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V per… Velman (le vele a fibre orientate sono nate qui). Intervista ad Alberto Manfredini

Il 1986 è una data rivoluzionaria per il mondo del sailmaking: nascono le vele a fibre orientate, ovvero le “membrane”. Protagonista del cambiamento epocale è una veleria italiana: la Velman

Spesso le grandi rivoluzioni partono da una domanda. Anche nel mondo delle vele è stato così, quando negli anni Ottanta un “certo” Peter Conrad ( Presidente della società americana Sobstad) si chiese: “ Perché per fare una vela dobbiamo comprare il tessuto e tagliarlo in mille modi per ben orientarlo quando potremmo realizzare il tessuto già orientato, costruendo un tessuto che sia già la vela, eliminando le cuciture problematiche per la loro elasticità’”. Da questa intuizione nel 1986 nasce in Sobstad il brevetto Genesis, che rivoluzionerà il mondo del sailmaking permettendo di costruire vele con fibre orientate lungo la direzione degli sforzi, senza più cuciture. Nei primi anni Ottanta la società Velman, veleria fondata da Alberto Manfredini nel 1979, diventa licenziataria del marchio americano Sobstad e diventa il punto di riferimento per l’Europa di Sobstad USA. Sono quindi trent’anni che la veleria italiana Velman ha anche fare, tutti i giorni, con la produzione di vele a fibre orientate. Un’esperienza pluridecennale che nessun altro può vantare in questo campo, come ci ha raccontato in un’intervista proprio Alberto Manfredini.

LA PAROLA AD ALBERTO MANFREDINI
Possiamo dire che la Velman è la veleria che ha più esperienza nel mondo delle vele a fibre orientate?
Direi proprio di si! Fino al 2006 eravamo gli unici produttori di membrane a fibra orientata in Europa, e fornivamo la quasi totalità delle velerie. Dopo il 2006, alla scadenza del brevetto americano Genesis, altre velerie, per essere autonome, hanno iniziato la sperimentazione di questa lavorazione. Per questo motivo, ad oggi abbiamo almeno vent’anni di esperienza in più degli altri. La prova concreta di quanto ci fidiamo della nostra esperienza è che diamo una garanzia di otto anni sulla delaminazione delle vele, perché siamo gli unici ad avere avuto il tempo a disposizione per testare l’effettiva durata. Un tempo durante il quale abbiamo continuato ad investire sulla ricerca e sullo sviluppo della tecnologia.

Ogni veleria ha il suo nome per definire le vele a fibre orientate, anche se si parla di prodotti molto simili tra loro. Quale è il vostro asso nella manica rispetto agli altri?
Quando un cliente riporta una vela ancora in buono stato dopo 15 anni e continua a chiedere un prodotto simile, ritengo che non occorre avere assi nella manica o brevetti dell’ultimo minuto. La nostra tecnologia è l’unica che permette di produrre vele con fili orientati con una pressione di 180 tonnellate per metro quadro (18 kg per centimetro quadrato). Nessun altro produttore dà simili pressioni ai propri tessuti. Le velerie che lavorano solo con il vuoto hanno un grande limite, perché qualsiasi pompa in grado di generare vuoto non riesce a spremere il tessuto per più di un kg per cm quadrato.

Perché la pressione è così importante?
La grande pressione di spremitura consente l’impiego della sola colla funzionale all’unione dei vari strati del tessuto con una riduzione notevole in peso che diminuisce lo sbandamento e un aumento nella morbidezza del tessuto che impedisce la formazione di pieghe vive che col tempo possono tagliare il tessuto.

Oggi si parla tanto di fibra continua e di vela in un pezzo unico. Perché voi siete contrari a questa filosofia?
Sicuramente una vela in un pezzo unico può allettare il cliente che erroneamente associa la fibra continua a una maggiore resistenza rispetto a una vela a moduli. In realtà tutte queste vele che per costruzione non possono avere pressioni elevate, hanno dei grossi limiti in termini di peso, forma ma soprattutto di durata. Cosa che invece non avviene nelle vele a moduli, dove l’incollaggio tra un pannello e l’altro è addirittura più resistente del resto della struttura.

Quale vela consiglierebbe oggi a un velista amante della crociera?
Senza dubbio gli consiglieri il prodotto che assicura le migliori prestazioni in termini di durata. Il nostro Carbon Double Platinum ad esempio è una vela caratterizzata da due taffetà esterni che racchiudono una struttura a fibre di carbonio che sfata ogni credenza sull’estrema fragilità di questo materiale che è vittima della sua debolezza se impregnato di colla, ma se ne si utilizza poca ha davvero un’elasticità quasi nulla, una resistenza alla luce e agli agenti atmosferici ottima e assicura un prodotto leggero che farà sbandare meno la barca, rendendo la crociera decisamente più piacevole.

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