Ultime:

Psicosi italiani in Croazia: quel pasticciaccio della lista equipaggio. Cosa fare

Circola la voce che se si va in Croazia da quest’estate si deve andare dal Polizia di Frontiera e dichiarare la lista equipaggio. Ecco cosa fare con la nostra ricostruzione logica dei fatti e delle norme in conflitto


State andando in Croazia, leggete qui e traete le debite conseguenze.
Impazza da tempo sul web il tormentone del presunto obbligo da quest’anno di presentare in uscita per gli italiani che vanno in Croazia la lista equipaggio, pena una salata multa. Una bufala? Non lo sappiamo, ma abbiamo indagato nella giungla delle normative per cercare di fare chiarezza su questo tema, che viene alla luce per la prima volta. Con le solite incongruità all’italiana.

COSA SUCCEDE QUANDO ARRIVI E TE NE VAI DALLA CROAZIA

Lo sanno tutti. Quando arrivi in Croazia con una barca straniera devi in entrata e uscita dichiarare il tuo passaggio in territorio croato fornendo dati dell’imbarcazione e dell’equipaggio imbarcato. I croati sono attrezzatissimi, trovi sempre nei pressi della banchina un ufficio di Polizia o un addetto che su un registro informatico centralizzato (incredibile, da noi in Italia non c’è ancora il Registro unico delle imbarcazioni immatricolate!) inserisce i dati. Paghi una piccola tassa ed è fatta. Ovviamente quando lasci la Croazia, devi dichiarare l’uscita dalle acque territoriali.

COSA SI PRESUME SI DEBBA FARE SE DALL’ITALIA VAI IN CROAZIA (O IN ALTRI PAESI EXTRA UE)

Partendo dal caso della presunta multa ad un diportista che non si era recato (non si sa dove) a dichiarare di voler andare in Croazia compilando la lista equipaggio (non esiste un modulo, i croati ce l’hanno) senza citare le innumerevoli norme tra loro contraddittorie, ecco quello che secondo logica dovrebbe accadere, in assenza di una circolare esplicativa.

In teoria, ma solo in teoria, dovreste andare in un ufficio di Polizia di Frontiera (non in una Capitaneria che si occupa delle barche e non delle persone) e, documenti d’identità alla mano, dovreste dichiarare i componenti dell’equipaggio che espatriano verso la Croazia. Una volta rientrati in Italia dovreste tornare nell’ufficio di Polizia di Frontiera e dichiarare che siete rientrati.

Tutto questo in applicazione della normativa in vigore sin dal 1997. E’ quello che accade se viaggi in aereo, in treno, in nave quando l’operatore compila una lista dei passeggeri a disposizione delle autorità per eventuali controlli. Non accade invece per gli automobilisti che passano la frontiera dove gli addetti non compilano nessun documento passeggeri, ma effettuano solo (talvolta) un controllo d’identità’.

Ma non è finita, esiste una normativa del 2017 che esenta le imbarcazioni da diporto ad uso privato o a noleggio sino a 12 passeggeri dal presentarsi alla Polizia di Frontiera dichiarando l’espatrio. Quindi, in contraddizione con quanto vi abbiamo appena detto. E allora?

IN PRATICA, CHE FARE?

La morale di questo pasticciaccio brutto? Secondo noi, fate come avete sempre fatto, andate tranquillamente in Croazia. Nel caso remoto e assurdo che qualche zelante poliziotto di frontiera (non può essere un marinaio della Guardia Costiera o della Guardia di Finanza che non hanno competenza) vi chieda se avete intenzione di andare in Croazia, ditegli che si, andrete in Croazia e se vuole gli potete fornire la lista equipaggio scritta su un pezzo di carta. A meno che, come in alcuni casi, vi forniscano il modulo. Come leggiamo dai vostri commenti, qualcuno ce l’ha. Meglio.

SCOPRI TUTTE LE MAGAGNE ALL’ITALIANA SULLA NAUTICA NEL NOSTRO SPECIALE “MALEDETTA BUROCRAZIA”

6 Comments on Psicosi italiani in Croazia: quel pasticciaccio della lista equipaggio. Cosa fare

  1. Gastone Girardini // luglio 14, 2017 at 2:22 pm // Rispondi

    Mi dispiace contraddirvi, ma il modulo esiste e come. Tutti coloro che si recano in Croazia, quì da San Giorgio di Nogaro (UD), devono presentare la lista dell’equipaggio corredata da fotocopie dei documenti di identità sul modulo fornito dalla stazione locale dei carabinieri che timbrano lo stesso: al ritorno va riconsegnato agli stessi carabinieri. Che sia obbligatorio o meno non so, ma quì funziona così.

  2. Sentito mai parlare dei Regolamenti (UE) 2016/399 e 2017/458?
    La norma non è italiana ma dell’UE e non è proprio come la raccontate voi.
    Poi che manchi una circolare che disciplini l’applicazione univoca in tutti i posti di polizia di frontiera marittima, senza che ognuno si inventi il suo modulo e le sue modalità è vero, però la vostra mi sembra una informazione del tutto errata.

  3. Silverio Della Rosa // luglio 14, 2017 at 4:05 pm // Rispondi

    informatevi meglio: su internet forum amicidellavela
    è gravissimo che un giornale diffonda notizie sbagliate e per le quali altri possano incorrere in pesanti sanzioni.

    VERGOGNA!!!!

    silverio della rosa

  4. matteo vianello // luglio 14, 2017 at 4:19 pm // Rispondi

    i moduli esistono eccome, e le procedure normative anche. l’unica “stranezza” della cosa è che in Itali abbiamo cominciato solo ora, su spinta delle restrizioni antiterrorismo, ad applicare la legge 562/ 2006 del parlamento europeo e richiamata dalla 399/2016.
    ma prima di scrivere questo “articolo” avete chiamato un qualunque ufficio della polizia di frontiera per avere informazioni????

  5. Belli ignorantucci scrivere che la Croazia non è in EU ?

Leave a comment

Your email address will not be published.


*