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L’armatore accusa: ancora furbetti alla Roma per due e per Tutti. Basta!!!

Nonostante un comunicato chiaro da parte del CDR pare che per alcuni equipaggi in regata alla Roma la voglia di "trasgredire" le regole è stata troppo forte. Un armatore lancia la pubblica accusa

romaPolemiche alla Roma per Tutti. Verrebbe da dire: ci risiamo. Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da Giuliano Perego, armatore del Sydney 39 Sir Biss che ha appena partecipato alla Roma X Tutti. Come segnalato da Perego, ma lo aveva fatto anche Alberto Bona in un dei primi video da bordo, esisteva ed era stato reso abbondantemente chiaro con un apposito comunicato, un divieto di navigazione in un’area adiacente a due poligoni militari. Un divieto che alcuni non hanno rispettato.

Il J’ACCUSE DI GIULIANO PEREGO

“Gentile direttore,

 sono l’armatore di Sir Biss, Sydney 39 CR con cui ho partecipato alla Roma X tutti 2017, conclusasi soltanto ieri con la premiazione.
Purtroppo sul podio sono salite diverse barche che, durante la regata, si sono rese responsabili di gravi scorrettezze e violazioni delle regole di navigazione, così come specificate dalle Istruzioni di Regata.
Il precorso di questa bellissima regata, che da Riva di Traiano porta a passare tra Ventotene e Santo Stefano, per poi passare tra lipari e vulcano e fare ritorno al porto di partenza, passa a fianco di due poligoni militari, quello di Furbara subito a sud di Capo Linaro, a poche miglia da Riva di Traiano, ed un altro presso Anzio.
Per prevenire incidenti e garantire la sicurezza durante eventuali esercitazioni di tiro le capitanerie di Civitavecchia ed Anzio hanno regolato con delle specifiche ordinanze la navigazione in quelle aree. In particolare per il poligono di Furbara vi sono due ordinanze della Capitaneria di Civitavecchia, la 33 e la 34 del 2017, che specificano le coordinate in cui è interdetta la navigazione durante i giorni feriali.
Il Comitato di Regata della Roma X, per evitare differenze e disparità di percorso, in funzione del momento di passaggio delle diverse imbarcazioni, ha giustamente  inserito nelle IdR il divieto per i partecipanti alla regata di navigare nelle suddette aree per tutta la durata della manifestazione.
Poiché negli anni passati, sia per quelle aree che per l’area protetta di Santo Stefano, si erano verificate numerose violazioni di navigazione, detto divieto è stato  ampiamente illustrato e sottolineato dal presidente del Circolo Nautico di Riva si Traiano e dal Presidente del CdR nel briefing pre regata.
 
Purtroppo invece, in presenza di una situazione meteo che dava un forte vantaggio a chi fosse passato nellarea interdetta, subito dopo la partenza, appena passato Capo Linaro, parecchie imbarcazioni hanno messo la prua verso l’area interdetta. Una imbarcazione, Artemisia, le ha richiamate via VHF, e quasi tutte le barche che erano entrate o stavano per entrare hanno virato. Stessa cosa ha fatto Stefano Chiarotti, armatore di Lunatika e Campione Italiano Offshore,
 
Io, sempre via Vhf, ho dichiarato che avrei protestato chi entrava. Alcune imbarcazioni, nonostante il richiamo, hanno tirato dritto, accorciando di parecchie miglia la rotta e godendo di una rotazione favorevole del vento. L’infrazione e ‘ facilmente verificabile da chiunque sull’ottimo tracker della regata.
 
Le imbarcazioni che hanno violato le prescrizioni di navigazione, da me viste, sono state Areonautica Militare, Constellation, e Ottavo Peccato.
 
VIolazioni analoghe si sono verificate anche durante la rotta di ritorno. In questo caso, data la lontananza tra le diverse imbarcazioni, il riscontro è possibile soltanto via Tracker. Dall’analisi dei tracciati emerge che a navigare dentro l’area prescritta, in questo caso, sono state le imbarcazioni Junoplano, Andromeda ed ancora Ottavo Peccato.
 
Al mio arrivo a fine regata ho regolarmente protestato le cinque imbarcazioni suddette per violazione della regola 28 del regolamento di regata, ed ho poi provveduto ad informare della protesta (che avevo già notificato al Comitato di regata al passaggio a Lipari)  i protestati  (tutti tranne Areonautica Militare, che quando mi sono recato al suo ormeggio ho trovato chiusa e di cui non sono riuscito a contattare lo skipper Giancarlo Simeoli).
 
Come me analoga protesta, per le stesse barche e credo alcune altre è stata presentata da Shirlaf. L’imbarcazione O’Guerriero, che mi aveva dichiarato intenzione di protestare anch’essa e si era offerta come testimone per la mia protesta, non è riuscita a farlo per scadenza dei termini temporali.
 
La mia protesta purtroppo non è stata ammessa alla discussione di merito perché non ho potuto essere presente all’udienza, convocata alle 12 di sabato 15 Aprile per le 15 dello stesso giorno, a causa di impegni familiari non differibili, dopo 5 giorni passati in mare. Ricevuta la convocazione, avevo dato formalmente disponibilità a partecipare all’udienza in teleconferenza o videoconferenza, oppure di persona a qualsiasi ora della domenica. Non è stato possibile rinvio, e non sono stato neppure chiamato telefonicamente durante l’udienza. Analogamente alla mia, anche la protesta di Shirlaf è in parte decaduta per vizi di forma, in parte è stata respinta perché mancavano testimoni, ed il tracciato del tracker non è stato ritenuto prova valida. 
 
Dato l’esito, e le modalità di rigetto, ho deciso di non fare appello contro questa sentenza, magari formalmente corretta, ma che non penalizza chi ha tratto illecito vantaggio dalla violazione di rotta, e sopratutto è venuto meno alla correttezza sportiva. Penso, forse ingenuamente, che a fronte di una scorrettezza di questo tipo dovrebbero essere gli stessi autori dell’infrazione ad autodenunciarsi e chiedere di essere penalizzati, anziché infischiarsene. Mi dispiace anche particolarmente che una delle imbarcazioni in causa porti le insegne dell’Aeronautica Militare. Tale imbarcazione ha vinto la regata, altre tra le protestate sono andate sul podio. 
 
Con che onore? Provo grande amarezza per l’esito di questa vicenda, e dispiacere per l’impegno e la fatica profusi dal Circolo Riva di Traiano, di cui sono socio, che vede parzialmente compromesso l’esito di questa bellissima regata per la scorrettezza di pochi disonesti.
 
Ma, al di là dell’episodio specifico, vorrei anche sollevare il problema del mancato rispetto delle prescrizioni di navigazione, che è un problema ricorrente nelle regate d’altura. Nonostante la generale diffusione dei tracking, che permettono di seguire in tempo (quasi) reale la regata e di aumentarne il richiamo mediatico, la normativa federale non ne consente ad oggi in modo adeguato l’uso per dimostrare violazioni di questo tipo.
 
Ricordo che recentemente, durante la Vendee Globe, alcuni concorrenti sono stati costretti dal comitato a tornare indietro, facendo molte decine di miglia di bolina nei 40 Ruggenti, per aver violato una interdizione di navigazione anche di poche centinaio di metri. Le violazioni sono state verificate tramite l’uso di Tracking GPS.
 
Penso sia indispensabile, per migliorare la trasparenza ed il rigore di questo tipo di regate, che stanno avendo una grande crescita di numeri e di interesse, rivedere e modernizzare la normativa, definendo meglio le norme da inserire nei bandi e nelle Istruzioni di Regata e utilizzando quanto la tecnologia mette a disposizione (oltre al GPS, ad esempio, l’AIS, che ormai moltissime imbarcazioni hanno a bordo come dispositivo di sicurezza). Deve essere possibile per i Comitati rilevare direttamente tali violazioni e sanzionarle, come avviene in caso di salto di boa per i bastoni, senza dover fare affidamento sulle proteste di altri concorrenti e sull’onere della prova secondo il formale processo di protesta, ideato per regate ove si naviga a stretto contatto ma non per quelle di altrura.
 
Spero che vorrete pubblicare questo mio intervento, o dare comunque rilevanza al tema.
 
Con stima,
 
Giuliano Perego”

6 Comments on L’armatore accusa: ancora furbetti alla Roma per due e per Tutti. Basta!!!

  1. Attendiamo tutti riscontro alle puntuali ed articolate osservazioni mosse da Giuliano Perego.

  2. siamo Italiani … ci lamentiamo di tutto e di più per poi, se non visti, fare perfino di peggio … e non conta il “peso” della scorrettezza: essere scorretti è comunque una violenza contro chi rispetta l’Altro e la bellezza dello stare insieme … essere scorretti è il malcostume della piccola borghesia italiana (quella recitata benissimo da Sordi, Gassman, Tognazzi, ecc) …
    poi ci lamentiamo perfino dei politici (ma eletti sempre a noi) e delle regole che essi sì hanno trasgredito, ma con il nostro permesso, cioè lasciandoli fare …
    io mi vergongno di essere Italiano, di questi Italiani ……

  3. Più che un commento mi sento di consigliare ai velisti onesti e appassionati , di lasciare regatare e isolare codeste persone, che facciano quello che gli pare tra di loro e che poi si scannino a vicenda.
    Molto meglio una veleggiata per la “coppa del nonno” almeno poi ci si ritrova tutti a cena con serenita .

  4. sono da sempre innamorato di questa regata e del club che la organizza e mi dispiace molto vedere un declino di immagine legati a problemi di sportività di pochi, ma anche al mancato controllo delle scorrettezze eseguite peraltro facilmente rilevabili.
    Credo che, per restituire la credibilità a questa regata, ci si debba attivare per un controllo eseguibile attraverso il tracking, e che debba essere la giuria a controllare così la correttezza dei percorsi ed a penalizzare coloro che trasgrediscono.
    forza, sono convinto che per il prossimo anno gli organizzatori saranno in grado di risolvere il problema.

  5. Andrea Castiglione // aprile 19, 2017 at 8:57 am // Rispondi

    Quando accetteranno il Tracker come prova, gli stessi che se ne infischiano di “giocare” pulito, lo spegneranno!

  6. manuel costantin // aprile 20, 2017 at 1:03 am // Rispondi

    marina militare era fuori stazza ai controlli ai campionati italiani a palermo 2016, mi sembra un vizio grave per chi corre con i nostri soldi. ci lamentiamo? non se si conoscono a fondo i comitati di regata….

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