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Michael J. Johnson, il marinaio eclettico che ha stregato l’America

Ha circumnavigato il mondo, conosce a menadito Artico e Antartico, è stato a bordo di ogni genere di barca e ha ricoperto tutti i ruoli, dal comandante al mozzo, dal navigatore al pescatore. Questo è Michael J. Johnson, il marinaio dell’anno per gli statunitensi


Quando hai sul groppone 40 anni di navigazione, 125.000 miglia, un giro del mondo da est a ovest nei terribili mari del Sud, sei degno di essere annoverato tra i grandi marinai.
Così il 73enne Michael J. Johnson è stato insignito della Blue Water Medal, prestigioso riconoscimento assegnato fin dal 1923 dal Cruising Club of America agli “uomini dalla provata marineria e spirito d’avventura”. Nato in Virginia nel 1944, Johnson fa il suo ingresso in una ristretta cerchia di “medagliati” che conta mostri sacri quali Eric Tabarly, Bernard Moitessier, Francis Chichester, Robin Knox-Johnston e Alain Gerbault.


UNO SKIPPER “MULTITASKING”
Dopo essere stato nell’esercito come paracadutista, Michael ha iniziato a navigare nel 1975 e non si è più fermato.
A differenza di tanti navigatori, che hanno legato la loro carriera a una barca (come fa un cavaliere il proprio scudiero), lo skipper statunitense si è sempre rivelato molto eclettico e duttile nella scelta del mezzo. Qualunque esso fosse, l’importante era navigare: skipkjack (sloop tradizionali utilizzati per la pesca alle ostriche nella Chesapeake Bay tra il Maryland e la Virginia), schooner britannici, barquentine (velieri a tre o più alberi), cutter, yawl, sloop moderni e persino Dhow (le barche tradizionali usate in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano). Lo stesso eclettismo si riflette nei ruoli che Johnson ha ricoperto a bordo: comandante, navigatore, mozzo, capo-spedizione, nostromo e persino pescatore professionista.

Il Westsail Cutter 32 Aissa

IL GIRO DEL MONDO IN SETTE ANNI
Nel corso degli anni, Michael ha navigato sia nel mar Artico che in Antartide oltre che in tutto il mondo. Nel 1988, mollò gli ormeggi da Norfolk (Virginia) sul suo Westsail cutter di 32 piedi Aissa, per quello che sarebbe diventato il suo giro del mondo in sette anni e sette mesi
. Senza un motore, e strumenti elettronici Johnson, dopo aver fatto scalo a Rio de Janeiro, ha fatto rotta verso sud, ha doppiato Capo Horn e 84 giorni (e 6.630 miglia) dopo ha gettato l’ancora all’Isola di Pasqua. Ha continuato fino a Tahiti e poi si è diretto in Nuova Zelanda. Nel 1990 ha lasciato la terra kiwi per un breve periodo, salvo poi tornarci per riparare i danni ad Aissa, scuffiato durante il tentativo di circumnavigazione del Southwest Cape neozelandese (il secondo capo più a sud del mondo).

DALL’AUSTRALIA ALLA VIRGINIA
L’anno successivo Johnson non solo è riuscito dove aveva fallito, ma ha navigato fino a raggiungere e doppiare la Tasmania e il Capo Leeuwin, prima di fare una pausa a Fremantle.
Nel 1992 il marinaio ha navigato verso il Kenya poi, fino al 1994, ha esplorato la costa ovest africana fino a Città del Capo. Doppiato il Capo di Buona Speranza, ha attraversato l’Atlantico del Sud e, dopo avventurose navigazioni nel Rio delle Amazzoni e sullo Xingu, è approdato in Virginia nel 1996 via Macapa e le Indie Occidentali.

QUANDO IL MARE CHIAMA, IL MARINAIO RISPONDE
Questo approccio “multitasking” e avventuroso alla navigazione è cessato 17 anni fa, quando Michael ha acquistato lo schooner di 44 piedi Gitana.
Ma un vero marinaio non può fare a meno di seguire il richiamo del mare. Così, tra il 2013 e il 2014, lo skipper, ormai settantenne, ha completato tra i ghiacci il Passaggio a Nord-Ovest.

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