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“Velisti, vi odio”: un lettore manda “a quel paese” tutti quelli che…

Ci è arrivata una mail che ci ha fatto scompisciare, dove un lettore fa la sua personale lista di categorie odiose di velisti. Siete d’accordo con lui?

velisti
“Velisti, vi odio”. Questo è solo l’oggetto della mail che ci ha inviato Andrea Scopesi. Una mail dove il lettore sfoga tutto il suo “odio” verso alcune categorie di velisti.
“Ma che marinai, e marinai, questi qui sono la rovina della vela”. Andrea manda a quel paese (ma nella lettera l’espressione era molto più colorita) una bella percentuale di crocieristi, regatanti, etc: ci teniamo a precisare, lo fa ironicamente, anche se sappiamo che si farà molti nemici! Siete d’accordo con lui o vi sentite chiamati in causa? Ci sono altre categorie, secondo voi, meritevoli di essere inserite in questa “indecorosa” lista? Intanto grazie, Andrea. Qui in redazione stiamo ancora ridendo!

ODIO I VELISTI CHE…

1. Danno la colpa all’equipaggio e alle vele se la barca non cammina in regata, e poi scopri che non hanno sbarcato i tre quintali di catena dell’ancora, che hanno la carena in stile allevamento di cozze, che in cucina hanno un set di stoviglie da fare impallidire Roberto Da Crema.

2. In barca, se ti ritrovi malauguratamente in prossimità della tuga, con il più subdolo “già che sei lì” ti obbligano a scendere sottocoperta a prendere a scelta: panino, acqua, stracci, spugnette, maniglie del winch, bottiglie di Prosecco.

3. Dicono di sapere tutto, che hanno letto mille manuali ma in realtà confondono la virata con la strambata.

4. Si credono velisti spiritosi facendo la solita battuta: “Non issare il Genoa, io tifo per la Sampdoria”.

5. In crociera usano solo il motore, perché “vogliono arrivare prima”. Allora, perché non ti sei comprato una barca a motore?

6. Rientrano nella categoria dei cosiddetti “ingigantitori da banchina”: se in mare c’erano 15 nodi, diventano 30. Se c’erano 30 barche, diventano 100. Se girano la boa avanti di due lunghezze, è subito “distacco oceanico”. Una malattia che colpisce anche i pescatori oltre che i velisti.

7. Ti coprono sotto spinnaker, in regata, anche se siete in due categorie diverse. E lo vedi nei loro occhi che, in fondo in fondo, ci godono. Ancora peggio se per caso siete in crociera!

8. Ti virano sul muso di bolina solo per il gusto di farlo. E tu non puoi farci nulla: sono i rifiuti, baby.

9. Nelle regate a compenso, taroccano la loro barca in maniera eufemisticamente immorale. Parti amovibili a sorpresa, zavorre fantasma, e via dicendo. Quelli che lontani dalla flotta accendono il motore.

10. In rada, dove ci siete solo voi, danno fondo in modo tale che la loro ancora vada a posizionarsi sopra la vostra.

11. “Facciamo la Coppa America coi J Class” (come se costassero poco).

12. “Ma vuoi mettere la sicurezza di una barca a grande dislocamento?”.

13. Non mi fido dei timoni appesi, meglio lo skeg, ignorando decenni di innovazione tecnologica.

14. Quando vanno a scegliere la barca nuova mandano alla moglie la foto della cucina.

15. Non cambiano la randa da 10 anni ma in compenso hanno un tendalino alare rotante full batten disegnato da un ingegnere aerospaziale.

16. Navigano con i parabordi e per sembrare meno indegni (dicesi “cioccolatai”) li tirano su in coperta.

17. In crociera è vietata la bolina!

22 Comments on “Velisti, vi odio”: un lettore manda “a quel paese” tutti quelli che…

  1. inevitabile. solo a leggere mi girano

  2. ecco perché godere e parlare di vela (con chi?) è diventato insopportabile

  3. ..aggiungerei ..e quelli che fanno tutte queste oservazioni come se loro potessero giudicare cosa è buono cosa no …sic!

  4. Quelli che scrivono le 17 leggi del bene e del male,novelli capitani Achab alla ricerca della catarsi finale, quelli sì li manderei a …

  5. Completamente d’accordo, e aggiungo:quelli che bla bla bla, ma le loro crociere non superano le 30 miglia in 15 giorni. Quelli che mettono le lucette che illuminano l’acqua a poppa, quelli che hanno il timone col joystick e non hanno una vite di ricambio, quelli si ormeggiano e non sanno mettere uno spring, quelli che non usano la passerella ma portano la poppa a sfiorare la banchina, che lasciano le cime lasche perché non vogliono far fatica a salire in barca, che hanno una barca di 15 metri e due parabordi piccoli per parte, quelli che ormeggiano in banchina e si calano l’ancora sui piedi, quelli che lasciano le drizze lente e fanno concerto tutta notte, quelli….. c’è da scrivere per un mese.

  6. Praticamente tutti

  7. Odio solo quelli alla #9 ultimo paragrafo.

  8. … quelli che: più scomode sono; più sono “marine” … intendo di tutto: timone, manovre, pozzetto, sottocoperta, coperta, passavanti, gavoni ecc. ecc.

  9. ……quelli che mentre sei in una baia meravigliosa e deserta vengono a mettersi giusto giusto vicino a te,quelli che usano i guantini,quelli che indossano le Crocs a bordo,quelli che pranzano nel pozzetto con piatti di plastica,quelli che vanno per mare una volta l’anno e dicono di essere velisti,quelli che tengono lo sprayhood alzato con 40 gradi e zero vento…..quelli che urlano mentre fanno manovre…BE AWARE!!!!!

  10. Mi sa che non c’avete niente da fare. Giusto giusto stò rifacendo la carena, invece di scrivere stronzate qualcuno potrebbe venire a darmi una mano a scartavetrare la vecchia veg che c’ho una certa età e comincia a pesarmi.
    Saluti

  11. Non entro nel merito delle gag da regatanti perchè non me ne intendo. Navigo da trent’anni e basta, prima con un laser e un 470, poi con un piviere, poi con un 888, ora a 12 lustri suonati con un 393 che per me è l’assoluto… non performante, non roulottistico, ma essenziale e confortevole. Concordo con le affermazioni degli amici velisti riguardo le brancaleoniche armate estive di fantozziani marinai improvvisati con la giacca HH su un 15 metri e la catena dell’8, e senza aggiungere altri esempi, straconcordo sui magnifici “quelli che…” sopra enunciati che in fondo minimizzano meramente quanto questi capitan findus ci offrono d’estate mentre prima del loro affondo di marre, ci sfiorano in rada con la randa in membrana bella piena in armo. Pagliacci con la maglietta a righe!!

  12. e non vogliamo parlare di quelli che criticano la tua barca per questo o quel difetto (ipotetico)…e poi scopri che sono armatori di un surf…(non me ne vogliano i surfisti…li adoro)

  13. Lorenzo Imbasciati // marzo 17, 2017 at 10:17 am // Rispondi

    Un articolo che vuole far ridere ma riesce solo a far trapelare le seghe mentali di un regatista che crede che andare in vela sia fare regate.
    Sarà un ingegnere?
    Mah… diciamo che l’umorismo non è il suo forte!

  14. Sollazzo Emilio // marzo 17, 2017 at 10:55 am // Rispondi

    ma questo qui invece di navigare e farsi i fatti propri si mette a fare il decaloco delle tipologie di gente che va per mare…ma.a me.vengono tanto comodi i parabordi appesi alle draglie sollevati dall’elastico che quando navigo solo in un ttimo li ho posizionati..e questo pretende di giudicare cosa è giusto o casa no..poi su quelli che ti buttano l’ancora sopra ..c’ è da fare attenzione e gurdarli ..il piu delle volte è gente che noleggia e che usa la barca meno di uno che naviga abitualmente..quindi…tolleranza ed educazione sempre ..alla fine il mare è di tutti e ognuno naviga come vuole senza fare gli invasati per aver letto qualche rivista …ma….ci faccia il piacere..

  15. claudio bellasio // marzo 17, 2017 at 11:11 am // Rispondi

    Tutto ok,compresa la pericolosissima posizione del “già che sei lì” che le scuole di vela dovrebbero insegnare agli allievi sul come evitarla.

  16. Già che sei li è la prima frase tipo che imparano i neofiti. E’ un classico. Da “classis” = flotta … Sull’ancorarsi “vicino vicino” e sui parabordi sempre a segno : completamente d’accordo. Fucilazione sul posto.

  17. Punto 17. Ma perchè e vietato andare in andature portanti? Punto 16, e navigare coi parabordi che male c’è? Punto 15, e allora se ho il tendalino nuovo e la randa vecchia, a te che te frega! ecc ecc
    La vela è per tutti anche di chi sbaglia.
    Un po’ talebano come articolo.

  18. l’importante è divertirsi,magari guardando più alla propria barca,e non perdere tempo a guardare le altre.quando salgo in barca sto tantissimo tempo a pensare a tutte le migliorie da fare,poi prendo ed esco,il mio vicino sta ore a guardare l’uscita del porto e poi apre la cassetta degli attrezzi,la sera qualche volta andiamo a prendere una pizza insieme

  19. marco pellanda // marzo 18, 2017 at 5:07 pm // Rispondi

    A Duccio: le barche degli spazzini navigano con i parabordi.
    E “già che ci siamo” da certi naviganti (?) è meglio stare alla larga.
    Marco Pellanda-Venezia

  20. Un velista, o sedicente tale, non dovrebbe odiare altri velisti…..

  21. Per quello che ha detto del mangiare con i piatti di plastica…
    Facile parlare se si hanno ettolitri di serbatoi in barca e ancor di più se si ha la bocca

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