico con idrogetti anziché le vecchie eliche.

MR. MELNICHENKO
Melnichenko, 45 anni, è nato a Gomel in Bielorussia, ma di passaporto russo essendo oggi residente a Mosca, si è posizionato all’ 89° posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo della rivista americana “Forbes”. Il suo patrimonio è stimato in oltre 13,2 miliardi di dollari e lo rende il nono uomo d’affari russo più ricco.

Federica Federici

Secondo voi l’A è davvero la barca più brutta del mondo?

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7 Comments on La barca più brutta del mondo? L’abbiamo paparazzata a Varazze GALLERY

  1. Ma esiste una foto con le vele spiegate ?

  2. Ma vergonatevi a scrivere un titolo simile. Ma come vi permettete ? Ignoranti, giornalettai non giornalisti.

  3. E’ brutta in tutte le sue forme nessuno può negarlo. Inoltre è veramente poco pratica per la navigazione.

  4. Carmela sei te la depositaria della ragione assoluta? Trovo che GdV abbia scritto un parere personale, cioè che la barca è brutta brutta brutta…
    Personalmente sono d’accordo, ma prima di dire che non si devono permettere di prendere in giro quello scempio galleggiante, vorresti argomentare le tue considerazioni?
    Oggi è davanti al Forte dei Marmi, se ce la faccio dopo mi faccio una veleggiata vicino e posto un paio di foto.

  5. E’ un segno dei tempi. C’è stato un tempo in cui i potenti costruivano cattedrali sempre più grandi, adesso barche sempre più grandi. Una volta erano colti, adesso solo ricchi. Se si esula dal giudizio etico di come spendere 450 Mln tutto il resto è gossip che non centra nulla con la vela e con le barche.
    PS: comunque per me è 3volte BRUTTA!

  6. Riccardo Contratto // agosto 18, 2017 at 10:06 am // Rispondi

    Trovo che sia sempre inopportuno definire “più brutta del mondo” una qualsiasi cosa, tantomeno un’imbarcazione: dopotutto la bellezza è soggettivo per cui se “A” piace al suo armatore a me sta tanto bene. Detto questo trovo “A” decisamente interessante: è semplicemente l’interpretazione all’attuale stato dell’arte di una nave da guerra del ‘700: basta notare i tre casseri sovrapposti e brillantemente stilizzati, con un piano velico ultra-moderno volutamente non copiato da quello del “Maltese Falcon” che, a rigore, sarebbe stato più in sintonia. Un progetto ardito ma brillante, come ardita e brillante era la “A” precedente dello stesso armatore, con quello splendido scafo a prua inversa ispirata ai migliori cornigiotti, per quanto con una tuga, effettivamente, troppo invasiva. La propulsione, ibrida, altro non è che la tendenza che si osserva in tutte la navi da crociera da quasi vent’anni a questa parte, mentre innovativa è la scelta di adottare gli idrogetti. Disegno e progetto promossi a pieni voti. Il resto è solo invidia e presunzione.

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