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SCANDALO Il posto barca? Inquina più di una piattaforma petrolifera!

Aumento dei canoni demaniali del 10% per gli ormeggi nelle Aree Marine Protette e in quelle ad esse adiacenti. Così il Parlamento equipara i posti barca a piattaforme petrolifere, oleodotti, metanodotti, impianti di produzione di energia superiore a 100 kW. Assurdo!

Un posto barca? Inquina come una pozzo di petrolio! Questa è l’ennesima assurdità che sta alla base della proposta da Enrico Borghi, presidente dell’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani (votata alla Camera) di aumentare del 10% il canone di concessione demaniale per gli ormeggi situati in Aree Marine Protette e in aree ad esse adiacenti.

COME LE PIATTAFORME PETROLIFERE
Lo stesso surplus riservato nelle AMP a piattaforme petrolifere, oleodotti, metanodotti, impianti di produzione di energia superiore a 100 kW (che peraltro, nelle succitate “aree adiacenti”, non avranno aumenti!) Ma che cosa sperano di ottenere in Parlamento? Se aumentano i canoni demaniali, questo inciderà sul costo degli ormeggi.

Chi va per mare è costretto a ridurre le crociere (o andare all’estero), l’indotto turistico e legato al diporto frena, diminuisce il lavoro, aumentano ulteriormente i prezzi. E non è finita qui: per gli anni successivi al primo è previsto il pagamento di “servizi ecosistemici” (quali sarebbero, non si sa).

Pagamento dal quale sono esentate strutture quali campeggi, stabilimenti balneari, B&B, alberghi. Follia pura. Caro, Borghi, lei che è un “montanaro”. Si ricorda i danni che fece Monti?

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